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Qual è il futuro delle enciclopedie on line?

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Autore Messaggio
comunità Treccani
  • Data27/08/2008 11:07
  • TitoloQual è il futuro delle enciclopedie on line?
Brockhaus, la prestigiosa enciclopedia tedesca, nel 2008 ha interrotto le pubblicazioni su carta per offrire solo consultazioni on line, a pagamento. La francese Larousse ha scelto la doppia edizione, tradizionale e in digitale, navigabile in abbonamento.
È questo il futuro delle enciclopedie?
Di parere opposto Tullio Gregory, ottimista sulle edizioni in carta e critico nei confronti del mondo digitale: "I libri non moriranno", spiega, "quella offerta dai supporti informatici non è conoscenza, ma informazione effimera".
E l’utente cosa preferisce? Sfogliare il vecchio caro tomo enciclopedico o consultare on line risorse e informazioni? È più emozionante "toccare" il sapere o cliccarlo?
Nadia
  • Data27/08/2008 11:09
  • TitoloIl fascino della carta
Trovare tutto on line è sicuramente comodo e utile per cercare informazioni immediate, ad esempio quando abbiamo qualcosa "sulla punta della lingua". Però sfogliare un libro è un'esperienza più ricca: l'odore della carta non è sostituibile da un microchip!
bubu7
  • Data27/08/2008 11:21
  • Titolo
Il problema delle enciclopedie cartacee è l'aggiornamento. Per loro natura sono opere che necessitano di continui e approfonditi aggiornamenti. La loro consultazione può così diventare un'impresa; basti pensare alla nostra Treccani la cui consultazione richiede un viaggio tra i numerosi aggiornamenti. L'edizione su CDRom risolve questi problemi ma necessita, naturalmente, della costituzione di una banca dati informatizzata. 
bubu7
  • Data28/08/2008 16:57
  • TitoloSulle osservazioni di Tullio Gregory
Non sono riuscito a inserire un commento al video dell'intervento di Tullio Gregory. Pubblico qui le mie osservazioni ma pregherei la Redazione a inserire questo commento anche sotto al video dell'intervista. Grazie 
Alcune osservazioni sull’intervento di Tullio Gregory. Il filosofo fornisce, a mio parere, una visione distorta e sminuente delle potenzialità di un’enciclopedia su supporto informatico (consultabile tramite internet o mediante l’uso di CDRom).Sintetizzo alcuni limiti del supporto informatico evidenziati dal filosofo:-         maggiore lentezza nella consultazione;-         invecchiamento paragonabile all’enciclopedia cartacea (a meno di aggiornamenti giornalieri);-         informazioni superficiali o, al massimo, puntuali;-         informazioni non contestualizzate nell’ambito delle conoscenze;-         informazioni senza validazione scientifica. Ora, non si vede perché una buona enciclopedia informatizzata (promossa, ad esempio, dalla nostra casa editrice) non possa risultare priva di tutti questi limiti e possedere, al contempo, i vantaggi dell’edizione informatizzata. Ma analizziamo i singoli punti. Maggiore lentezza nella consultazione.Per quanto poco si possa conoscere il supporto informatico quest’obiezione risulta del tutto priva di consistenza. Soprattutto per una ricerca complessa, che presuppone molteplici rinvii a numerose voci, la maggiore velocità dello strumento informatico è fuori discussione. Invecchiamento.Anche questa è una tesi difficile da sostenere. Se devo modificare una piccola parte di un articolo scientifico o dell’interpretazione di un’opera letteraria lo posso fare velocemente sul supporto informatico e fornirlo direttamente in rete oppure annualmente in un CDRom aggiornato. Diverso è il caso dell’aggiornamento cartaceo che presuppone una complessa pianificazione editoriale.Aggiungo che la versione informatizzata ha costi minori per la casa editrice e, quindi, può essere fornita a un prezzo inferiore all’aggiornamento cartaceo.Anno per anno (per la versione su CDRom) o quotidianamente, per la versione in rete, avrò un’informazione aggiornata senza dover aspettare anni per la versione cartacea.Conserviamo il glorioso monumento (detto senza ironia) dell’enciclopedia Treccani per la nostra storia culturale ma mettiamoci al lavoro per la costituzione di una grande e autorevole enciclopedia informatizzata! Tra parentesi, l’Istituto potrebbe fornire alle sedi di rappresentanza governative e delle direzioni dei giornali un’edizione costituita dalle sole rilegature, come quelle usate nei film. Informazioni