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Intellettuali censurati: da Panahi a Yoani Sánchez

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comunità Treccani
  • Data25/05/2010 19:03
  • TitoloIntellettuali censurati: da Panahi a Yoani Sánchez
Dopo 80 giorni di carcere a Teheran, il regista iraniano Jafar Panahi è stato rilasciato su cauzione. Sostenitore dell'opposizione al presidente Ahmadinejad, il cineasta avrebbe dovuto partecipare in qualità di giurato al festival di Cannes. Anche Yoani Sánchez, la blogger cubana censurata e perseguitata da Fidel Castro, è un notevole esempio di censura dell'informazione. Proprio in questi giorni esce la sua biografia, la storia di una ragazza diventata il simbolo del dissenso al regime.
 
Oltre a Panahi e alla Sanchez, sono molti gli intellettuali in diversi Paesi del mondo costretti al silenzio o confinati in carcere in attesa di processi senza garanzie. Dopo l’ultimo esempio di censura aggirata (il Dalai Lama ha parlato ai cinesi tramite Twitter), in che modo secondo te la Rete – e i Social Media in genere – stanno cambiando la cultura dell’informazione controllata a tutti i costi?
Insieme alla tua opinione, segnalaci un caso di artista, opinion leader o studioso nel mondo a cui venga impedito di comunicare la propria arte o le proprie idee.
 
MonicaFerrari
  • Data26/05/2010 11:20
  • TitoloLe lacrime della Binoche
Sarò un'inguaribile romantica, però mi piace pensare che siano state le lacrime spontanee di Juliette Binoche a Cannes, da meravigliosa attrice che sa raccontare le emozioni con il proprio volto,  a far cadere le ultime resistenze del regime iraniano.
giuditta
  • Data07/06/2010 10:21
  • Titolo''BIRMANIA: CRONACA DA UN PAESE BLINDATO'' di DI ANDERS OSTERGAARD
BURMA VJ, Candidato all'Oscar 2010 per il Miglior reportage, racconta la rivoluzione birmana di 3 anni fa attraverso le immagini dei videoreporter clandestini di Democratic Voice of Burma che, rischiando torture e carcere, sono l'unica fonte di informazione da un paese in pugno a una spietata dittatura militare e impraticabile per i giornalisti stranieri.
A coordinare un piccolo gruppo di giornalisti muniti solo di telecamere amatoriali e videotelefoni, e' Joshua, 27 anni.
E'grazie a loro che il mondo intero ha potuto vedere le immagini della rivolta dei monaci buddisti, scesi per la prima volta in piazza per guidare i cittadini birmani in una protesta contro il regime. Contrabbandati fuori dalla Birmania, i nastri dei reporter di Democratic Voice of Burma sono diventati il materiale prezioso che il regista Anders Ostergaard e i suoi montatori, hanno trasformato in uno dei documentari di denuncia sui diritti umani piu' forti e importanti degli ultimi anni, come confermato dagli oltre 40 premi vinti nei festival in tutto il mondo e dalla nomination all'Oscar.
da Report, del 6/6/2010
RaffaellaM
  • Data07/06/2010 13:38
  • Titolo
Molti sono costretti al silenzio o confinati in carcere, altri purtroppo vengono zittiti per sempre. Ricordo per esempio  il regista Van Gogh che venne assassinato da un estremista islamico in Olanda per via del suo cortometraggio Submission.
angelo41
  • Data04/10/2010 20:32
  • Titolo
Non si scopre oggi, purtroppo. I regimi dittatoriali non amano voci di dissenso. Sarà sempre così anche per l'avvenire, anche con i sistemi di comunicazioni moderne, le idee circolano con maggiore efficacia rispetto a qualche tempo fa.
crispineto
  • Data28/09/2011 9:24
  • Titolodiritto di critica
 La censura è un atteggiamento che risale al tempo della gabbia ed è giustamente disprezzata. Jafar Panahi ha pagato soprattutto perchè sostenitore dell'opposizione a Ahmadinejad. Altri films sono caduti sotto la mannaia della censura quali :"The Lion Of the Desert"  credo del regista - se ben ricordo - Moustapha Akkad  con la partecipazione di Antony Quinn, oppure Katyn del regista polacco Andrze Wajada. Detto questo gli intellettuali non è che sono immuni da critiche perchè combattono troppo poco per l'onestà intellettuale nei loro stessi operati. La certezza non appertenendo all'umanità non appartiene nemmeno agli intellettuali che spesso cercano atteggiamenti megalomani nei confronti del loro prossimo, paoneggiandosi come grandi profeti con filosofie oracolanti.  
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