|
laico /'laiko/ [dal lat. tardo laicus, gr. laïkós "del popolo, profano"] (pl. m. -ci). - ■ s. m. 1. (eccles.) a. (f. -a) Chi non appartiene allo stato ecclesiastico, contrapp. a chierico: associazione, confraternita di laici. b. Religioso non sacerdote. 2. (f. -a) (polit., filos.) Chi fa professione di laicismo: accordo tra cattolici e laici. ■ agg. 1. (eccles.) a. Che non appartiene al clero, che riguarda o è formato da persone di stato laicale: enti, associazioni laiche. b. Che non ha preso gli ordini sacerdotali: frate laico. 2. (polit., filos.) Che s'informa ai caratteri del laicismo, contrapp. a confessionale: professare idee, essere di tendenze l.; la cultura l.; scuola l., quella, soprattutto se dipendente dallo stato, in cui l'insegnamento non è ispirato a principi religiosi. 3. (estens.) a. Di persona, gruppo, movimento, atteggiamento che dichiari la propria autonomia da dogmatismi ideologici di qualsiasi genere: partiti l., quelli che si riconoscono autonomi dalle grandi ideologie del cattolicesimo e del marxismo (intese quindi come "confessionali"). b. Nel linguaggio giorn., di persona che, pur essendo istituzionalmente estranea, sia chiamata a far parte di un organo: membri l. del Consiglio superiore della magistratura, i cinque membri, non magistrati, eletti dal Parlamento. ◆ Avv. laicamente, non com., da un punto di vista laico.
|