superficiali, non contestualizzate e poco autorevoli.Riunisco in quest’ultimo punto queste osservazioni del nostro filosofo che sintetizzano concetti i quali fanno parte dell’immaginario di molti di coloro che hanno grande familiarità coi libri di carta ma poca o punta con gli strumenti informatici.A parte il fatto che esistono anche enciclopedie di carta poco autorevoli e fatte male, costoro s’immaginano che l’enciclopedia informatizzata debba essere per forza un luogo in cui tutti ci possano mettere le mani: un grande filosofo, come Tullio Gregory e un illustre (si fa per dire) sconosciuto, come l’estensore di queste riflessioni. Una brutta copia di quello che si pensa sia Wikipedia. Ma una buona enciclopedia informatizzata può essere in tutto e per tutto paragonabile, come autorevolezza, approfondimento e inserimento dell’informazione nel reticolo delle conoscenze, a una buona, direi ottima, enciclopedia cartacea come la nostra Treccani.In più, l’enciclopedia informatizzata, avrebbe l’enorme vantaggio del costante aggiornamento e dei costi limitati per i fruitori. E se infine la voce enciclopedica che abbiamo cercato è vasta e richiede uno studio approfondito sappiate che sono state inventate delle macchine chiamate stampantine che dànno ottimo risultati. Invito quindi il laboratorio della Treccani, cenacolo di molti dei più profondi ingegni italiani, ad essere pioniere anche nell’avventura della creazione di una grande enciclopedia informatizzata.
delcolle
  • Data01/09/2008 18:23
  • Titolo
Vorrei dare il mio modesto contributo a questa discussione e lo faccio semplicemente schierandomi tra i fautori di una enciclopedia informatizzata, in particolare di quella in rete, perché è "sempre e ovunque" disponibile (bastano un computer e la connessione a internet), è continuamente aggiornata ed è funzionante con qualsiasi sistema operativo; la versione su CDRom risponde più velocemente di quella in rete, ma risente dell'adattamento ai vari sistemi operativi e, quasi come per la versione cartacea, della difficoltà di aggiornamento.
bubu7
  • Data02/09/2008 10:59
  • TitoloCommento all'intervista a Tullio Gregory (2)
Continuo il commento alle dichiarazioni di Tullio Gregory.
 Nella seconda parte dell’intervista egli sottolinea un’altra differenza tra la Treccani e le altre grandi enciclopedie straniere. Queste ultime hanno alle loro spalle un editore privato che non è, quindi, eccessivamente preoccupato del livello scientifico della pubblicazione ma pensa soprattutto al profitto, mentre l’editore della Treccani è un’istituzione culturale più attenta, di conseguenza, alla qualità scientifica del prodotto. Sono d’accordo su questa distinzione ma non vedo cosa c’entri con il supporto su cui è fornita l’enciclopedia. Un’istituzione culturale come la Treccani può benissimo far nascere un cantiere per la creazione di un’opera informatizzata di alto livello scientifico.
 Faccio solo un esempio di opera informatizzata di alto valore scientifico: il TLIO, il Tesoro della lingua italiana delle origini (http://tlio.ovi.cnr.it/TLIO/index.html), pubblicato dal CNR.
charlie
  • Data02/09/2008 16:32
  • Titolo
La gioia di tenere in mano un libro e trovare quello che cerchi può essere paragonabile alla soddisfazione di navigare in rete e pure lì di trovare quello che cerchi.
Il libro esalta nella persona alcuni sensi (il tatto, l'odorato) che la rete non fa.
A meno che non si soddisfi ilo tatto nel cliccare il mause.
Quello che la rete offre (è gia stato rilevato) è l'aggiornamento continuo e la velocità dello stesso, bellissima e impagabile necessità che il libro non ha.
Io però li amo tutti e due, nello stesso modo, e ritengo che possano essere compatibili e convivere entrambi.
Il libro rimane e testimonia il pensiero del momento in cui è stato scritto. L'aggiornamento è successivo e si affianca alla prima stesura, dando la possibilità di confronto e di riscontro del momento storico in cui è stato scritto.
Anche se il pensiero storico, filosofico o letterario è ormai sorpassato, il libro rimane sempre un documento fruibile.
Cosa di cui dubito invece della rete, sempre continuamente sottoposta ad aggiornamenti col rischio di perdere per strada l'evolversi del pensiero e dare sempre e solo l'ultimo aggiornamento 
Mi auguro che non sarà così'.
bubu7
  • Data12/09/2008 11:06
  • Titolo
Nella terza parte dell'intervista il professor Gregory va decisamente fuori tema.
