Letteratura e informatica a cura di Riccardo D'Anna
Della grande trasformazione che ha investito ad ampio raggio l'intero universo del sapere, fra l'ultimo decennio del secolo scorso e il primo agli sgoccioli del nuovo, par qui addirittura superfluo dire. Più complesso appare individuare compiutamente gli elementi che a tale trasformazione sottostanno, nonché le diverse, possibili ramificazioni ed evoluzioni. Se per alcuni aspetti, in piena civiltà dell'immagine, la letteratura può apparire addirittura obsoleta, alla stregua di una chiave che gira a vuoto nella serratura del contemporaneo, per altri proprio l'accelerazione tecnologica è riuscita a infondere nuova linfa (si pensi all'uso degli sms e della posta elettronica) alla comunicazione scritta.
È chiaro che occorrerà distinguere fra una letteratura che utilizza suggestioni tratte dall'informatica (dall'intreccio romanzesco fino alle spie lessicali e ai gerghi tecnici) e l'informatica applicata alla genesi del testo, che ne caratterizza o ne modula la costruzione e il suo divenire.
In una prospettiva in cui si allarga vistosamente lo spettro della 'comunicazione', nel mentre si assottiglia la 'conoscenza' non solo mutano lavori e saperi tradizionali: di nuovi ne sorgono, nuove competenze sono richieste e divengono necessarie, e dunque val la pena di interrogarsi se ci troviamo davvero dinanzi a una svolta epocale, a una mutazione interna, tipologica dell'equilibrio fra scrittura e lettura che ha funzionato fin qui.