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È questo il futuro delle enciclopedie? Di parere opposto Tullio Gregory, ottimista sulle edizioni in carta e critico nei confronti del mondo digitale: "I libri non moriranno", spiega, "quella offerta dai supporti informatici non è conoscenza, ma informazione effimera". E l’utente cosa preferisce? Sfogliare il vecchio caro tomo enciclopedico o consultare on line risorse e informazioni? È più emozionante "toccare" il sapere o cliccarlo? |
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Alcune osservazioni sull’intervento di Tullio Gregory. Il filosofo fornisce, a mio parere, una visione distorta e sminuente delle potenzialità di un’enciclopedia su supporto informatico (consultabile tramite internet o mediante l’uso di CDRom).Sintetizzo alcuni limiti del supporto informatico evidenziati dal filosofo:- maggiore lentezza nella consultazione;- invecchiamento paragonabile all’enciclopedia cartacea (a meno di aggiornamenti giornalieri);- informazioni superficiali o, al massimo, puntuali;- informazioni non contestualizzate nell’ambito delle conoscenze;- informazioni senza validazione scientifica. Ora, non si vede perché una buona enciclopedia informatizzata (promossa, ad esempio, dalla nostra casa editrice) non possa risultare priva di tutti questi limiti e possedere, al contempo, i vantaggi dell’edizione informatizzata. Ma analizziamo i singoli punti. Maggiore lentezza nella consultazione.Per quanto poco si possa conoscere il supporto informatico quest’obiezione risulta del tutto priva di consistenza. Soprattutto per una ricerca complessa, che presuppone molteplici rinvii a numerose voci, la maggiore velocità dello strumento informatico è fuori discussione. Invecchiamento.Anche questa è una tesi difficile da sostenere. Se devo modificare una piccola parte di un articolo scientifico o dell’interpretazione di un’opera letteraria lo posso fare velocemente sul supporto informatico e fornirlo direttamente in rete oppure annualmente in un CDRom aggiornato. Diverso è il caso dell’aggiornamento cartaceo che presuppone una complessa pianificazione editoriale.Aggiungo che la versione informatizzata ha costi minori per la casa editrice e, quindi, può essere fornita a un prezzo inferiore all’aggiornamento cartaceo.Anno per anno (per la versione su CDRom) o quotidianamente, per la versione in rete, avrò un’informazione aggiornata senza dover aspettare anni per la versione cartacea.Conserviamo il glorioso monumento (detto senza ironia) dell’enciclopedia Treccani per la nostra storia culturale ma mettiamoci al lavoro per la costituzione di una grande e autorevole enciclopedia informatizzata! Tra parentesi, l’Istituto potrebbe fornire alle sedi di rappresentanza governative e delle direzioni dei giornali un’edizione costituita dalle sole rilegature, come quelle usate nei film. Informazioni superficiali, non contestualizzate e poco autorevoli.Riunisco in quest’ultimo punto queste osservazioni del nostro filosofo che sintetizzano concetti i quali fanno parte dell’immaginario di molti di coloro che hanno grande familiarità coi libri di carta ma poca o punta con gli strumenti informatici.A parte il fatto che esistono anche enciclopedie di carta poco autorevoli e fatte male, costoro s’immaginano che l’enciclopedia informatizzata debba essere per forza un luogo in cui tutti ci possano mettere le mani: un grande filosofo, come Tullio Gregory e un illustre (si fa per dire) sconosciuto, come l’estensore di queste riflessioni. Una brutta copia di quello che si pensa sia Wikipedia. Ma una buona enciclopedia informatizzata può essere in tutto e per tutto paragonabile, come autorevolezza, approfondimento e inserimento dell’informazione nel reticolo delle conoscenze, a una buona, direi ottima, enciclopedia cartacea come la nostra Treccani.In più, l’enciclopedia informatizzata, avrebbe l’enorme vantaggio del costante aggiornamento e dei costi limitati per i fruitori. E se infine la voce enciclopedica che abbiamo cercato è vasta e richiede uno studio approfondito sappiate che sono state inventate delle macchine chiamate stampantine che dànno ottimo risultati. Invito quindi il laboratorio della Treccani, cenacolo di molti dei più profondi ingegni italiani, ad essere pioniere anche nell’avventura della creazione di una grande enciclopedia informatizzata. |