La domanda dell'intervistatore chiedeva, partendo dalle intuizioni di Calvino, se le enciclopedie dovranno riprogettarsi per accogliere altri canali di comunicazione come quello delle immagini.
Il professore non risponde per niente. Continua a riproporre la sua equivalenza e contrapposizione cultura strutturata = carta stampata contro informazione immediata e puntuale = supporto informatico.
Vediamo di rispondere noi alla domanda.
Una cultura fatta solo sulle immagini (comunque queste siano proposte: sia su supporto cartaceo sia su supporto informatico) si traduce sicuramente in un abbassamento del livello culturale dei suoi fruitori. D'altra parte un uso oculato delle immagini come strumento accessorio dell'informazione scritta (siano fotografie o diagrammi statistici) è sicuramente consigliabile. Le enciclopedie cartacee, in particolare la nostra Treccani, ha fatto delle immagini non un semplice abbellimento ma uno strumento integrativo indispensabile dell'informazione veicolata dalla scrittura. Le nuove enciclopedie, soprattutto quelle su supporto informatico, non dovranno far altro che proseguire su questa strada usando le maggiori potenzialità messe a disposizione dalla tecnologia.
Quindi non una sostituzione dello scritto con l'immagine quanto piuttosto una maggiore valorizzazione informativa delle immagini.
Aggiungiamo che alle immagini si accompagneranno filmati, brani musicali, registrazioni ecc. tutti strumenti per raggiungere una maggiore e più profonda conoscenza dell'argomento.
Si tratterebbe, se vogliamo, di recuperare altre modalità di trasmissione culturale da accompagnare alla parola scritta. Ricordiamo, a questo proposito, la trasmissione orale della cultura che ci ha consegnato tesori come l'Iliade e l'Odissea, e gli affreschi di tante nostre chiese che parlavano alla gente del popolo in maniera più diretta e immediata dei sermoni dei predicatori.
Questa multimedialità dell'informazione è il terreno d'elezione dell'enciclopedia su supporto informatico: un arricchimento e non un impoverimento della nostra cultura.
 
Massi
  • Data13/09/2008 16:19
  • Titoloil futuro
Leggo i commenti e la prima cosa che mi chiedo è che mi piacerebbe conoscere l'età di tutti quelli che hanno scritto un commento. Questo perché credo davvero che ci sia un problema generazionale. Qualcuno ha giustamente sottolineato che il problema non è contrapporre il libro alle nuove tecnologie - ma questa è la forma più facile per rispondere alle sfide che le tecnologie ci pongono, aggiungo io -, ma cercare di capire come sia possibile farli dialogare, utilizzare le seconde per migliorare i primi, sapendo che è difficile se non impossibile prevedere la fine sia del libro che del pc...
bubu7
  • Data29/09/2008 15:13
  • Titolo
Sarà un caso che il nostro professore, nella quarta parte del suo intervento, abbia dimenticato di citare, tra le case editrici che diffondono cultura in Italia, la casa editrice Utet, una delle maggiori concorrenti della Treccani nel settore delle grandi opere?
Il Grande Dizionario Enciclopedico Utet, frutto della collaborazione di centinaia di docenti universitari (la maggior parte italiani), continua a rappresentare un importante punto di riferimento culturale.
Nel settore lessicografico, opere come il Grande dizionario italiano dell’uso in otto volumi, ideato da Tullio De Mauro, e il Grande dizionario storico della lingua italiana in ventuno volumi più due supplementi, noto – dal nome del suo ideatore – come Il Battaglia, rappresentano delle imprese editoriali che non temono confronti nel panorama culturale italiano.
Sicuramente la recente acquisizione da parte della De Agostini ha dato un’impronta più commerciale alla grande casa editrice fondata dai fratelli Pomba nel lontano 1791 ma dobbiamo riconoscere che la Utet, nonostante le difficoltà di mercato, continua a mantenere alto il proprio nome tra le case editrici che diffondono e promuovono grandi imprese culturali.
Ah, dimenticavo di soddisfare la curiosità di Massi: ho cinquant’anni. ;-)
Silvietta
  • Data02/10/2008 12:04
  • Titolo
Penso che raccogliere le informazioni in formato digitale sia molto comodo e immediato.Però a mio parere non è possibile "studiare" davanti ad uno schermo del pc. Aprire un libro, sottolinearlo e poi chiuderlo è un esercizio molto utile. Il lettore "assimila" le nozioni. La consapevolezza di avere un database di nozioni a portata di un semplice clic disincentiva la memoria e l'apprendimento. Io stessa nell'esercizio della mia professione ho a disposizione leggi e normative in formato digitale; ma conservo comunque una copia stampata per "capire" meglio.
