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218Matrimonio e morale
Bertrand Russel
nuova edizione, Prefazione di P. Odifreddi, Milano, Longanesi, 2007, 280 pagine, € 17,60.

Il saggio Matrimonio e morale, che appare oggi in una nuova edizione accompagnata dalla prefazione di Piergiorgio Odifreddi, viene edito per la prima volta nel 1929, suscitando grande clamore: il suo autore, Bertrand Russell, filosofo e matematico inglese nonché futuro premio Nobel per la letteratura, viene accusato di divulgare dottrine immorali e libertine, guadagnandosi fama di sovvertitore “di religione, stato e famiglia”. Le reazioni che accompagnano l’opera testimoniano dell’eccezionalità, dell’audacia e del carattere anticipatorio delle tesi e delle proposte che vi sono contenute: Russell vi affronta, con lucidità e senza riserve, il complesso tema delle relazioni tra uomini e donne, parlando di amore, di etica sessuale e di educazione dei bambini e degli adolescenti alla sessualità. A riguardo, egli esprime vedute estremamente liberali e anticonformiste, che ben si inscrivono nel quadro più generale della sua difesa della libertà del singolo, delle sue potenzialità e della sua specificità. Non a caso, nel saggio Russell propone una “nuova etica”, basata non sul rinnegare, reprimere o colpevolizzare i propri istinti, ma sull’indirizzare tali energie a fini non immediatamente “utilitari o piacevoli”. Tale scopo si può perseguire attuando un preciso programma pedagogico, che guidi le giovani generazioni all’esercizio di una libertà non frivola, impulsiva o superficiale, ma “sana”, fondata cioè sul rispetto della personalità e della libertà altrui. Facendosi propugnatore di una libertà individuale responsabile, Russell ricostruisce una storia dell’istituto matrimoniale a partire dai primitivi sistemi matriarcali fino alla famiglia patriarcale contemporanea, e descrive l’evoluzione dei rapporti tra i due sessi, la nascita di veti e inibizioni dall’esigenza maschile di garantirsi una discendenza biologica, all’influenza determinante e repressiva del cristianesimo, fino alla natura dei sentimenti che legano i genitori - in particolare il padre - alla prole. Il percorso che egli propone tocca temi e problematiche che sono tuttora di grande attualità: l’emancipazione sociale, economica e politica della donna, il controllo delle nascite, la prostituzione, il divorzio, i rapporti tra Stato e nuclei familiari, il ruolo dello Stato nel sostegno e nell’educazione dei figli, l’eugenetica, fino alla singolare proposta di un matrimonio temporaneo, “di amicizia”, che si distinguerebbe dall’istituto tradizionale per l’assenza di figli e che avrebbe come scopo primario quello di evitare la promiscuità sessuale dei giovani e la clandestinità delle loro relazioni - una sorta di anticipazione del cosiddetto Patto Civile di Solidarietà, come nota Odifreddi nella Prefazione al saggio. A differenziare il matrimonio tradizionale da tale “matrimonio di amicizia” sarebbe infatti la scelta di procreare, vale a dire “l’impegno di cooperazione nel mettere al mondo ed educare i figli” (p. 201): è soltanto quando nel rapporto tra due persone adulte e libere viene coinvolto un terzo soggetto più debole, il figlio, che le relazioni sessuali eccedono la sfera del privato e delle libertà individuali e assumono importanza sociale, divenendo suscettibili di regolamentazione.

Lisa Vagnozzi