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Nella seconda parte dell’intervista egli sottolinea un’altra differenza tra la Treccani e le altre grandi enciclopedie straniere. Queste ultime hanno alle loro spalle un editore privato che non è, quindi, eccessivamente preoccupato del livello scientifico della pubblicazione ma pensa soprattutto al profitto, mentre l’editore della Treccani è un’istituzione culturale più attenta, di conseguenza, alla qualità scientifica del prodotto. Sono d’accordo su questa distinzione ma non vedo cosa c’entri con il supporto su cui è fornita l’enciclopedia. Un’istituzione culturale come la Treccani può benissimo far nascere un cantiere per la creazione di un’opera informatizzata di alto livello scientifico. Faccio solo un esempio di opera informatizzata di alto valore scientifico: il TLIO, il Tesoro della lingua italiana delle origini (http://tlio.ovi.cnr.it/TLIO/index.html), pubblicato dal CNR. |
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Il libro esalta nella persona alcuni sensi (il tatto, l'odorato) che la rete non fa. A meno che non si soddisfi ilo tatto nel cliccare il mause. Quello che la rete offre (è gia stato rilevato) è l'aggiornamento continuo e la velocità dello stesso, bellissima e impagabile necessità che il libro non ha. Io però li amo tutti e due, nello stesso modo, e ritengo che possano essere compatibili e convivere entrambi. Il libro rimane e testimonia il pensiero del momento in cui è stato scritto. L'aggiornamento è successivo e si affianca alla prima stesura, dando la possibilità di confronto e di riscontro del momento storico in cui è stato scritto. Anche se il pensiero storico, filosofico o letterario è ormai sorpassato, il libro rimane sempre un documento fruibile. Cosa di cui dubito invece della rete, sempre continuamente sottoposta ad aggiornamenti col rischio di perdere per strada l'evolversi del pensiero e dare sempre e solo l'ultimo aggiornamento Mi auguro che non sarà così'. |
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La domanda dell'intervistatore chiedeva, partendo dalle intuizioni di Calvino, se le enciclopedie dovranno riprogettarsi per accogliere altri canali di comunicazione come quello delle immagini. Il professore non risponde per niente. Continua a riproporre la sua equivalenza e contrapposizione cultura strutturata = carta stampata contro informazione immediata e puntuale = supporto informatico. Vediamo di rispondere noi alla domanda. Una cultura fatta solo sulle immagini (comunque queste siano proposte: sia su supporto cartaceo sia su supporto informatico) si traduce sicuramente in un abbassamento del livello culturale dei suoi fruitori. D'altra parte un uso oculato delle immagini come strumento accessorio dell'informazione scritta (siano fotografie o diagrammi statistici) è sicuramente consigliabile. Le enciclopedie cartacee, in particolare la nostra Treccani, ha fatto delle immagini non un semplice abbellimento ma uno strumento integrativo indispensabile dell'informazione veicolata dalla scrittura. Le nuove enciclopedie, soprattutto quelle su supporto informatico, non dovranno far altro che proseguire su questa strada usando le maggiori potenzialità messe a disposizione dalla tecnologia. Quindi non una sostituzione dello scritto con l'immagine quanto piuttosto una maggiore valorizzazione informativa delle immagini. Aggiungiamo che alle immagini si accompagneranno filmati, brani musicali, registrazioni ecc. tutti strumenti per raggiungere una maggiore e più profonda conoscenza dell'argomento. Si tratterebbe, se vogliamo, di recuperare altre modalità di trasmissione culturale da accompagnare alla parola scritta. Ricordiamo, a questo proposito, la trasmissione orale della cultura che ci ha consegnato tesori come l'Iliade e l'Odissea, e gli affreschi di tante nostre chiese che parlavano alla gente del popolo in maniera più diretta e immediata dei sermoni dei predicatori. Questa multimedialità dell'informazione è il terreno d'elezione dell'enciclopedia su supporto informatico: un arricchimento e non un impoverimento della nostra cultura. |