  • Data09/10/2008 19:56
  • Titolo
Due notizie recenti mi hanno incuriosito: la celebre Brockhaus ha annunciato che probabilmente non stamperà più la versione su carta, mentre gira voce che si stia già preparando una versione su carta della Wikipedia in tedesco (limitata a 50.000 voci, venti euro a volume).
Penso in effetti che il futuro della Treccani sia Internet, mentre il futuro di Wikipedia sia la carta: sarebbe bello che collaborassero, perché ne guadagnerebbero entrambe.
Dato che la missione dell'Istituto è quello di "fare cultura", ecco quello che secondo me dovrebbe fare in futuro:
- a. adottare la stessa licenza GFDL che adotta Wikipedia;
- b. mettere online l'intera banca dati;
- c. aspettare un paio d'anni che gli utenti di Wikipedia prelevino il materiale di cui hanno bisogno, provvedendo ad aggiornarlo, ampliarlo ed integrarlo con il materiale che hanno già;
- d. iniziare a pubblicare online, e in GFDL, una versione riveduta e corretta della Grande Treccani, prelevando dal database storico, da Wikipedia e da eventuali nuovi contributi redatti per l'occasione. Volendo poi si potrebbe anche stampare su carta, a patto di pubblicare i volumi in edicola a prezzi popolari.
Che ne dite?

Davide
  • Data10/10/2008 11:22
  • Titolo
Il problema di Wikipedia è che l'autoverifica degli utenti non è ancora sufficiente a garantire la verdicità e la completezza delle voci. Almeno per la versione in italiano, quella in lingua inglese è molto più affidabile.
azzurra
  • Data16/10/2008 11:59
  • Titolo
Ciao a tutti quanti, ho letto i vostri messaggi e credo che le enciclopedie online andranno diffondendosi sempre di più; poichè quelle cartacee si rinnovano molto lentamente, nutro parecchi dubbi sul fatto che le persone vorranno acquistare ogni anno l'enciclopedia nuova.
E' molto più semplice cercare online tutto quanto in più enciclopedie che cercare tutto in una enciclopedia cartacea da sostituire con la versione più aggiornata qualche anno dopo.
Saluti a tutti e spero di poter essere sempre più d'aiuto in questi forum.
 
 
paolino
  • Data16/10/2008 20:18
  • TitoloUn piccolo modesto parere.
...spero di non andare troppo fuori tema visto che l'argomento principale riguarda le enciclopedie.
Leggendo fra le righe ho comunque capito che si parla anche della differenza in generale, che c'è, tra un documento stampato e un foglio elettronico.
Io sono un tecnico di macchine per ufficio e tipografie e tutti i giorni mi trovo con problemi nuovi e particolari da risolvere. Tutti i giorni sono a consultare manuali tecnici. Averli tutti dentro al mio notebook in formato elettronico è sicuramente vantaggioso, per diversi motivi. Ma la praticità di avere sempre con me una copia cartacea da consultare, non ha paragoni. Ho le copie stampate di tutti i manuali e anche se sono un pò ingombranti, preferisco nettamente il cartaceo all'elettronico.
Sottolineo, evidenzio, scrivo informazioni nuove tra le righe. E poi la rapidità nella ricerca di argomenti non è proprio inferiore a quella di un documento elettronico.
Quindi: viva il cartaceo!
Gemma
  • Data03/11/2008 19:01
  • TitoloLa scuola e le enciclopedie in rete
Sono un'insegnante di una scuola superiore e mi sono posta il problema di come aiutare i miei studenti a costruire un metodo di ricerca in rete (anche usando Wikipedia, già ampliamente da loro usata). Credo infatti ancora che la scuola debba essere il luogo dove i giovani acquisiscano non tanto il sapere, ma appunto un metodo.
