Diritto amministrativo

Università e ricerca

Carla Barbati

Le riforme che, in tempi recenti, hanno interessato l’Università, quale «sede primaria di libera ricerca e di libera formazione», e le trasformazioni del contesto entro il quale essa è chiamata a declinare il proprio ruolo, rendono necessario ricostruirne lo statuto giuridico, per verificare a che punto siano le autonomie universitarie, in esito all’incontro con politiche che non sempre hanno espresso facili raccordi con le condizioni necessarie a qualificarle nella loro effettività. I nuovi vincoli che circondano l’assolvimento dei suoi compiti istituzionali, oggetto di «nuove» valutazioni che si sono fatte strumento «di governo» di ciò che il legislatore sceglie di definire come «sistema universitario» raccontano, d’altro canto, le torsioni alle quali è sottoposto lo stesso «dover essere» dell’Università, quando si confronta con i limiti delle uniformità imposte dalle tante regole di un centro statale che rinuncia a farsi governo delle differenze.

Diritto civile

Arricchimento ingiustificato

Pietro Sirena

Vengono esaminati gli artt. 2041-2042 c.c. i quali disciplinano l’azione generale di arricchimento senza causa, ponendo così il principio generale secondo cui gli spostamenti patrimoniali privi di giustificazione devono essere restituiti.

Diritto commerciale

Mediazione

Salvatore Monticelli

La mediazione può nascere da fonte contrattuale e non. Il diverso fondamento, in certa misura, si ripercuote sulle obbligazioni a carico delle parti e sul conseguente regime delle responsabilità.

Diritto costituzionale

Regioni a statuto speciale

Matteo Cosulich

Le Regioni a statuto speciale vengono inquadrate nell’ordinamento repubblicano, in base all’assunto della loro problematica riconducibilità alle Regioni ordinarie, delle quali non paiono costituire semplicemente una variante, più o meno derogatoria rispetto al modello dettato dal titolo V, parte seconda Cost. In tale prospettiva, si esamina l’istituto della specialità regionale, al fine di individuarne la natura, il fondamento e i caratteri portanti, muovendo dalla disciplina dettata dai cinque statuti speciali e dalla sua attuazione in ciascuna corrispondente Regione, potenzialmente configurabile come un sistema di governo di una comunità, fortemente autonomo rispetto allo Stato.

Diritto del lavoro

Retribuzione 1. Rapporto di lavoro privato

Stefano Bellomo

La voce esamina i principali profili della retribuzione, partendo da quelli caratterizzati da una spiccata centralità e da una riconosciuta importanza storica, quale la retribuzione proporzionata e sufficiente e prende poi in esame, nella prospettiva attuale, le ulteriori e diverse nozioni di retribuzione connesse alle differenti funzioni ad essa assegnate dall’ordinamento legale e da quello intersindacale, tra le quali quelle di corrispettivo della prestazione lavorativa in senso ampio (comprensivo, cioè, degli istituti di retribuzione indiretta e differita), di base di calcolo della contribuzione previdenziale, di elemento funzionale al miglioramento della produttività ovvero alla gestione delle fasi di crisi.

Diritto internazionale e comparato

Cooperazione giudiziaria internazionale

Alessandra Lanciotti

L’attività di cooperazione giudiziaria internazionale, stante l’assenza di obblighi previsti da norme di diritto internazionale consuetudinario, trova la propria regolamentazione nelle disposizioni pattizie concordate fra gli Stati interessati a porre in essere il necessario coordinamento fra le rispettive autorità giudiziarie e amministrative per lo svolgimento di varie attività processuali, che vanno dalla raccolta delle prove alla notificazione degli atti all’estero, nonché per agevolare la circolazione dei provvedimenti e delle decisioni giudiziarie. Anche in materia penale gli obblighi di cooperazione e assistenza giudiziaria sono stabiliti da appositi trattati che rendono possibile l’assistenza giudiziaria in favore dello Stato richiedente con modalità accettate nello Stato di compimento dell’attività. Infine norme particolari regolano la cooperazione degli Stati con i tribunali penali internazionali ad hoc e con la Corte penale internazionale.

Diritto penale e procedura penale

Misure cautelari 3. Criteri di scelta

Claudio Papagno

Scevro da rigidi automatismi, il sistema cautelare propone la tipizzazione di un “ventaglio” di misure, di gravità crescente (artt. 281-285), la cui scelta è condotta sulla base del criterio di “adeguatezza” e “proporzionalità” (art. 275, co. 1 e 2, c.p.p.), dando corpo al principio del “minore sacrificio necessario”, per cui si impone al giudice di scegliere la misura meno afflittiva tra quelle astrattamente idonee a tutelare le esigenze cautelari ravvisabili nel caso concreto. Tuttavia, una delle fasi più delicate del procedimento cautelare diviene terreno fertile per scelte contingenti del legislatore, il quale, allargando le maglie di applicazione della presunzione di adeguatezza di cui all’art. 275, co. 3, c.p.p., ha provocato l’intervento, a più riprese, della Corte costituzionale che ne ha dichiarato l’incompatibilità con il dettato costituzionale.

Diritto processuale civile e delle procedure concorsuali

Precetto

Mauro Bove

L’autore, dopo aver individuato la funzione dell’atto di precetto alla luce delle norme vigenti e il suo collegamento col titolo esecutivo, delinea i rapporti tra tale atto e l’attività esecutiva nel suo complesso, che, pur essendo riportabile all’area della giurisdizione, non sembra spiegabile nella sua struttura e nel suo svolgimento in base alla categoria del processo, così come questa nozione è utilizzata per spiegare l’attività giurisdizionale dichiarativa. Quindi, vengono analizzati i vari snodi applicativi della disciplina in materia, facendo emergere in particolare le posizioni della giurisprudenza in merito alla validità del precetto e della sua notificazione, nonché alla sua efficacia sostanziale e processuale.

Diritto tributario

Ingiunzione

Antonio Guidara

Le ingiunzioni fiscali, che riguardino pretese fiscali, sono atti della riscossione, che consentono l’acquisizione coattiva delle somme pretese da altri atti (impositivi e/o sanzionatori), ma anche, in via residuale, da essi stessi determinate (in tal caso svolgono anche funzione di accertamento). Di esse si definisce l’ambito di operatività, la disciplina essenziale, le caratteristiche peculiari e si individua il giudice cui devolvere le relative controversie.