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Il Grande Dizionario Enciclopedico Utet, frutto della collaborazione di centinaia di docenti universitari (la maggior parte italiani), continua a rappresentare un importante punto di riferimento culturale. Nel settore lessicografico, opere come il Grande dizionario italiano dell’uso in otto volumi, ideato da Tullio De Mauro, e il Grande dizionario storico della lingua italiana in ventuno volumi più due supplementi, noto – dal nome del suo ideatore – come Il Battaglia, rappresentano delle imprese editoriali che non temono confronti nel panorama culturale italiano. Sicuramente la recente acquisizione da parte della De Agostini ha dato un’impronta più commerciale alla grande casa editrice fondata dai fratelli Pomba nel lontano 1791 ma dobbiamo riconoscere che la Utet, nonostante le difficoltà di mercato, continua a mantenere alto il proprio nome tra le case editrici che diffondono e promuovono grandi imprese culturali. Ah, dimenticavo di soddisfare la curiosità di Massi: ho cinquant’anni. ;-) |
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Penso in effetti che il futuro della Treccani sia Internet, mentre il futuro di Wikipedia sia la carta: sarebbe bello che collaborassero, perché ne guadagnerebbero entrambe. Dato che la missione dell'Istituto è quello di "fare cultura", ecco quello che secondo me dovrebbe fare in futuro: - a. adottare la stessa licenza GFDL che adotta Wikipedia; - b. mettere online l'intera banca dati; - c. aspettare un paio d'anni che gli utenti di Wikipedia prelevino il materiale di cui hanno bisogno, provvedendo ad aggiornarlo, ampliarlo ed integrarlo con il materiale che hanno già; - d. iniziare a pubblicare online, e in GFDL, una versione riveduta e corretta della Grande Treccani, prelevando dal database storico, da Wikipedia e da eventuali nuovi contributi redatti per l'occasione. Volendo poi si potrebbe anche stampare su carta, a patto di pubblicare i volumi in edicola a prezzi popolari. Che ne dite? |
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E' molto più semplice cercare online tutto quanto in più enciclopedie che cercare tutto in una enciclopedia cartacea da sostituire con la versione più aggiornata qualche anno dopo. Saluti a tutti e spero di poter essere sempre più d'aiuto in questi forum. |
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Leggendo fra le righe ho comunque capito che si parla anche della differenza in generale, che c'è, tra un documento stampato e un foglio elettronico. Io sono un tecnico di macchine per ufficio e tipografie e tutti i giorni mi trovo con problemi nuovi e particolari da risolvere. Tutti i giorni sono a consultare manuali tecnici. Averli tutti dentro al mio notebook in formato elettronico è sicuramente vantaggioso, per diversi motivi. Ma la praticità di avere sempre con me una copia cartacea da consultare, non ha paragoni. Ho le copie stampate di tutti i manuali e anche se sono un pò ingombranti, preferisco nettamente il cartaceo all'elettronico. Sottolineo, evidenzio, scrivo informazioni nuove tra le righe. E poi la rapidità nella ricerca di argomenti non è proprio inferiore a quella di un documento elettronico. Quindi: viva il cartaceo! |
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L'uso critico delle enciclopedie in rete (e non solo della funzione "taglia-incolla"..) potrebbe forse diffondersi di più in presenza di quei libri on-line tanto auspicati dalle leggi di riforma della scuola. Peccato che nessun editore proponga dei testi scolastici in formato elettronico! Il rappresentante della UTET per la mia zona, nel mese di maggio 2008, non sapeva neanche cosa fossero i testi on line.. |
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L'evento fu preso molto seriamente da tutti gli utenti e nei primi anni la vendita di questi prodotti ebbe un enorme successo. Con solo poche centinaia di € si poteva accedere alla conoscenza del valore di parecchie miglia di euro. Il grande business era tutto focalizzato sulla vendita di massa del sapere sull'abbassamento dei prezzi. In poco tempo però, la scarsa consistenza del papere informatico statico dei CD ROM e la continua frenetica evoluzione del mondo informatico hanno reso ogni pubblicazione inesorabilmente "vecchia" e spesso non usabile per obsolescenza delle tecnologie usate per la realizzazione delle opere, nonché il non aggiornamento software fornito dalle case editrici. Il passaggio inesorabile verso la dinamicità del WEB è la rapidità di accesso alle informazioni è stata una transazione obbligata. Ma nell'ultimo anno sta succedendo il processo inverso, il mondo dell'editoria si sposta nuovamente verso la carta. La carta, si la carta che tanto non si amava per lentezza di accesso