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CATALOGO STORICO

I luoghi dell’arte
Città Vesuviane

Dopo il grande successo del volume Pompei, esce un secondo volume dedicato alle città vesuviane.

Descrizione

Il volume, diretto da Pier Giovanni Guzzo e Gianluca Tagliamonte, pubblicato nel 2013 con la collaborazione della Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Napoli e Pompei, entra a far parte della collana «I luoghi dell’arte» e completa, arricchendolo, il volume del 2003 dedicato a Pompei (nel 1997 l’UNESCO aveva dichiarato Pompei, Ercolano e le ville di Oplontis «Patrimonio dell’Umanità»): mille pagine straordinarie per indagare sui complessi archeologici suburbani ed extraurbani di Pompei sui quali recenti rinvenimenti, come quelli di Moregine, e quelli riferibili alle altre città vesuviane colpite dall’eruzione del 79 d.C., hanno gettato nuova luce.

Il volume documenta e illustra le grandi ville del suburbio di Pompei (Villa di Cicerone, Villa delle Colonne a Mosaico, Villa di Diomede, Villa dei Misteri, ecc.), quelle dell’agro pompeiano (Villa 6 di Terzigno; Villa Regina, Villa di Fannius Synistor, Villa della Pisanella a Boscoreale; Villa di Boscotrecase) ed edifici di recente rinvenimento (complessi a e B di Moregine); contiene inoltre tutte le testimonianze relative alle antiche città di Ercolano (a cominciare dalla celeberrima Villa dei Papiri o dei Pisoni) e Stabiae (ove da pochi anni sono state riaperte al pubblico le Ville di San Marco e di Arianna) e alle splendide dimore di Oplontis (Villa di Poppea o Villa a, Villa di l. Crassius Tertius o Villa B).

Molti di questi monumenti hanno avuto un’importanza capitale non solo nella storia dell’archeologia, ma anche nella costruzione dell’identità culturale europea e occidentale; hanno orientato gusti e tendenze dell’arte moderna e contemporanea; hanno restituito capolavori d’arte (sculture, pitture, arredi, ecc.) e testimonianze della cultura letteraria antica (come nel caso della Villa dei Papiri o dei Pisoni a Ercolano); sono stati fonte inesauribile di studi e ricerche (si pensi, ad esempio, all’iter interpretativo del ciclo di affreschi della Villa dei Misteri a Pompei).

Il volume, in tiratura limitata, di grande formato (cm 26,5 × 34) è stato stampato su carta speciale Scheufelen: le illustrazioni a colori sono di altissima qualità. La rilegatura è realizzata con metodi artigianali utilizzando una pelle pregiata, color rosso amaranto, conciata con sole sostanze naturali, secondo un procedimento impiegato da Giovanni Battista Bodoni nel XVIII secolo.

Elegante dorso dotato di nervatura e impreziosito da impressioni e fregi dorati e a secco. Nel piatto anteriore è incastonato un prezioso bassorilievo che riproduce la storica scultura dell’aquila in bronzo dorato scelta da Giovanni Treccani e realizzata nel 1925 per rappresentare l’appena nato Istituto Treccani.

Il bassorilievo è stato ottenuto da coniazione su lastra in ottone, laminata in oro zecchino giallo, con modellazione realizzata da un maestro scultore; finiture, lucidatura e satinatura dei rilievi interamente eseguite a mano. Realizzato da Editalia - gruppo Poligrafico dello Stato per Treccani. Un prezioso cofanetto custodisce l’opera.

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dati tecnici

Volumi formato
26,5x34 cm
6
Pagine
1.040
Illustrazioni
1.000
Tavole su carta velata
32

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Nella collana «città vesuviane e loro fortuna», il volume Pompei, pubblicato nel 2003, diretto da Giovanni Pugliese Carratelli, condirettore Antonio Giuliano, raccoglie un gran numero di disegni conservati nel Museo nazionale di Napoli, che mostrano la condizione delle pitture (degli edifici e dei pavimenti di essi) al momento della scoperta, pitture successivamente in parte svanite o addirittura scomparse a causa della prolungata esposizione agli agenti atmosferici. Sono inoltre pubblicate alcune vedute degli scavi. La scoperta di Ercolano, e poi quella di Pompei, dettero vita a un gusto che ebbe vasta diffusione in tutta Europa, influenzando anche le più svariate produzioni di arte applicata. Al fine di mostrare l’importanza che la cultura europea attribuiva alle scoperte − soprattutto alle pitture − sono riprodotte, fuori testo, alcune figure edite nelle Antichità di Ercolano. Assieme si pubblicano le fotografie a colori dei rami tratti dai disegni eseguiti a Pompei da Giovan Battista Piranesi poco prima della morte (rami probabilmente incisi dal figlio Francesco). Il periodo particolarmente evidenziato nel volume è quello compreso all’incirca tra il 1770 e il 1870, quando la fotografia non aveva ancora preso il sopravvento sulle capacità interpretative dei singoli disegnatori. Il volume è in formato cm 26,5 × 34, rilegatura bodoniana con cofanetto in pelle pieno fiore conciata a mano nel colore rosso amaranto.

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