1932 · gomma americana

Gomma da masticare, a base di lattice, in forma di palline o tavolette. ► Sin.: chewing-gum.

Se sono degli anni Dieci le prime attestazioni dell’espressione (come quelle di chewing-gum), cade quest’anno una curiosa testimonianza del saggista e commediografo Camillo Antona Traversi (1857-1934): «S’ode appena il rosicchio di un topo. È d'Annunzio che sgranocchia una tavoletta bianca di gomma americana» Foglie dannunziane, Napoli, Guida, p. 75).

Passione da Vate

La prima attestazione di un uso non giornalistico dell’espressione gomma americana si rintraccia quest'anno, in un curioso profilo biografico di Gabriele d’Annunzio:

A Brescia, durante le prove della “dannunziana”, Maria Melato canta il suo dolore nella penombra del vasto palcoscenico. […] S’ode appena il rosicchio di un topo. È d’Annunzio che sgranocchia una tavoletta bianca di gomma americana (Antona Traversi 1932: 75).

In principio il prodotto si chiamava chewing-gum (“gomma da masticare”), che i vocabolari italiani registrano perlopiù come maschile, benché non manchino esempi, anche recenti, di femminile (cfr. Calanchi 1976; Mahy 1990 [1982]). Fu rapida, in ogni caso, l'ascesa di calchi e traduzioni; a partire da gomma da masticare («Bollettino dell’emigrazione», X, 1912, p. 47), argomento polemico antiamericano per chi, come Riccardo Bacchelli, criticava la «beneficenza pelosa» di quanti «con le bibbie eretiche, la gomma da masticare e la carne in scatola andata a male vengon per moralizzare lo scettico e penurioso continente» (Bacchelli 1923: 29). Inevitabile, date le circostanze, che la gomma da masticare venga rinominata a sua volta gomma americana (da masticare) («La Stampa», 29 luglio 1927).


Maya, indiani e... dentisti

L’origine della gomma americana (cfr. Redclift 2004; Mathews e Schultz 2009) andrebbe fatta risalire ai Maya, che usavano masticare la gomma estratta da una pianta, la Manilkara chicle, o più semplicemente chicle (la parola, di origine nahuatl, è ancora oggi usata in spagnolo per indicare il chewing-gum). Questa gomma naturale, molto dolce e dal sapore delicato, si ricavava praticando incisioni sul tronco della pianta e raccogliendo la sostanza che ne colava in contenitori in cui veniva bollita fino a raggiungere la giusta consistenza. Un'altra gomma naturale era invece ottenuta dalla linfa degli abeti rossi: tradizionalmente masticata dagli indiani d’America, veniva sciolta al calore e tagliata in piccole porzioni. Il primo a metterla in commercio fu John B. Curtis, che nel 1848 creò la State of Maine Pure Spruce Gum (spruce è proprio l'abete rosso). Curtis non si limitò a produrre il chewing-gum, ma andò di città in città per venderlo. L’impresa ebbe successo e la Curtis & Son Chewing-gum Company divenne una fabbrica all’avanguardia per la sua epoca, con macchinari tecnologici costruiti per l'occasione e una ricetta per la fabbricazione delle gomme da masticare rimasta a lungo segreta.
Curtis non brevettò mai la propria invenzione, come fece invece William Finley Semple, un dentista dell’Ohio: il 28 dicembre 1869, a oltre vent’anni dalle prime gomme create da Curtis, registrò il brevetto (n. 98.304) per tradurre in realtà la prima vera gomma americana. Nel brevetto si legge che l’invenzione consisteva nel mescolare alla gomma altre sostanze (come gesso e carbone) che rendessero il prodotto un «agreeable chewing-gum», ma soprattutto gli permettessero di svolgere il «purpose of a dentifrice». Semple riconosceva al chewing-gum la funzione pratica di pulire i denti e, al contempo, aiutare i pazienti con problemi di masticazione. Per il sapore non proprio gradevole, nonostante le numerose sperimentazioni, il prodotto non fu però mai messo in vendita.
Il primo a produrre e a vendere industrialmente i chewing-gum brevettati da Semple fu Thomas Adams, scienziato e fotografo, nonché segretario del leader messicano esiliato Antonio López de Santa Anna. Questi, ritiratosi in New Jersey, aveva portato con sé grandi quantità di chicle; aveva tentato in un primo momento di vulcanizzare la resina per farne gomme per le auto, ma poiché il risultato non era stato all’altezza delle sue aspettative aveva deciso di ripiegare sulle gomme da masticare. Nel 1871 Adams brevettò la prima macchina in grado di produrne grandi quantità: i primi chewing-gum (Snapping and Stretching) non avevano sapore, e riuscirono tuttavia a ottenere un notevole successo. Galvanizzato dal riconoscimento, Adams iniziò ad aggiungere altri ingredienti, come lo zucchero e la liquirizia; in tal modo, nel 1884, arrivò a commercializzare la prima gomma americana dotata di gusto e venduta in stick: il Black Jack. Più tardi, nel 1888, in seguito all’acquisto di un metodo (brevettato dal chimico John Colgan) per mantenere più a lungo il sapore dei chicles, Adams mise sul mercato nuove gomme da masticare (Tutti Frutti), a base di sciroppi dai vari sapori e vendute sia in stick, sia sotto forma di palline variopinte conservate in contenitori di vetro; nacque così l'American Chicle Company, marchionimo che sarebbe stato ben presto utilizzato come nome del prodotto. In anni recenti le ditte produttrici hanno più volte presentato le gomme da masticare come sostitutive dello spazzolino e del dentifricio: Adams aveva già riconosciuto questa funzione ai propri chicles.
All’impresa di Adams seguì la William Wrigley Jr. Company, fondata il 1° aprile 1891. Gli affari della nuova compagnia non andavano però molto bene, finché Wrigley non ebbe l’idea geniale di vendere pacchetti di lievito in polvere, un prodotto della sua ditta, con in regalo le gomme. Fu un successo senza precedenti, tanto da indurre col tempo Wrigley ad abbandonare la vendita del lievito per dedicarsi completamente ai chewing-gum; ed è proprio su una confezione delle gomme di Wrigley (le Juicy Fruit gum) che nel 1974 venne utilizzata per la prima volta, in un supermercato di una città dell'Ohio (Marsh), un’invenzione destinata a rivoluzionare il commercio: un apparecchio per la lettura dei codici a barre (cfr. Hall 2005).
La storia delle gomme americane non si esaurisce alla fine dell'Ottocento. A inizio Novecento un confezionatore, Frank Fleer, escogitò gomme in grado di fare le bolle: i primi tentativi, che prevedevano l’uso di grasso di balena, non andarono a buon fine, ma nel 1928 Fleer, grazie a una formula creata dal suo contabile (Walter Diemer), riuscì a mettere in vendita i chewing-gum noti come Double Bubble Gum. Con l'aumento della concorrenza le ditte produttrici sperimentano diverse tecniche di marketing, offrendo insieme ai chewing-gum prima sigarette, per un pubblico adulto, e poi figurine di giocatori di baseball, più adatte a un pubblico di bambini. Gli anni Cinquanta vedono affacciarsi le prime gomme da masticare senza zucchero, sostituito da dolcificanti come l’aspartame o lo xilitolo, invenzione di un altro dentista, Bruno Petrulis; agli anni Sessanta risale invece l’introduzione delle prime gomme sintetiche a base di butadiene: più economiche di quelle ricavate dal chicle, sono rese più elastiche dall’aggiunta di additivi e addensanti e sono spesso preferite sul mercato per il più alto contenuto di zuccheri e coloranti.


