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Il gusto delle parole senza volto
Va in onda la lingua trasmessa dalla radio, pubblica e privata: un concerto polifonico di migliaia di voci diffuso quotidianamente per tutta l’Italia. Informare, intrattenere, colloquiare, pubblicizzare, ce n’è per tutti i gusti: la radio è versatile e vivace, l’italiano che vi si parla anche.
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Punto e un punto e virgola! La punteggiatura, oggi
Il punto fermo va forte nella narrativa e nei giornali. I due punti nei titoli sui media. I puntini di sospensione nei fumetti. Dilaga un uso simil-parlato della virgola. E a scuola? Per gli insegnanti, ignorare gli errori di punteggiatura non sembra la scelta giusta
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Al funerale del congiuntivo?
Viva il congiuntivo! Oltre che il titolo di un recente libro, scritto da due dei tre esperti da noi convocati al capezzale del congiuntivo, la frase è un augurio. Ben fondato, se, ad onta delle ricorrenti lamentazioni sulla sua presunta agonia o morte, il congiuntivo in italiano non sembra passarsela poi così male.
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Fiction in tv: una lingua "seriale"
Nell’Italia sconfinata della realtà che si trasforma in fiction, dove dettano legge le pistole del gossip e dell’iperrealismo scandalistico, esiste una fiction televisiva che parla una lingua varia e tutto sommato verosimile. Sceneggiatori e dialoghisti sono all’opera per dare credibilità anche linguistica alla fiction “vera”, che popola la realtà quotidiana di molti italiani.
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La lingua della traduzione letteraria
Non si tratta di trasposizione meccanica, tutt’altro: tradurre da una lingua all’altra un poeta o un narratore comporta l’azzardo di un attraversamento di codici non soltanto linguistici, ma anche culturali e psichici. Il traduttore si immerge, aderisce, empatizza; ovvero scruta, si distanzia, interpreta… Scrive o ri-scrive? Cinque esperienze di tradotti e traduttori, in una lingua italiana creata e creatrice.
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L’italiano nel mondo
Quinta lingua più studiata del mondo, l’italiano lascia tracce lessicali nello zulu come nel finlandese, nello spagnolo d’Argentina non meno che nel giavanese. Moda, design, calcio propagano ovunque parole e immagini (anche distorte) del nostro paese. Alla scoperta di un’inedita identità riflessa nello specchio di lingue e culture vicine e lontane.
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Parola di biblioteca
Che cosa c’è oltre il mito della biblioteca come mappatura in(de)finita del sapere umano? Quale la realtà del suo linguaggio e quali le sue strategie di comunicazione rivolte all’utente, qui, in Italia, Paese dalla debole vocazione alla lettura?
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Il volgarissimo eloquio
Nel 2004 la Camera dei deputati stabilisce che rivolgere insulti contro l’avversario politico rientra nel diritto di critica dei parlamentari. La tv dei reality esalta risse e parolacce. Il turpiloquio oggi sembra pervasivo e automatico, da Montecitorio al bar. Non sarà che vien meno la forza delle idee?
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Poeti contemporanei: una non comune lingua comune
Provare a mappare il territorio vasto e “plurale” della poesia italiana tra fine e inizio di secolo è possibile, magari a partire dalle scelte di lingua che caratterizzano i molti stili individuali. Si scopre che il poeta è più vicino a noi di quanto si immagini.
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Tra Dio e gli uomini: la lingua della Chiesa
Dietro l’ultima, recente, traduzione in italiano della Bibbia e l’edizione rinnovata del Catechismo, si profila il secolare percorso della lingua della Chiesa. Quale il contributo all’identità linguistica nazionale? Quale tipo di comunicazione da Gregorio Magno a Papa Ratzinger?
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