Diritto amministrativo

Ragionevolezza

Stefano Civitarese Matteucci

Si prende in esame il problema della ragionevolezza delle decisioni pubbliche e in particolare dell’amministrazione pubblica, tanto nell'ambito del processo decisionale quanto come tecnica di controllo giurisdizionale. Il punto di partenza è rappresentato dal confronto fra i parametri di razionalità-logicità e quelli, eventualmente diversi dai primi, di ragionevolezza di un corso d'azione. Questo introduce alla classificazione, in una prospettiva comparata, delle tecniche di controllo giurisdizionale dell’azione amministrativa di carattere discrezionale sulla base dell’intensità del controllo. Si esaminano quindi gli usi della ragionevolezza nella giurisprudenza e nella letteratura giuridica. Nello scenario così definito emergono il tema della incidenza della ragionevolezza sulla concreta attività delle amministrazioni pubbliche, del rapporto fra ragionevolezza e proporzionalità nonché quello dello scivolamento verso il merito dei controlli a parametro “vago”. 

Diritto civile

Diritto civile 1. Nozione

Guido Alpa

Secondo la concezione formalista del diritto, l’ordinamento giuridico si compone di diverse branche: le regole che riguardano i rapporti tra i privati compongono il diritto privato – che a sua volta comprende il diritto civile; le regole che riguardano i rapporti tra il privato e lo Stato o gli altri enti pubblici compongono il diritto pubblico. Definire il ‘diritto’, ammesso che sia possibile, è impresa assai difficile; le definizioni sono sempre riduttive e semplicistiche, e quindi pericolose, in quanto la sintesi rischia di appiattire e falsificare la realtà. Pertanto, la nozione deve essere ‘decodificata’, esaminata cioè nei diversi contesti e nelle diverse accezioni in cui essa è impiegata. Diritto è al tempo stesso una scienza (sociale), un sinonimo di legge, una prerogativa del singolo, un settore dell’ordinamento, ma anche il complesso dei modi per studiare ed applicare la legge e il complesso di tutte le regole che non si esauriscono in essa; il diritto comprende anche i valori sui quali esso si basa.

Diritto commerciale

Società per azioni

Roberto Weigmann

La responsabilità limitata dei soci e la suddivisione delle partecipazioni in unità omogenee, le azioni, facilitano il finanziamento delle imprese con capitale di rischio, in quanto agevolano la sostituzione degli investitori mediante il commercio delle azioni in appositi mercati regolamentati. Lo spostamento del potere di gestione dall’assemblea verso gli amministratori spinge a trovare un assetto organizzativo della società che ne controlli l’operato affinché esso promuova l’interesse degli azionisti. L’ordinamento oscilla fra regole imperative stabilite per legge e regole affidate alla libera scelta dei soci mediante gli statuti; i mercati regolamentati spesso suggeriscono soluzioni appropriate per mezzo di codici di autodisciplina, a cui si adeguano le società quotate.

Diritto costituzionale

Regioni a statuto speciale

Matteo Cosulich

Le Regioni a statuto speciale vengono inquadrate nell’ordinamento repubblicano, in base all’assunto della loro problematica riconducibilità alle Regioni ordinarie, delle quali non paiono costituire semplicemente una variante, più o meno derogatoria rispetto al modello dettato dal titolo V, parte seconda Cost. In tale prospettiva, si esamina l’istituto della specialità regionale, al fine di individuarne la natura, il fondamento e i caratteri portanti, muovendo dalla disciplina dettata dai cinque statuti speciali e dalla sua attuazione in ciascuna corrispondente Regione, potenzialmente configurabile come un sistema di governo di una comunità, fortemente autonomo rispetto allo Stato.

