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LE OPERE

Astronomicon Libri

Dopo i successi del Decameron, del Romanzo d’Alessandro e della Notitia dignitatum, stampati in straordinarie edizioni in facsimile, Treccani riproduce un altro eccezionale codice, il Bodley 646, anch’esso conservato presso la Bodleian Library dell’Università di Oxford, una delle più antiche biblioteche pubbliche del mondo, fondata nel 1602.

Descrizione

Il codice Bodley 646, conservato presso la Bodleian Library di Oxford, contiene gli Astronomicon libri di Basinio da Parma, il primo poema astronomico dell’Umanesimo italiano, scritto nel 1455 circa alla corte di Sigismondo Malatesta.
All’interno della tradizione manoscritta del poema, il membranaceo Bodley 646 rappresenta uno degli esempi più raffinati e affascinanti.
Negli Astronomicon libri, Basinio ci descrive in maniera dettagliata la struttura del cosmo, le costellazioni e le loro stelle e i moti del Sole e dei pianeti. Il codice fu copiato in Italia attorno al 1460 su commissione dello studioso inglese John Tiptoft, conte di Worcester, che durante il suo soggiorno nella penisola fece trascrivere una serie di opere, trasferite con lui in Inghilterra al rientro. Il manoscritto fu poi donato da Sir Richard Worsley alla Bodleian Library nel XVII secolo.


Le miniature delle costellazioni zodiacali e i diagrammi celesti

Composto da trentacinque carte (più due carte di guardia), il codice è riccamente decorato. La sua preziosità è data dalle trentotto miniature colorate delle costellazioni zodiacali che corredano le descrizioni fornite da Basinio nei suoi esametri latini. Nelle bellissime illustrazioni sono anche rilevate in oro le stelle che compongono ciascuna costellazione.
Sul verso della prima carta di guardia, colorato interamente, è presente su sfondo rosso il nome del copista, Angelo Aquilano. Al f. 1r si trova invece una magnifica illustrazione in cui il titolo e l’autore dell’opera sono riportati in lettere capitali dorate su uno sfondo blu brillante. In essa si possono vedere, dall’alto verso il basso, una ghirlanda verde che sormonta una palma con frutti dorati e marroni. Su entrambi i lati sono presenti due anfore rosse, mentre due amorini sorreggono un rotolo in cui è inscritto: Basinii Parmensis Astronomicon Liber I. Tutti gli elementi poggiano su un plinto marmoreo al centro del quale sono collocati lo stemma e il cimiero di John Tiptoft. Le didascalie in inchiostro rosso e in lettere capitali che accompagnano tali miniature, offrono al lettore le indicazioni specifiche per il riconoscimento di ciascun gruppo stellare.
Completano il codice un capolettera decorato con fiori blu su sfondo rosso (f. 1v) e, soprattutto, i due diagrammi celesti contenenti la descrizione dei cieli e dei pianeti (f. 3v) e lo schema dei circoli celesti con l’indicazione dell’eclittica e della fascia zodiacale (f. 4v).

Commentario a cura di Giordana Mariani Canova, alla quale si deve l’analisi storico artistica, Donatella Frioli, che ha redatto la scheda codicologica, e Anna Gabriella Chisena, per la trascrizione del testo e l’analisi filologica.

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dati tecnici

80 pagine di 121x189 mm
Copie numerate
599
Miniature delle costellazioni
38
Diagrammi celesti
2
Legatura di stile secentesco

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