L'uso critico delle enciclopedie in rete (e non solo della funzione "taglia-incolla"..) potrebbe forse diffondersi di più in presenza di quei libri on-line tanto auspicati dalle leggi di riforma della scuola. Peccato che nessun editore proponga dei testi scolastici in formato elettronico! Il rappresentante della UTET per la mia zona, nel mese di maggio 2008, non sapeva neanche cosa fossero i testi on line..
gianfry_49it
  • Data24/11/2008 20:38
  • TitoloCarta stampata e/o informatica-internet
Prima di tutto l'età; ho quasi 60 anni, ho vissuto quindi un passaggio epocale. Porto la mia esperienza fatta di consultazioni pratiche sul cartaceo e confrontate poi con la rete. Sono propenso a credere che occorrano tutte e due, ma in special modo come verrà inserito nella rete il metodo e la veridicità dell'informazione. La praticità e velocità della rete e il piacere e la calma di sfogliare 'il libro'. Cordiali saluti
thefly@mac.com
  • Data04/12/2008 21:59
  • TitoloCarta vs CD vs WEB e ritorno
 Ricordo non molto tempo fa che tutte le case editrici hanno progressivamente spostato le loro pubblicazioni verso il mondo informatico e in particolare verso la produzione dei CD.
L'evento fu preso molto seriamente da tutti gli utenti e nei primi anni la vendita di questi prodotti ebbe un enorme successo. 
Con solo poche centinaia di € si poteva accedere alla conoscenza del valore di parecchie miglia di euro.
Il grande business era tutto focalizzato sulla vendita di massa del sapere  sull'abbassamento dei prezzi.
In poco tempo però, la scarsa consistenza del papere informatico statico dei CD ROM e la continua frenetica evoluzione del mondo informatico hanno reso ogni pubblicazione inesorabilmente "vecchia" e spesso non usabile per obsolescenza delle tecnologie usate per la realizzazione delle opere, nonché il non aggiornamento software fornito dalle case editrici.
Il passaggio inesorabile verso la dinamicità del WEB è la rapidità di accesso alle informazioni è stata una transazione obbligata.
Ma nell'ultimo anno sta succedendo il processo inverso, il mondo dell'editoria si sposta nuovamente verso la carta.
La carta, si la carta che tanto non si amava per lentezza di accesso al dato ma che ora si ama per motivi molto diversi.
La società ricomincia ad amare ciò che ha una durabilità, è un concetto legato all'amore per le cose, al vintage, all'amore per le cose belle che belle restano per sempre e non perdono mai il loro valore intrinseco.
Un libro è come un orologio di valore, il cui valore va ben al di là dell'informazione divulgata ma è legato alla passione e al dettaglio, al piacere tattile e visivo che non sono ancora stati sorpassati dalla tecnologia.
Io credo che la carta e le enciclopedie debbano ancora cominciare ad avere la loro vera divulgazione, mi aspetto un futuro pieno di opere di altissima qualità che trasmettano informazioni su chi le ha realizzate, su come, sulla fatica e sul sudore che la crescita del sapere implicano.
 
Gerardo
  • Data05/03/2009 19:23
  • TitoloLa verità e l'utilità sono nel mezzo
Carta o schermo digitale? Sono due mezzi diversi e interagenti, oggi non possiamo fare a meno della videoscrittura, di internet, di cd rom e dvd, ma nemmeno dei libri, che danno il piacere di essere toccati, sfogliati, sottolineati, scritti. La verità è che dobbiamo essere pronti a usare i diversi strumenti che la civiltà tecnologica ci mette a disposizione, con competenza, con discernimento, con serenità. Mi auguro che la civiltà di Gutemberg non venga mai meno e mi auguro che anche i siti e le enciclopedie telematiche possano essere strumenti validi di studio e di lavoro. Non vedo conflitti, non ne voglio vedere. Un buon libro è sempre un buon libro e un buon testo su internet lo è altrettanto. Quindi...saper scegliere di volta in volta e saper usare i mezzi che la civiltà, la cultura e la tecnologia ci mettono a disposizione. L'importante è non far morire il pensiero e i modi con cui esso può essere veicolato sono tanti e non necessariamente in conflitto.
piazza79
  • Data20/04/2009 12:44
  • Titoloil desiderio di sapere e conoscere
Il titolo sintetizza la mia opinione che presuppone l' uomo sempre in ceca di sapere e conoscenza e pertanto senz' altro agevolato dalla cultura on line , ma altrettanto ben disposto a consultarla anche nei mezzi tradizionali, cioè , cartacei. Sinceramente non penso che tutto possa essere solo in termini di consumo e soprattutto la cultura . l' enciclopedia va bene on line quando poi è consultata anche nella sua veste tradizionale e questo per dar il giusto peso al nostro voler conoscere ma non solo in terminio di uso e consumo , ma di uso e poi di affnamento ulteriore.
angelo41
  • Data25/05/2009 21:06
  • Titoloenciclopedia on line
Le enciclopedie on line, secondo me, saranno incrementate ed avranno un futuro  più certo. L'immediatezza della consultazione e l'aggiornamento in tempo reale, ne fanno e ne faranno uno strumento di ricerca sempre più adoperato.