al dato ma che ora si ama per motivi molto diversi. La società ricomincia ad amare ciò che ha una durabilità, è un concetto legato all'amore per le cose, al vintage, all'amore per le cose belle che belle restano per sempre e non perdono mai il loro valore intrinseco. Un libro è come un orologio di valore, il cui valore va ben al di là dell'informazione divulgata ma è legato alla passione e al dettaglio, al piacere tattile e visivo che non sono ancora stati sorpassati dalla tecnologia. Io credo che la carta e le enciclopedie debbano ancora cominciare ad avere la loro vera divulgazione, mi aspetto un futuro pieno di opere di altissima qualità che trasmettano informazioni su chi le ha realizzate, su come, sulla fatica e sul sudore che la crescita del sapere implicano. |
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Il fascino del libro, dello sfogliare e dell'odore della carta, resterà nel volume singolo o in piccole collane da tenere in biblioteca, mobile antico dalla funzione perenne ed immutabile. |
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dove era in consultazione pubblica. Ogni volume una miniera di notizie, le sue pagine di carta patinata, avevano un profumo particolare, tipica proprio della Treccani. E' rimasto il mio desiderio insoddisfatto per costo e sistemazione adeguata in un apposito spazio. Sarebbe auspicabile metterlo in internet con le pagine da leggere in PDF. Ma mi rendo conto che è un'impresa poderosa. |
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Secondo me non sono biblioteche, ma ostentazione (falsa) della propria cultura. Le biblioteche devono essere "vissute", possibilmente in disordine e con molti libri usati. |
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democrazia democrazìa La democrazia fu una forma autoritaria di governo in cui il potere era accentrato in pochi ed inutili organi, se non addirittura nelle mani di pochi disonesti, non limitati da leggi, costituzioni, o altri fattori politici e sociali molto interni allo stato. In senso lato, democrazia ha quindi il significato di predominio assoluto e perlopiù incontrastabile di un ristretto gruppo di persone detentore di un potere imposto con la forza. In questo senso la democrazia coincide spesso con il pluralismo. Sua carattersitica fu anche la negazione della libertà di stampa, un'antica tecnica antiecologica che permetteva di riprodurre da una matrice fisica, stampa tipografica, molte inutili copie uguali di testi, disegni o immagini su polverosi e acarosi supporti di carta. «È meglio la peggiore delle dittature che la migliore di tutte le democrazie» (Sandro Perthitler) Questa è la prima voce che mi è venuta in mente ma sono sicuro che tutti ne abbiamo una da aggiungere. Immagino già che tra molti anni i frammenti delle nostre belinate corroboreranno la nuova civiltà e saranno trattati come gli scritti dei presocratici o i frammenti del mar Morto. Bene, amici, io ho già nostalgia, adesso vi lascio, corro a nascondere sottoterra in giardino l'enciclopedia Conoscere e l'ultimo numero della settimana enigmistica. Un fraterno saluto a tutti. |
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Per rispondere alla domanda iniziale, il futuro delle enciclopedie on-line è positivo perchè aggiornabile in tempo reale, resta da stabilire il sistema di fruizione. Si potrebbe usare l'abbonamento con una chiave d'accesso, tipo quello che c'è già per accedere ad alcuni archivi di giornali, oppure trovare altro sistema per una consultazione parziale ed occasionale. |
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su Wikipedia - lupus in fabula... - leggo: "Nell'aprile del 2008, a causa della diminuzione delle vendite, si era deciso di realizzarne una versione online da consultare gratis e da finanziare con annunci pubblicitari. In seguito, si è però rinunciato ad una pubblicazione in rete e nel febbraio del 2009 l'enciclopedia è stata assorbita dalla società Arvato/Wissenmedia GmbH, di proprietà della Bertelsmann" |
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sembra che le "vecchie" enciclopedie che riescono a tenere testa a Wikipedia siano sempre di meno... allora complimenti alla Treccani che resiste! |
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La nostra discussione sul futuro dell' enciclopedia online si rianima... facci sapere cosa ne pensi. |
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