Questo sito contribuisce all'audience di

CATALOGO STORICO

Portolano 6.
La carta universale in stile marino di Giorgio Sìderi detto Calapodà

Portolano 6. La Carta universale in stile marino di Giorgio Sìderi detto Calapodà  

Descrizione

Dopo la Mappa mundi 1457 e l’Atlante nautico di Battista Agnese, Treccani dà alle stampe un’altra importante edizione facsimilare nell’ambito della cartografia marittima cinquecentesca, in soli 749 esemplari numerati: la Carta universale in stile marino con elementi corografici, opera di Giorgio Sìderi detto Calapodà, cartografo di origine cretese, datata 1550 e conservata presso la Biblioteca del Museo Correr di Venezia e nota come Portolano 6.

Di grandi dimensioni, la carta rappresenta il mondo conosciuto dall’istmo centro-americano fino all’estremità orientale del Mar Caspio e dell’Arabia, e dall’estremità settentrionale del golfo di Botnia al Rio de la Plata. Il disegno, il reticolato e le scale sono quelli delle carte marine, ma sono presenti una scala di latitudine e una di longitudine, oltre a fiumi e montagne, e a molti nomi di città, regioni e regni dell’interno dei continenti.

La carta di Calapodà ci descrive un’epoca, un gusto e un interesse comune, e ci introduce nel mondo in cui è stata prodotta, e in quello dei suoi destinatari, i dignitari e le loro famiglie.

Il Commentario

Il Commentario, sotto la direzione scientifica di Tullio Gregory, è composto da oltre 200 pagine, con un’introduzione di Gino Benzoni. Seguono uno studio di Marica Milanesi dedicato all’analisi storica e filologica e all’analisi codicologica e un contributo di Camillo Tonini sull’ excursus storico delle acquisizioni cartografiche che costituiscono il vanto del Museo Correr di Venezia.

Il Commentario comprende anche un apparato di Tavole fuori testo composto di 48 pagine, seguito dalla sezione dei Toponimi, fondamentale per orientarsi nella lettura della carta, con un indice generale dei toponimi stessi, seguito dall’analisi sezione per sezione.
 

Leggi tutto

dati tecnici

fogli in formato
cm 720x1060
1
esemplari numerati
749
pagine commentario
244
rose a 32 venti miniate
7

TI POTREBBE ANCHE INTERESSARE

{url}
Tesori svelati

Bibbia di Borso d’Este

Commissionato da Borso d’este, opera dei due miniatori principali, Taddeo Crivelli e Franco de’ Russi, e della loro scuola, quella del calligrafo milanese Pietro Paolo Marone, del conciatore delle pergamene, il bolognese Giovanni della Badia, e del legatore Gregorio da Gasparino, che eseguì una coperta in velluto cremisi con borchie d’argento dorato. A tale riguardo Treccani informa che nel 1775 la legatura originale fu sostituita con una in pelle, ma che le borchie originali conservate furono riprodotte fedelmente. Il mecenate lombardo, inoltre, rimarca l’antitesi tra il «lavoro immenso» e il «breve tempo» che servì per compierlo, poco più di un lustro (1455-1461). L’edizione del facsimile, 2 voll., era edita da Emilio Bestetti (1937).

{url}
Tesori svelati

Bibbia di Marco Polo

Fu portata dalla Cina a Firenze dal padre gesuita Philippe Couplet, il quale attestò di aver rinvenuto il manoscritto presso la dimora di un pagano. Quest’ultimo assicurava che la sua famiglia aveva posseduto il piccolo codice sin dai tempi della dinastia Yuan (1271-1368), quando giunse dall’Europa Marco Polo: pertanto, ove si presti fede a tale fonte orale, questa Bibbia sarebbe l’unico manoscritto superstite tra quelli che i latini portarono in Cina tra il XIII e il XIV secolo. Il commentario, in lingua italiana e in cinese, prende le mosse dal dialogo culturale antico di secoli tra Europa e Cina per approfondire compiutamente l’aspetto codicologico e conservativo.

{url}
Tesori svelati

Atlante Nautico

Proveniente dalla collezione dell’erudito e bibliofilo Antonio Magliabechi (1633-1714), il codice è uscito dalla bottega del cartografo Battista Agnese, che operò a Venezia tra il 1536/7 e il 1564, e rappresenta un prodotto altamente innovativo dal punto di vista geografico e cartografico. Le sue caratteristiche iconografiche, sia nelle carte nautiche sia nelle tavole astronomiche e geografiche, testimoniano della qualità esecutiva dell’opera, senza dubbio destinata a un pubblico facoltoso ed esigente, desideroso di essere aggiornato sulle più recenti scoperte.

{url}
Tesori svelati

Tavola Ritonda

Il codice (ms. Palatino 556), datato 20 luglio 1446, è conservato presso la Biblioteca nazionale centrale di Firenze (edizione in facsimile e commentario 2009). Realizzato dal copista Zuliano degli Anzoli e dai suoi collaboratori, rappresenta uno straordinario prodotto della cultura delle corti padane. Redatto in volgare dialettale, il testo rielabora le storie connesse all’epopea arturiana, incentrate sulla ricerca del Santo Graal e sulle imprese dei cavalieri della Tavola Rotonda, intrecciate alle vicende amorose di Lancillotto e Ginevra e di Tristano e Isotta. Il cospicuo apparato illustrativo è costituito da 289 disegni, eseguiti quasi esclusivamente a penna, che commentano il racconto.

Le nostre Sedi

0