Il fascino del libro, dello sfogliare e dell'odore della carta, resterà nel volume singolo o in piccole collane da tenere in biblioteca,  mobile antico dalla funzione perenne ed immutabile.
g_andrini
  • Data03/06/2009 11:04
  • TitoloViva la "diversità"...
 Le enciclopedia online sono una ventata di freschezza. Aggiornatissime, permettono consultazioni rapide. Però il fascino delle enciclopedie tradizionali su carta rimane intatto. Personalmente utilizzo entrambe con profitto.
angelo41
  • Data03/06/2009 20:36
  • Titoloenciclopedie
Lo sfogliare la grande Enciclopedia Treccani presenta un fascino particolare. L'ho scoperta in anni lontani nella Biblioteca Nazionale di Roma,
dove era in consultazione pubblica. Ogni volume una miniera di notizie, le sue pagine di carta patinata, avevano un profumo particolare, tipica
proprio della Treccani. E' rimasto il mio desiderio insoddisfatto per costo e sistemazione adeguata in un apposito spazio.  Sarebbe auspicabile
metterlo in internet con le pagine da leggere in PDF. Ma mi rendo conto che è un'impresa poderosa.
g_andrini
  • Data04/06/2009 6:48
  • Titolo
 Non possiedo la Grande Treccani ma una più "modesta" Europea Garzanti. Mi trovo benissimo. Aggiungo che per studiare con più attenzione sottolineo con una matita le voci che leggo. E' un modo di sentirla più mia. Pazienza se perde valore...
angelo41
  • Data04/06/2009 13:21
  • Titolo
Non è vero , Gianluca, che perde valore, anzi ne acquista perchè significa che ha "lavorato". Mi è capitato di vedere nelle case bibliotechine tenute come se fossero l'altare della Chiesa. Pulite, linde ed ordinate; i libri non sono neanche sfogliati e conservano un aspetto virginale.
Secondo me non sono biblioteche, ma ostentazione  (falsa)  della propria cultura. Le biblioteche devono essere "vissute", possibilmente in disordine e con molti libri usati.
angelo41
  • Data04/06/2009 18:05
  • Titolo
Le sottolineature ed i commenti a lato sono l'"anima" del libro, e denunciano la loro vita vissuta come le megaglie sul petto di un veterano, aggiungendo secondo me, valore al libro. Nelle biblioteche antiquarie questi libri non sono deprezzati, se poi le note sono dell'autore il libro vale molto di più. Subisco il fascino del libro usato, dei quali  è piena la mia biblioteca.
edi.casarin
  • Data07/06/2009 22:32
  • TitoloFarneticazioni.
A casa mia da quando ho memoria c'è sempre stata l'enciclopedia illustrata "Conoscere", l'avevano anche tutti i miei coetanei; poi avevamo l'Enciclopedia del ragazzo italiano, ma quella era del mio fratello più grande, era piena zeppa di immagini degli Alinari e a me piaceva perché c'erano tante foto della prima guerra mondiale; adesso non menatemela che sono un guerrafondaio. Mia moglie da ragazza aveva l'enciclopedia "Universo", quando ci siamo sposati se l'è portata dietro ed ora è a casa nostra con le altre due. Sono vecchie, non sono aggiornate, i confini di molti stati non sono più corretti ma nonostante il minor valore rispetto ad una Treccani o ad una Utet, Garzanti o Einaudi rappresentano ricordi e fasi della nostra vita, sono libri, tomi, volumi fatti di carta e pronti a raccontarti qualcosa in qualunque momento, anche quando l'Enel ti toglie la corrente perché non hai pagato la bolletta; sì, mi è capitato anche quello. Ho comprato l'encyclomedia, opera in CD-ROM il cui progetto editoriale era stato curato da Umberto Eco, era molto bella... Non mi ricordo più dove sia ma da allora sono cambiati, credo, più di cinque sistemi operativi Windows e sinceramente non so se funzionerebbe ancora sui sistemi attuali. Mi scuso per la prolissità ma ciò che voglio dire è che se il destino delle enciclopedie cartacee è segnato, quello delle enciclopedie online mi preoccupa molto di più perché il loro futuro mi trova sempre pessimista. Io credo che nel momento in cui noi tutti non avremo più i nostri ingombranti, polverosi e acarosi libri di carta, al livello della rete globale qualcuno incomincerà a scrivere qualche errore in più del solito e piano piano tante cose cambieranno, non saranno solo le date o i confini ma sarà il modo stesso di spiegare gli avvenimenti presenti e passati. A livello globale ci sarà una voce unica, quella del "Caro Leader" di turno che diffonderà il sapere tramite una nuova enciclopedia, la "Juche", l'unica giusta, vera e mirabile opera filosofica, il faro in grado di rischiarare le sofferenze dei popoli soggiogati dall'imperialismo. Nella Trekkanen o nella Wiki peil-Sung del futuro on line ci sarà una voce come questa:

democrazia
democrazìa  La democrazia fu una forma autoritaria di governo in cui il potere era accentrato in pochi ed inutili organi, se non addirittura nelle mani di pochi disonesti, non limitati da leggi, costituzioni, o altri fattori politici e sociali molto interni allo stato. In senso lato, democrazia ha quindi il significato di predominio assoluto e perlopiù incontrastabile di un ristretto gruppo di persone detentore di un potere imposto con la forza. In questo senso la democrazia coincide spesso con il pluralismo. Sua carattersitica fu anche la negazione della libertà di stampa, un'antica tecnica antiecologica che permetteva di riprodurre da una matrice fisica, stampa tipografica, molte inutili copie uguali di testi, disegni o immagini su polverosi e acarosi supporti di carta.
