Icona_Motore-di-ricercaMotori di Ricerca Banche dati
  Biblioteche Meteo
 
Percorsi
Archeologia
Comunicazione
Diritto
Economia
Filosofia
Istruzione e formazione
Psicologia
Religioni
Scienze
demo-etno-antropologiche
Scienze politiche
Storia
Strumenti del sapere
Da Leggere
 
Storia
Araldica e titoli nobiliari
Biografie
Cronologia
Dinastie
Mestieri e professioni
Militaria
Numismatica e sfragistica
Popoli antichi
Preistoria
Storia antica
Storia contemporanea
Storia medievale
Storia moderna
Storiografia
A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
Ogni parola di questa pagina è collegata a Vocabolario ed Enciclopedie, clicca due volte
Da Enciclopedie on line TagT: 
Matteòtti, Giacomo
Matteòtti, Giacomo. - Uomo politico italiano (Fratta Polesine 1885 - Roma 1924). Più volte deputato, fu segretario del Partito socialista unitario (1922). Convinto antifascista, fu ucciso in seguito alla denuncia che aveva fatto dei brogli commessi dai fascisti durante le elezioni del 1924. Il suo assassinio costituì il prodromo della soppressione del regime parlamentare.
Vita e attività. Di formazione giuridica, si dedicò dal 1910 quasi esclusivamente all'attività politica nella corrente riformista del Partito socialista. Nel Polesine operò per la costituzione di camere del lavoro e cooperative e per l'incremento dell'attività socialista negli enti locali. Contrario all'intervento, nel dopoguerra consigliere provinciale a Rovigo e dirigente della Lega dei comuni socialisti, fu tra gli organizzatori delle lotte bracciantili per il collocamento e l'imponibile della manodopera. Venne eletto alla Camera nel 1919, 1921 e 1924; come parlamentare sostenne la riforma agraria e la polemica antiprotezionistica, mentre, testimone degli esordî dello squadrismo padano, maturava un antifascismo senza cedimenti. Dopo l'espulsione dei riformisti dal PSI e la nascita del Partito socialista unitario, nel 1922, fu eletto all'unanimità segretario della nuova formazione. Il 30 maggio 1924, alla riapertura della Camera, tenne il famoso discorso che denunciava le violenze e i brogli commessi dai fascisti nella recente campagna elettorale; aggredito e rapito il 10 giugno successivo da sicarî fascisti, il suo cadavere fu ritrovato due mesi più tardi. La sua morte, la cui responsabilità, quanto meno politica, era palesemente attribuibile al PNF e allo stesso Mussolini, provocò la grave crisi politico-parlamentare culminata nella secessione dell'Aventino e conclusasi con il discorso di Mussolini del 3 genn. 1925. I sicarî furono processati nel 1926, condannati a pene nominali e presto rilasciati; nuovamente processati nel 1947, furono condannati a pene più severe.
Leggi tutto
(1971 battute)
Categorie
Biografie
Aggiungi un tag
Per contribuire a catalogare le risorse del sapere inserisci delle parole chiave
MyTreccani Commenta Pubblica su blog o sito
Condividi Tieni d'occhio Segnala alla redazione
COMMENTI
Nessun commento presente
 
SCELTI NEL WEB
Icona_Rss_GrandeLe ultime notizie in Rete su
Scienze sociali e Storia Puntatorte
Strumenti Treccani
Università
Quotidiani
Video
Tutti i link
APPROFONDIMENTI

Dizionario Biografico degli Italiani (2008)

CONFRONTA IN RETE
  Google (IT)
  Wikipedia (IT)
  Answers (EN)
  Brockhaus (DE)
  Larousse (FR)
Hai bisogno di tradurre la voce?