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Workshop: La Città Metropolitana come attore di sviluppo. Uno studio sulla Milano ‘allargata’

 

 

Venerdì 17 novembre 2017 alle ore 15, presso la Sala Igea dell’Istituto della Enciclopedia Italiana si terrà il workshop organizzato dal Politecnico di Milano e MAKNO per Miworld-Intesa Sanpaolo


La Città Metropolitana come attore di sviluppo. Uno studio sulla Milano ‘allargata’

La città è la grande protagonista del futuro: più della metà della popolazione mondiale vive in aree urbane ed entro il 2045 sei miliardi di persone vivranno nelle aree metropolitane. Le città si allargano in ampi territori metropolitani e sono le città, più che gli stati, i veri attori della competizione mondiale a livello economico, culturale e tecnologico.
Tante le domande poste dai processi di urbanizzazione in corso: come si costruiscono città competitive che reggano questo confronto, come si costruiscono piani strategici e visioni ad almeno 30 anni (come fanno le grandi città ai vertici della competizione) e come si può costruire una nuova governance che dia a questo “stato nello stato” capacità politica ed economica e con quali contrapposizioni politiche con lo stato centrale e le regioni.
Il workshop, che è il risultato di uno studio/simulazione realizzato lo scorso anno da Miworld con il Politecnico di Milano e da MAKNO con il sostegno di Intesa Sanpaolo, vuole rispondere ad alcune domande che prendono spunto dall’individuazione di una Milano allargata sostenuta da un progetto e una visione di lungo periodo.

È possibile trasferire questa esperienza milanese ad altre aree urbane del Paese come un modello possibile di sviluppo?


Introduce e coordina: Ferruccio de Bortoli

Intervengono:
Francesco Micheli, Associazione Miworld; Stefano Lucchini, Intesa Sanpaolo; Ferruccio Resta, Politecnico di Milano; Mario Abis, MAKNO, IULM; Angela Airoldi, CERTeT-Bocconi; Giovanni Azzone, Politecnico di Milano; Lorenzo Bellicini, Cresme; Veronica Nicotra, ANCI; Marco Morganti, Banca Prossima; Giancarlo Scotti, Presidente ULI Italia; Giuliano Amato, Corte Costituzionale

Conclusioni: Graziano Delrio

 

 

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