Amata, amatissima. La poetessa dei Navigli, maledetta da una vita di triboli profondi – anni e anni di manicomio – ma benedetta, a partire dagli anni Novanta, dall’amore crescente prima dei lettori, poi di tutti coloro che in tv se la trovavano davanti, seduta nel salotto di Maurizio Costanzo (negli ultimi anni, di Chiambretti), istrionica e amara, tenera e ridente...