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Treccani
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- Data07/06/2011 17:20
- TitoloLa crescita culturale delle giovani generazioni
Spesso il giudizio diffuso sui giovani è che siano appiattiti su un modello culturale di basso livello diffuso da televisione, reality show e social network. Ma un'inchiesta del mensile "L'Europeo" smentisce questi stereotipi affermando che la generazione degli "under 20" italiani possiede invece un buon livello di scrittura, di analisi e di riflessione.
Quale delle due posizioni fotografa più nitidamente i giovani italiani? E quali sono secondo voi i modelli di riferimento e le istituzioni che hanno maggiori responsabilità e influenza nell'orientarli verso una crescita culturale e sociale?
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Elisabetta
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- Data10/06/2011 13:08
- Titolo
Un buon livello di scrittura non vuol dire che le idee scritte possano non essere banali. O peggio rispecchiare una realtà appunto mediata dalla televisione. Per quanto riguarda le istituzioni, tutte quelle tradizionali hanno perso e continuano a perdere forza nel tempo. Ma io sarò ingenua e tradizionalista e penso che la famiglia debba essere il primo luogo da cui iniziare la formazione culturale, sociale e aggiungo "civica".
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Iurij
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- Data10/06/2011 17:32
- Titolo
A mio parere i giovani italiani, oltre ad essere legati alla televisione, in cui c'è molta spazzatura, stanno provando l'esperienza di trovare le notizie per conto loro nei nuovi media, come Internet ad esempio. Al contrario delle vecchie generazioni leggono molto di più, anche se non sembra o se non lo vogliono ammettere, e sono più informati dei loro stessi genitori, naturalmente ci sono eccezioni, e non sono poche. In molti però l'informazione ha portato ad una personale consapevolezza del mondo d'oggi e la nascita di alcuni valori, purtroppo però i giovani non sono stimolati a parlare, anzi a volte viene penalizzato chi fa di queste riflessioni. Secondo me il giovane libera nella scrittura alcuni dei suoi pensieri più profondi, e così si nota questo miglioramento.
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Nadia
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- Data15/06/2011 17:06
- Titolo
Ciao, io parlo da "diretta interessata", essendo giovanissima. Ho 17 anni e amo scrivere, leggere e informarmi. Secondo me non è possibile giudicare in base a delle categorie, ma bisogna valutare i singoli casi e la diversa predisposizione di ognuno di noi. Poi, penso che i ragazzi abbiano più spirito critico di quanto si pensa nel percepire e giudicare le informazioni che arrivano da tv, Internet e giornali. Certo, anche le istituzioni devono fare il proprio ruolo, in particolare la famiglia e la politica, che spesso non dà esempi positivi.
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Kassim
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- Data21/06/2011 12:24
- Titolo
A mio parere i giovani di oggi hanno delle capacità alquanto superiori ai giovani di generazioni precedenti...il problema è che una serie di fattori quali reality, televisione e gossip intralciano il loro percorso di formazione mentre altre cose tra le quali internet, i giornali ecc..permettono loro di avere una preparazione eccellente e una grande quantità di informazioni da inglobare nel proprio bagaglio culturale...Oggi le istituzioni purtroppo non danno quell'esempio che io reputo necessario e indispensabile affinchè non si perdano i valori fondamentali su cui si basa la nostra società...ed inoltre a mio parere esse non hanno compreso pienamente l'enorme potenziale dei giovani d'oggi i quali sono una risorsa inestimabile...
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RobertaPrestitoVitalizio
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- Data27/06/2011 12:06
- TitoloCerto
Concordo assolutamente con questo post. I giovani ad oggi sono sempre più intelligenti e motivati, infatti esiste una grande concorrenza nel momento in cui si ricerca lavoro…..è una buona notizia.
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crispineto
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- Data27/09/2011 8:32
- Titoloarmarsi di dubbio
la crescita culturale delle giovani generazioni ha il suo porto naturale nella scuola, cioè nel luogo dove si insegna e ci si predispone per apprendere. Tuttavia, anche nelle scuole, si può sviluppare la confutazione e la falsificazione sia nei confronti del metodo d'insegnamento sia nell'operato dei docenti. Forse una scuola ideale è o dovrebbe essere quella in cui si può apprendere senza annoiarsi, e che stimola a porre dei problemi e a discuterli e tentare di confutarli. Una scuola in cui "non" si debba sentire risposte "non" sollecitate a domande "non" poste; in cui non si debba studiare pedissequamente al fine di superare solo gli esami. Il primo dovere di ogni studente dovrebbe essere di promuovere il progredire della conoscenza partecipando attivamente alla ricerca della verità o alla ricerca di una migliore approssimazione alla verità. Naturalmente ogni studente è fallibile così come lo sono gli insegnanti. Certo Einsten a scuola non era una cima ed, in fondo, la cultura si può elevare anche al di fuori delle mura scolastiche.
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