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Il linguaggio dell’eros
Pietro Adamo, Marcello Ravesi e Francesca Serafini prendono in esame il territorio complesso del dire l’indicibile e le situazioni e le atmosfere che portano gli esseri umani a incontrarsi sotto il segno dell’eros. Venti tra scrittrici e scrittori provano a dire in modo diverso “fare l’amore”.
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Dizionario, le parole in ordine
La parola nuova vippaio «mondo dei vip» ha diritto di cittadinanza in un dizionario della lingua italiana? E la parola antica e disusata attapinarsi «farsi tapino, umiliarsi»? Secondo quali criteri si forma, oggi, un dizionario? Ne discutono tre specialisti (Adamo, Della Valle, Patota), mentre uno scrittore (Teobaldi) racconta i dizionari della sua vita.
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Parole cantate
I Testi di canzoni, canzonette, canzoncine rispecchiano mode e modi dell’Italia che si modernizza, passando dai fiori arcadici di Nilla Pizzi ai metropolitani Roxy bar di Vasco e happy hour di Ligabue. Cinquant’anni di lingua cantata negli interventi di cinque esperti.
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Lingua spedita, lingua tradita?
È così stereotipata e sgrammaticata la cosiddetta “lingua spedita”, cioè l’italiano adoperato (“spedito”) velocemente via e-mail, sms e chat; usato nei newsgroup e nei forum di discussione; fatto circolare nel vasto mare dei social network (Facebook, Twitter, Friendfeed)? C’è da temere per il buon uso della lingua? Quattro interventi di specialisti spiegano perché non bisogna esagerare con gli allarmi.
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Il gusto delle parole senza volto
Va in onda la lingua trasmessa dalla radio, pubblica e privata: un concerto polifonico di migliaia di voci diffuso quotidianamente per tutta l’Italia. Informare, intrattenere, colloquiare, pubblicizzare, ce n’è per tutti i gusti: la radio è versatile e vivace, l’italiano che vi si parla anche.
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Punto e un punto e virgola! La punteggiatura, oggi
Il punto fermo va forte nella narrativa e nei giornali. I due punti nei titoli sui media. I puntini di sospensione nei fumetti. Dilaga un uso simil-parlato della virgola. E a scuola? Per gli insegnanti, ignorare gli errori di punteggiatura non sembra la scelta giusta
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Al funerale del congiuntivo?
Viva il congiuntivo! Oltre che il titolo di un recente libro, scritto da due dei tre esperti da noi convocati al capezzale del congiuntivo, la frase è un augurio. Ben fondato, se, ad onta delle ricorrenti lamentazioni sulla sua presunta agonia o morte, il congiuntivo in italiano non sembra passarsela poi così male.
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Fiction in tv: una lingua "seriale"
Nell’Italia sconfinata della realtà che si trasforma in fiction, dove dettano legge le pistole del gossip e dell’iperrealismo scandalistico, esiste una fiction televisiva che parla una lingua varia e tutto sommato verosimile. Sceneggiatori e dialoghisti sono all’opera per dare credibilità anche linguistica alla fiction “vera”, che popola la realtà quotidiana di molti italiani.
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La lingua della traduzione letteraria
Non si tratta di trasposizione meccanica, tutt’altro: tradurre da una lingua all’altra un poeta o un narratore comporta l’azzardo di un attraversamento di codici non soltanto linguistici, ma anche culturali e psichici. Il traduttore si immerge, aderisce, empatizza; ovvero scruta, si distanzia, interpreta… Scrive o ri-scrive? Cinque esperienze di tradotti e traduttori, in una lingua italiana creata e creatrice.
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L’italiano nel mondo
Quinta lingua più studiata del mondo, l’italiano lascia tracce lessicali nello zulu come nel finlandese, nello spagnolo d’Argentina non meno che nel giavanese. Moda, design, calcio propagano ovunque parole e immagini (anche distorte) del nostro paese. Alla scoperta di un’inedita identità riflessa nello specchio di lingue e culture vicine e lontane.
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