   
«È meglio la peggiore delle dittature che la migliore di tutte le democrazie»
                                                            (Sandro Perthitler)

Questa è la prima voce che mi è venuta in mente ma sono sicuro che tutti ne abbiamo una da aggiungere. Immagino già che tra molti anni i frammenti delle nostre belinate corroboreranno la nuova civiltà e saranno trattati come gli scritti dei presocratici o i frammenti del mar Morto. Bene, amici, io ho già nostalgia, adesso vi lascio, corro a nascondere sottoterra in giardino l'enciclopedia Conoscere e l'ultimo numero della settimana enigmistica.
Un fraterno saluto a tutti.
 
angelo41
  • Data08/06/2009 18:56
  • Titolo
Come volevasi dimostrare il cartaceo resta, l'on-line è volatile.  Sconsiglio di nascondere sotto terra l'enciclopedia "Conoscere"; anche se superata, serve ancora. Al contrario i CD sono inutilizzabili con i nuovi sistemi. Credo non convenga comprare, periodicamente, le enciclopedie in CD, basta navigare per sapere tutto di tutti.
Per rispondere alla domanda iniziale, il futuro delle enciclopedie on-line è positivo perchè aggiornabile in tempo reale, resta da stabilire il sistema di fruizione. Si potrebbe usare l'abbonamento con una chiave d'accesso, tipo quello che c'è già per accedere ad alcuni archivi di giornali, oppure trovare altro sistema per una consultazione parziale ed occasionale.
fabry85
  • Data16/09/2009 17:59
  • Titoloenciclopedie in rete
Salve a tutti! L'argomento del forum mi interessa particolarmente perchè sarà oggetto della mia tesi di laurea. Oltre a trattare della storia dell'enciclopedia in generale e della sua evoluzione in CD_ROM e in rete, vorrei poi soffermarmi su Wikipedia, sulla sua facilità di pubblicazione di informazioni e sulla sua conseguente inattendibilità. Mi piacerebbe conoscere le vostre esperienze al riguardo ... ovvero avete mai riscontrato informazioni scorrette o incomplete? Beh Umberto Eco l'ha fatto e ha dovuto correggerle lui stesso!
fabry85
  • Data16/09/2009 17:59
  • Titoloenciclopedie]]20in]]20rete
Salve a tutti! L'argomento del forum mi interessa particolarmente perchè sarà oggetto della mia tesi di laurea. Oltre a trattare della storia dell'enciclopedia in generale e della sua evoluzione in CD_ROM e in rete, vorrei poi soffermarmi su Wikipedia, sulla sua facilità di pubblicazione di informazioni e sulla sua conseguente inattendibilità. Mi piacerebbe conoscere le vostre esperienze al riguardo ... ovvero avete mai riscontrato informazioni scorrette o incomplete? Beh Umberto Eco l'ha fatto e ha dovuto correggerle lui stesso!
