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caravaggio.gifRitorno al Barocco
Napoli, sedi varie
fino al 5 aprile 2010

Obiettivo puntato su un'intera epoca ma frammentato in sei spazi museali.
Succede a Napoli, città avvezza a confrontarsi con le espressioni dell'arte, dalle opere poste alla luce del sole a quelle collocate sotto le luci artificiali nella metropolitana. La matassa di artisti, movimenti e opere è stata sbrogliata da Nicola Spinosa, curatore della mostra prima di lasciare il posto di Soprintendente a Lorenza Mochi Onori lo scorso agosto, secondo l'idea di base di aggiornare lo stato di conoscenze in campo scientifico dal 1984 ad oggi.

Un anno, questo, decisivo per le sorti della soprintendenza napoletana, con il cambio improvviso ai vertici dovuto alla scomparsa di Raffaello Causa e la sostituzione con Spinosa. Quest'ultimo continua - attraverso una lunga serie di esposizioni - con quanto si era puntato fin dal 1938 con Mostra di Tre secoli, cioè il recupero dello studio dell'arte nel meridione con l'intento di delineare una storia degli artisti e delle opere avendo come prospettiva l'ampia visuale delle culture intrecciate del Mediterraneo a discapito di quella fiorentino-centrica.
Pietra di paragone è inevitabilmente Civiltà del Seicento (e in parte Civiltà del Settecento, 1979) del '84: grande successo di pubblico e utile format nell'organizzazione di un circuito espositivo che comprende i musei di Capodimonte e Villa Pignatelli, esponendo dipinti, sculture, carte topografiche, gioielli, progetti architettonici elaborati all'ombra del Vesuvio.
A questo giro però si sono aggiunti ventisette itinerari a Napoli e sedici nella regione per far conoscere opere e siti spesso esclusi dai grandi circuiti.

Il Cristo flagellato alla colonna, dipinto da Caravaggio nel 1607 per la chiesa di S. Domenico Maggiore a Napoli, accentra sull'anatomia del possente busto lo sguardo del visitatore e segna l'inizio del percorso espositivo nel museo di Capodimonte, dove in maniera trasversale si entra nella temperie artistica dal primo Seicento al 1747, anno della morte di Francesco Solimena, artista di scenari oltre barocchi dal respiro europeo.
I confini temporali dell'indagine sono infatti dilatati al di là della consueta lettura filologica del Barocco, ampliati fino al 1750, con le soluzione architettoniche di Luigi Vanvitelli, che per Carlo III di Borbone ripensa al tessuto urbanistico della città, attraverso la realizzazione del Foro Carolino (oggi piazza Dante) e il Reale Albergo dei Poveri (costruito solo in parte).

É però una lettura traversale che sembra a tratti giustificare più l'intenzione di riassumere i risultati raggiunti dalla soprintendenza napoletana, come si evince soprattutto dal testo di Spinosa in catalogo. Caravaggio a Capodimonte, dunque, sconvolge i cardini della pittura con il suo crudo realismo ed è attorniato dai suoi seguaci: Battistello Caracciolo della Madonna dei marinai, Filippo Vitale, Carlo Sellitto.
E ancora dalle generazioni più giovani che interpretano l'adesione al reale ognuno secondo un aspetto diverso come Massimo Stanzione, il più classico, Jusepe de Ribera, lo spagnolo adottato da Partenope nel 1616, che ritrae santi e filosofi con la stessa greve introspezione psicologica, l'ancora anonimo Maestro dell'Annuncio, Salvator Rosa, pittore delle stregonerie, e quello delle eteree sante e ninfe tratteggiate da Bernardo Cavallino. Le battaglie di Aniello Falcone, la popolazione salvata dalla peste di Micco Spadaro, i corpi muscolosi abbandonati nel dolore del S. Sebastiano di Antonio de Bellis e quelli spavaldi di Andrea Vaccaro nel Pasce oves meas, gli anchement spigolosi di G. B. Spinelli descrivono la scena artistica ma a completarla ci pensano i dipinti e gli oggetti restaurati in questi venticique anni di reggenza "spinosa" a Castel Sant’Elmo, gli scatti di Luciano Pedicini, che ha colto i dettagli più belli del mondo barocco tra sacro e profano.
La ricostruzione del ricco arredo di una casa nobiliare al museo Duca di Martina con l'edulcorato ambiente aristocratico ritratto da Michele Regolia, Falciatore e Bonito che sfociano già nel XVIII secolo. Una sezione più difficile da smaltire risulta però al Museo Pignatelli, dove, la scelta della formula di "natura in posa" non riesce a togliere quel senso di ripetitività nella lunga sequenza di fiori, frutta e animali.

A Palazzo Reale poi, se i raffinati progetti architettonici da Domenico Fontana a Ferdinando Sanfelice e la cartografia appaiono costrette in un allestimento distratto, le scene sacre collocate nella Cappella al primo piano con le preziose statuette del Presepe del Banco di Napoli, risultano un'appendice della sezione di Capodimonte, o forse più un pretesto per far visitare le sale del Palazzo affrescate da Belisario Corenzio a Francesco de Mura.
A conclusione del lungo giro, la Certosa e Museo di San Martino concentrano tra le loro mura le splendide invenzioni di Cosimo Fanzago, architetto e scultore, le immagini della città (vedute e carte topografiche), ma si tratta di un unico spazio che vale da solo l'intero percorso concettuale della mostra in quanto -anticipando i termini agli affreschi di fine Cinquecento nel pronao della Chiesa- si vede tutto lo sviluppo storico artistico a Napoli fino all'ultimo affresco di Luca Giordano nel 1704 e al ritratto del Principe di Tarsia Spinelli di Solimena, che ferma nello sfarzo di abiti e alterità di sguardi un mondo senza più tempo, a un passo della sua cancellazione per mano rivoluzionaria francese.

Irene Tedesco

Orari e biglietti:
Museo di Capodimonte, Via Miano 2 h 10,00 – 19,00 / chiuso mercoledì intero € 10,00; ridotto € 5,00; ridotto gruppi* € 7,00
Castel Sant’Elmo, Via T. Angelini 22 h 10,00 – 19,00 / chiuso martedì intero € 6,00; ridotto € 3,00; ridotto gruppi*€ 4,50
Certosa e Museo di San Martino, Largo San Martino h 10,00 – 19,00 / chiuso mercoledì intero € 8,00; ridotto € 4,00; ridotto gruppi*€ 6,00
Museo Duca di Martina, Villa Floridiana, Via D. Cimarosa 77 h 10,00–14,00 ; sab.-dom. 10,00–19,00 / chiuso martedì intero € 6,00; ridotto € 3,00; ridotto gruppi*€ 4,50
Museo Pignatelli, Riviera di Chiaia 200 h 10,00 –14,00 ; sab.-dom. 10,00–19,00 / chiuso martedì intero € 6,00; ridotto € 3,00; ridotto gruppi*€ 4,50
Palazzo Reale, Piazza del Plebiscito 1 h 9,00 – 17,00
Sala Dorica; h 9,00 – 19,30
Appartamento Storico e Cappella Reale chiuso mercoledì intero €6,00; ridotto €3,00 (le biglietterie chiudono un’ora prima dell’orario di chiusura)
 www.ritornoalbarocco.it