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L'analisi di un processo quotidiano: l'immigrazione in Italia degli anni recenti

di Carla Degli Esposti*

 
Non abbiamo memoria!
Da Paese di emigranti l'Italia è diventata un Paese di immigrati e il leit motiv dell'emarginazione è l'odore, ora come allora si invoca la pulizia e il sentimento dominante è la paura del diverso. La statistica può aiutare ad abbattere i pregiudizi?
                                             
 
Come fare per conoscere da vicino una realtà che è diventata nel corso del tempo parte integrante della nostra società? Il fenomeno migratorio è molto complesso e oggetto di indagine sotto numerosi aspetti, basti pensare alla polemica sulla costruzione di nuovi minareti; si dice che gli immigrati tolgono il lavoro agli italiani, che portano la criminalità, che poco alla volta snaturano la nostra Cultura.
Occorre ragionare su dati certi e sicuramente le rilevazioni statistiche costituiscono uno strumento molto importante per capire il fenomeno migratorio. Ogni anno l'ISTAT e altre fonti autorevoli come la Caritas pubblicano rapporti sui migranti in Italia e si farà riferimento a questi dati in questo articolo, ma attenzione: i numeri sono in continua evoluzione!
 
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Dal sito Rainews24  

 

Quanti sono i migranti in Italia?
Non è facile per chi ha poca dimestichezza con i numeri districarsi fra pagine e pagine di dati scritti in piccolo; quei numeri sono freddi, spaventano e dopo aver sfogliato in fretta questi annuari, restiamo imbambolati e ‘ignoranti', pronti a dare ascolto al primo che parla, così razzismo e discriminazione dilagano.
 
L' ISTAT dice che all'inizio del 2009 i migranti presenti in Italia sono circa 3 900 000: quanti gli abitanti di Roma. Questo numero sembra enorme; confrontiamolo con la popolazione totale in Italia nello stesso periodo; ecco che cosa otteniamo:
 
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E' importante calcolare questo rapporto n°stranieri/popolazione totale, perchè possiamo confrontare la nostra situazione con quella di altri Paesi; ad esempio, se guardiamo la presenza nel 2008 di stranieri in Lussemburgo, troviamo:
 
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In questo caso gli immigrati sono solo 205 mila, un piccolo numero, che però rappresenta il 42,6% della popolazione!
Da una recente indagine internazionale emerge un fatto ancora più interessante: esiste un grande divario tra dati reali e dati percepiti dalla gente; in Italia la percezione della presenza straniera è del 23%, contro il 6,5% dei dati Istat. Un po' come accade d'estate, quando ci sentiamo soffocare per il caldo: il termometro segna 30°C ma gli esperti ci dicono che a causa del tasso di umidità presente nell'aria la temperatura percepita è 38°C!
Dunque, gli italiani pensano che gli stranieri siano molti di più di quanti sono in realtà; perché? Forse perchè loro, gli immigrati, non passano le giornate in casa, in macchina o chiusi in ufficio, ma sono sempre in giro, cioè visibili, alle bancarelle per le strade, a spasso con gli anziani, alle fermate dei mezzi pubblici... e ci sembrano una moltitudine.
 
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Perché i migranti vengono in Italia?
Cerchiamo di conoscere meglio queste donne, uomini, ragazzi, bambini arrivati da lontano. Perchè vengono in Italia? Sono sempre stati così tanti?
Interroghiamo le statistiche dell'ISTAT per rispondere a queste domande: dal grafico qui sotto è evidente il grande divario economico fra le diverse aree continentali.
 
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E c'è ancora da tener presente che i numeri riportati sono valori medi; perciò ci può essere anche un consistente numero di persone che non possiede alcun reddito. Proprio loro saranno disposti a correre grandi rischi per poter mangiare e mandare qualche dollaro a chi non è potuto partire. Dunque la povertà è una delle grandi ragioni che spiega perché dal 1998 al 2008 il numero dei migranti in Italia ha registrato un aumento del 246%.
 
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Se poi guardiamo i dati  che si riferiscono ai richiedenti asilo politico leggiamo la storia dei loro Paesi e troviamo un'altra importante ragione: la guerra.
 
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Tristi primati per questi Paesi!
Dentro i dati sono annidati conflitti locali, internazionali, pulizie etniche, …
E' terribile pensare che questi numeri sono persone in carne e ossa; questa consapevolezza ci fa sentire più partecipi alle tragedie che oggi sempre più si consumano in mare al largo delle nostre coste.
 
Percorsi didattici che, seguendo la linea presentata, rielaborino i dati in forme più o meno raffinate a seconda del livello di competenza degli studenti, e ne considerino le implicazioni storiche, sociali, economiche, politiche, ambientali, danno un importante contributo alla formazione della persona e alla convivenza civile.
 
*Già docente di matematica e scienze presso il 1°CTP di Roma "Nelson Mandela", dove ha insegnato nei corsi di licenza media a studenti provenienti da Paesi di tutto il mondo, da molti anni collabora con Emma Castelnuovo, sia come formatore in corsi di didattica sia nella stesura degli esercizi dei libri di testo di matematica per la scuola media.


Pubblicato il 4/2/2010

di Carla Degli Esposti*

 
Non abbiamo memoria!
Da Paese di emigranti l'Italia è diventata un Paese di immigrati e il leit motiv dell'emarginazione è l'odore, ora come allora si invoca la pulizia e il sentimento dominante è la paura del diverso. La statistica può aiutare ad abbattere i pregiudizi?
                                             
 
Come fare per conoscere da vicino una realtà che è diventata nel corso del tempo parte integrante della nostra società? Il fenomeno migratorio è molto complesso e oggetto di indagine sotto numerosi aspetti, basti pensare alla polemica sulla costruzione di nuovi minareti; si dice che gli immigrati tolgono il lavoro agli italiani, che portano la criminalità, che poco alla volta snaturano la nostra Cultura.
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