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Le rivoluzioni della fisica del novecento

A partire dalla fine degli anni Venti del secolo scorso la stagione delle grandi rivoluzioni nella fisica, avviata all’inizio del secolo con l’ipotesi quantistica di Max Planck e la relatività di Albert Einstein, conobbe significativi sviluppi. Nel 1928, Dirac gettava le basi dell’elettrodinamica quantistica che avrebbe conosciuto importanti sviluppi negli anni successiva grazie ai contributi di Wolfgang Pauli di Werner Heisenberg e da ultimo di Enrico Fermi. Nel 1930, Pauli avanzava l’ipotesi dell’esistenza di un’ipotetica particella, il neutrino, alla quale era tra l’altro assegnata la funzione di garantire la validità dei principi di conservazioni nei processi di decadimento beta. Nello stesso periodo, Heisenberg aveva dimostrato che era incompatibile con le leggi della meccanica quantistica un modello del nucleo atomico composto da protoni ed elettroni. Nel 1932, James Chadwich scopriva l’esistenza di una nuova particella, il neutrone, e di lì a poco Fermi formulava la teoria del decadimento beta; queste scoperte da una parte contribuivano a sciogliere i principali enigmi riguardanti la struttura del nucleo, dall’altra avrebbero aperto la strada per ulteriori studi sui costituenti elementari della materia. Si inaugurava così una lunga stagione di studi e di ricerche nel corso della quale sarebbero stati modificati radicalmente i principi e i concenti che sono alla base della nostra conoscenza del mondo della natura. Sandro Petruccioli (Autore), Laurie M. Brown (Autore), Olivier Darigol (Autore), Niccolò Guicciardini (Autore), John L. Heilbron (Autore), Clive W. Kilmister (Autore), Helge Kragh (Autore), Arthur I. Miller (Autore), Giulio Peruzzi (Autore), Arturo Russo (Autore)

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  • Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani
  • Italiano
  • 2012
  • 308 pagine (versione cartacea)