Il movimento delle mandibole

Sono molti i geosinonimi con cui è conosciuta in Italia la gomma americana (cfr. le banche dati LinCi e Aliquot). Alcuni derivano da chicle: come cicles, circolante in Piemonte ed Emilia Romagna, e meno probabilmente cicca (da alcuni ritenuto un derivato di ciccare per 'masticare', riferito prima al tabacco e poi alla gomma americana), presente soprattutto in Lombardia. Altri discendono da chewing-gum: ciuìngam e ciùingam (diffusi specialmente nell’Italia centro-settentrionale), ciungaia (Genova), ciunga (Sicilia e Trentino Alto-Adige), ciuca (Cilento), cingomma (diffusa nell’Italia centro-meridionale con le sue numerose varianti locali: gigomma e gingomma, cincingomma e cilingumme). Un terzo gruppo di geosinonimi deriva infine da masticare: da masticante (Messina) a masticone (Arezzo).
Tante parole per indicare un unico prodotto di straordinaria fortuna, sintomatico di quel che Robert Benchley definiva il principale movimento americano del XX secolo: il movimento delle mandibole (Benchley 1916).
                            
Francesco Lucioli

Bibliografia

Aliquot = Atlante della Lingua Italiana Quotidiana, a cura di Fabio Tosques e Michele Castellarin, all'indirizzo Internet http://141.20.109.130/aliquot/index.php.
Antona Traversi Camillo, 1932, Foglie dannunziane, Napoli, Guida.
Bacchelli Riccardo, 1923, Lo sa il tonno, ossia gli esemplari marini. Favola mondana e filosofica, Milano, Bottega di Poesia.
Benchley Robert, 1916, America’s Greatest Movement: The Jaw Movement, «World Outlook», II, ottobre, pp. 8-9.
Calanchi Giuseppe, 1976, La ragazza con la chewing gum, Milano, Piccoli.
GDLI = Grande dizionario della lingua italiana, fondato da Salvatore Battaglia, diretto da Giorgio Bàrberi Squarotti, Torino, UTET, 1961-2002, 21 voll.
Hall Margaret C., 2005, The Life of William Wrigley Jr. and the Story of Wrigley’s Chewing Gum, Oxford, Heinemann Library.
LinCi = La lingua delle città, a cura di Annalisa Nesi e Teresa Poggi Salani, Firenze, Accademia della Crusca, 2013.
Mahy Margaret, 1990, La battaglia delle chewing-gum e altre storie, illustrazioni di Jan Ormerod Milano, Arnoldo Mondadori (orig. ingl.: 1982).
Mathews Jennifer P., Schultz Gillian P., 2009, Chicle: The Chewing Gum of the Americas, from the Ancient Maya to William Wrigley, Tucson, University of Arizona Press.
Redclift Michael, 2004, Chewing Gum: The Fortunes of Taste, New York, Routledge.