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Mercoledì 16 maggio, alle ore 17, presso la Sala Igea dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, in occasione della pubblicazione  

di Ernesto de Martino La fin du monde. Essai sur les apocalypses culturelles,  si terrà la tavola rotonda

 

Il mondo è la storia vivente degli altri in noi

 

Il mondo- c’insegna de Martino - è l’orizzonte dei segni del lavoro umano; esso “è familiare perché la famiglia culturale umana vi documenta la sua storia”. Partendo da tale premessa, il grande antropologo s’interroga sulla crisi della civiltà occidentale moderna, alimentata dall’affievolirsi del legame di familiarità con il patrimonio di storia e di cultura che è il perno del suo “mondo”. È possibile invertire questa linea di tendenza? L’opera postuma di De Martino solleva una questione quanto mai attuale che induce noi tutti alla riflessione.
L’edizione francese de La fine del mondo, sulla quale verte la tavola rotonda, è il frutto di una profonda revisione della struttura dell’opera, che ha comportato sia lo snellimento di materiali privi di elaborazione da parte dell’autore, sia l’integrazione di parti concettualmente rilevanti, mancanti nell’edizione italiana. Il lavoro editoriale ha richiesto un impegno pluriennale, svolto in collaborazione dai tre curatori: Daniel Fabre, Giordana Charuty e Marcello Massenzio. La fin du monde. Essai sur les apocalypses culturelles, che è stata pubblicata nella prestigiosa collana “Translations” delle edizioni dell’École des Hautes Études en Sciences Sociales, rientra a buon diritto nella ristretta cerchia dei classici del pensiero contemporaneo.

Saluti:

Massimo Bray

Intervengono:

Carlo Alberto Bonadies, Ilaria Bussoni, Roger Chartier, Marcello Massenzio

Coordina 

Andrea Carlino

 

 

 

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