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Lecco città dei Promessi Sposi 13 ottobre 2017

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Il 13 ottobre 2017 si è svolto, presso il Polo di Lecco del Politecnico, il "Festival della lingua italiana", nell’ambito della rassegna "Lecco Città dei Promessi Sposi". Il Festival è stato organizzato dall’Associazione Treccani Cultura, che ha scelto di prendere parte alla rassegna lecchese perché crede fortemente nella valorizzazione dell’opera di Manzoni, soprattutto nel suo lavoro sulla lingua italiana, un lavoro così importante che ancora oggi tutti noi beneficiamo del contributo da lui apportato alla costruzione di una lingua nazionale. Proprio per questo la Treccani, da sempre impegnata nella salvaguardia dell’italiano, ha desiderato che si affrontassero, durante il convegno, temi centrali nell’opera di Manzoni, come quello della famiglia e quello della lingua, attraverso le lectiones magistrales di grandissimi esperti che si sono occupati a lungo dell’Autore, come Salvatore Silvano Nigro, già professore di Letteratura italiana, Giuseppe Patota, professore  di Linguistica italiana (il quale ha affrontato la questione linguistica anche attraverso un workshop rivolto agli insegnanti) e Barbara Colli, dell’Archivio Vittorio Sereni.

Grazie al contributo di questi eminenti studiosi, quindi, Treccani Cultura ha voluto portare avanti il suo impegno di tutela della nostra lingua, un impegno che – come riteneva Manzoni stesso – crediamo debba passare anche attraverso una politica educativa e scolastica e la compilazione di un vocabolario basato sull’uso vivo della lingua, altro fine che l’Istituto della Enciclopedia Italiana continua a perseguire.

Nel corso della sua lezione intitolata La famiglia Manzoni, Salvatore Silvano Nigro è partito dall’omonimo volume di Natalia Ginzburg per analizzare il contesto familiare d’origine di Manzoni. Riprendendo, quindi, anche il tema di tutta la rassegna, Nigro ha ricordato come il nostro Autore sia stato abbandonato in tenera età dalla madre Giulia – che rivedrà solo dopo molti anni a Parigi −, la quale era stata, a sua volta, in un certo senso abbandonata dal padre, Cesare Beccaria, che l’aveva rinchiusa in un convento. Il professor Nigro ha, inoltre, ricordato il ben noto dibattito sulla vera identità del padre di Alessandro Manzoni, per sottolineare come le travagliate vicende riguardanti la famiglia dell’Autore e le figure genitoriali abbiano finito per influenzarne la scrittura stessa: «basta leggere i Promessi Sposi per accorgersi come le figure paterne o siano inesistenti o siano rappresentate da esempi negativi, come quello del padre della monaca di Monza», ha affermato il professore.

Con la lezione Il cantiere dei Promessi Sposi, Barbara Colli – che ha lavorato, fra l’altro, all’edizione critica del Fermo e Lucia e della Seconda minuta – ha illustrato il grande lavoro compiuto da Manzoni sulle varie stesure dei Promessi Sposi, mostrando anche al pubblico alcune immagini dei manoscritti dell’Autore.

 

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Giuseppe Patota, infine, ha abilmente sottolineato che «Manzoni ha posto le basi del nostro italiano. L’unico confronto possibile è quello con Dante Alighieri». Fino ai Promessi Sposi, ha spiegato inoltre il professore, la nostra letteratura non si distanziava molto dal Decamerone, ad esempio, scritto da Boccaccio cinque secoli prima. Manzoni è quindi artefice di un cambiamento fondamentale, poiché, grazie al suo romanzo e al suo lavoro certosino, ha ricercato e generato una lingua capace di arrivare a un pubblico molto ampio. È interessante ricordare, a questo proposito, la provocatoria e paradossale affermazione del professor Nigro, il quale, nel corso del suo intervento, ha affermato che «l’italiano è l’unica lingua straniera che non studiamo a scuola».

Nel pomeriggio del 13 ottobre, inoltre, è stata inaugurata la mostra “I Promessi Sposi di Mimmo Paladino. I disegni originali realizzati per la collana Classici Treccani. I grandi autori della letteratura italiana". Queste opere sono state realizzate dal maestro Paladino nel 2011 per il volume I Promessi Sposi, edito dall’Istituto della Enciclopedia Italiana nel 2012 e curato da Carlo Ossola. La mostra, costituita da quindici disegni su carta, resterà allestita presso il Palazzo delle Paure di Lecco fino al 7 gennaio compreso. Con questo evento la Treccani vuole offrire a tutti uno “sguardo” nuovo sul celebre romanzo di Manzoni. Infatti, come si evince dal titolo stesso dell’esposizione, Paladino, con un atteggiamento di studio e di rispetto, ha fornito la sua lettura della celebre opera manzoniana, che ha liberamente rielaborato dal punto di vista grafico attraverso delle illustrazioni che sono un’“officina” anche dal punto di vista delle tecniche, utilizzate a fini espressivi.

Qui i video della prima e della seconda parte del convegno.

Alcune immagini sono disponibili al seguente link.

 

 Il programma del Convegno “Festival della lingua italiana” è disponibile al seguente link: https://www.leccocittadeipromessisposi.it/evento/convegno-festival-della-lingua-italiana/.

Per maggiori informazioni sulla mostra “I Promessi Sposi di Mimmo Paladino. I disegni originali realizzati per la collana I classici Treccani. I grandi autori della letteratura italiana” è possibile visitare la seguente pagina web: https://www.leccocittadeipromessisposi.it/evento/mostra-i-promessi-sposi-mimmo-paladino.

 

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