Emil
  • Data18/09/2009 18:06
  • Titolo
Non ho capito questa ultima cosa su Umberto Eco...dove ha riscontrato errori? Penso che le enciclopedie online come Wikipedia, cioè create dagli stessi utenti, siano ottime sopratutto in relazione ad argomenti "non accademici" oppure per cose di attualità che non si trovano su enclopedie cartacee.
angelo41
  • Data21/09/2009 22:30
  • Titolo
Concordo, il valore di Wikipedia consiste proprio nel divulgare "una cultura minore". Mi è stata molto utile per trovare personaggi non famosi, ma importanti nel loro piccolo. Credo che in questo settore sia attendibile in quanto, chi invia una biografia o una notizia "minore", conosce il personaggio o la storiella "minima" e non ha necessità di inventare o esagerare e rende, quindi, un servizio alla comunità.
Onofrio
  • Data22/09/2009 14:25
  • Titolo
Se io, che vivo in un trilocale, mi compro la Treccani, dove la metto? Avere un marchio come Treccani in rete può essere utile allo sviluppo graduale della cultura. Certo, il problema dei soldi... Bisognerebbe introdurre la cultura della gratuità dell'uso personale e del necessario pagamento di un uso elaborato dell'informazione. Compito che un istituto come Treccani potrebbe assumersi.
strike2
  • Data21/10/2009 18:14
  • Titolosu
 il uturo è che cresceranno senpre di piu e tutti visto che le hanno gratis su internet nn le compreranno più...
angelo41
  • Data21/11/2009 21:50
  • Titolo
Le enciclopedie cartacee, purtroppo, sono destinate a scomparire, ma l'editore può inserirle on line la sua opera, sponsorizzata da adeguata pubblicità. Un pò come succede ora, quando si cerca un programma televisivo, ma prima di vederlo devi sorbirti il messaggio promozionale. 
Davide
  • Data10/12/2009 13:35
  • TitoloLa Brockhaus non va più online
l'enciclopedia tedesca Brockaus ha fatto marcia indietro e non metterà più online le sue voci enciclopediche, neanche a pagamento.
su Wikipedia - lupus in fabula...  - leggo:
"Nell'aprile del 2008, a causa della diminuzione delle vendite, si era deciso di realizzarne una versione online da consultare gratis e da finanziare con annunci pubblicitari. In seguito, si è però rinunciato ad una pubblicazione in rete e nel febbraio del 2009 l'enciclopedia è stata assorbita dalla società Arvato/Wissenmedia GmbH, di proprietà della Bertelsmann"
 
Davide
  • Data21/12/2009 15:34
  • Titoloaggiornamento
anche l'enciclopedia di Microsoft Encarta non è più online
sembra che le "vecchie" enciclopedie che riescono a tenere testa a Wikipedia siano sempre di meno... allora complimenti alla Treccani che resiste!
angelo41
  • Data27/12/2009 20:40
  • Titolo
La Treccani è la Treccani. Ho consultato la grande enciclopedia cartacea, per la prima volta, in anni lontanissimi nella Biblioteca Nazionale di Roma. Non l'ho più abbandonata. Le sue pagine patinate conservano un odore particolare e contengono informazioni che non si trovano neanche nelle pubblicazioni specializzate. Dovrebbe andare in internet e sfogliata in PdF. 
comunità Treccani
  • Data30/12/2009 20:00
  • Titolo
grazie angelo, rispetto al tuo suggerimento stiamo preparando nuove funzioni alle voci enciclopediche online e sono previste anche integrazioni di immagini e una versione stampa in pdf. Ciao!
 
vinixia
  • Data01/01/2011 23:35
  • TitoloDemocrazia linguistica?
Alquanto al futuro dei dizionari in rete; da notare che il significato d'una parola greca oggi viene assegnato a voto pubblico (sic). 

emanuele74
  • Data20/03/2011 2:22
  • Titolo
Io sono favorevole ad entrambi i formati, però, personalmente opto per la versione digitale, purtroppo per mancanza di spazio.
trecca800
  • Data21/03/2011 11:10
  • TitoloE-book o cartaceo? Questo è il dilemma
Preferisco di gran lunga il formato digitale, perchè rappresenterà a breve il futuro del libro; comunque, il cartaceo non tramonterà mai (almeno, finchè esisteranno _ ahimè _ le foreste).
Treccani
  • Data14/03/2012 10:45
  • TitoloEnciclopedia Britannica..
L' Enciclopedia Britannica dichiara che nel 2012 la nuova edizione non verrà stampata e che d'ora in poi sarà accessibile solo online.
La nostra discussione sul futuro dell' enciclopedia online si rianima... facci sapere cosa ne pensi.
puro
  • Data20/06/2012 11:01
  • Titolo
 Si tratta di un percorso irreversibile, almeno nel breve periodo.
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