Diritto del lavoro

Trasferimento del lavoratore

Marina Brollo

Il trasferimento del lavoratore costituisce uno strumento di flessibilità gestionale ma, nel contempo, è una vicenda complessa dato che vede contrapposti interessi produttivi-organizzativi del datore e interessi familiari-sociali del lavoratore, quindi è situata al centro del conflitto tra libertà e sicurezza. La norma-base è oggi contenuta nell’art. 2013 c.c., come modificato, nel 1970, dall’art. 13 st. lav., e confermato, nel 2015, dall’art. 3, del d.lgs. n. 81 (cd. Jobs Act). La normativa ricerca un punto di equilibrio fra gli interessi in gioco. Quest’ultimo, tuttavia, risulta influenzato dall’adattamento evolutivo coltivato, sul piano interpretativo, dalla giurisprudenza le cui sentenze riflettono l’evoluzione normativa e della negoziazione collettiva, il mutato contesto del mondo del lavoro e lo spirito dell’epoca della flessibilità e instabilità.

Diritto internazionale e comparato

Cooperazione giudiziaria internazionale

Alessandra Lanciotti

L’attività di cooperazione giudiziaria internazionale, stante l’assenza di obblighi previsti da norme di diritto internazionale consuetudinario, trova la propria regolamentazione nelle disposizioni pattizie concordate fra gli Stati interessati a porre in essere il necessario coordinamento fra le rispettive autorità giudiziarie e amministrative per lo svolgimento di varie attività processuali, che vanno dalla raccolta delle prove alla notificazione degli atti all’estero, nonché per agevolare la circolazione dei provvedimenti e delle decisioni giudiziarie. Anche in materia penale gli obblighi di cooperazione e assistenza giudiziaria sono stabiliti da appositi trattati che rendono possibile l’assistenza giudiziaria in favore dello Stato richiedente con modalità accettate nello Stato di compimento dell’attività. Infine norme particolari regolano la cooperazione degli Stati con i tribunali penali internazionali ad hoc e con la Corte penale internazionale.

Diritto penale e procedura penale

Concussione 2. Induzione indebita a dare o promettere utilità

Giacomo Forte

Viene esaminata la struttura del delitto di induzione indebita a dare o promettere utilità, così come introdotto dalla l. 6.11.2012, n. 190. Si tratta in particolare del delitto di cui all’art. 319 quater c.p. che punisce le forme meno gravi di concussione poste in essere tanto dal pubblico ufficiale che dall’incaricato di un pubblico servizio, frutto dello scorporo della condotta di induzione dalla originaria previsione nell’art. 317 c.p. La norma in questione si caratterizza, inoltre, come dato assolutamente innovativo, per la previsione della punibilità del privato che aderisce alle richieste del pubblico agente. Viene infine analizzata la problematica relativa alla distinzione fra il delitto di induzione indebita ed il delitto di corruzione posto che è con riferimento al delitto in esame che si porranno non pochi problemi applicativi, pur con la precisazione che, a differenza di quanto avveniva in passato, resta ferma in tutti i casi la punibilità del privato.

Diritto processuale civile e delle procedure concorsuali

Titolo esecutivo europeo

Elena D'Alessandro

La voce analizza il regolamento concernente il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati applicabile dal 21 ottobre 2005 in tutti gli Stati membri con l’eccezione della Danimarca. La voce dà conto dei problemi interpretativi suscitati dal tenore delle disposizioni regolamentari così come di quelli derivanti dal coordinamento tra il testo del regolamento n. 805 del 2005 e le disposizioni nazionali di diritto processuale civile.

Diritto tributario

Ingiunzione

Antonio Guidara

Le ingiunzioni fiscali, che riguardino pretese fiscali, sono atti della riscossione, che consentono l’acquisizione coattiva delle somme pretese da altri atti (impositivi e/o sanzionatori), ma anche, in via residuale, da essi stessi determinate (in tal caso svolgono anche funzione di accertamento). Di esse si definisce l’ambito di operatività, la disciplina essenziale, le caratteristiche peculiari e si individua il giudice cui devolvere le relative controversie.