Diritto costituzionale

Abrogazione

Giuseppe Ugo Rescigno

Abrogare va distinto da modificare, sostituire, integrare, derogare, perché di per sé è un mero togliere; vanno distinte secondo tradizione e secondo le disposizioni del codice civile l’abrogazione espressa da quella tacita e da quella per rinnovazione di materia, spiegando sia le somiglianze che giustificano l’uso del medesimo sostantivo sia le significative differenze che giustificano l’aggettivazione

Ambiente

Fulvio Costantino

L’ambiente è stato espressamente menzionato nella Costituzione solamente nel 2001, e unicamente in riferimento al riparto di competenze legislative tra Stato e Regioni. Alla dottrina e alla giurisprudenza, in particolare costituzionale, è toccato il compito, sempre più urgente con l’accrescere dell'importanza dell’ambiente nell’ordinamento, di rinvenirne un fondamento nella Costituzione. L’ambiente costituisce così una sfida per i giuristi, alla ricerca di una definizione condivisa, di una collocazione tra i principi e i diritti indicati dalla Costituzione, della delineazione delle materie che lo menzionano e di una ragionevole ricostruzione del riparto di competenze tra Stato e Regioni.

Consiglio Superiore della Magistratura

di Roberto Bonanni

Il Consiglio superiore della magistratura, organo posto dalla Costituzione a presidio dell’autonomia e dell’indipendenza della Magistratura ordinaria da ogni altro Potere dello Stato, è esaminato con particolare riguardo alla sua composizione, ai criteri di elezione dei suoi membri, alle competenze e ai provvedimenti dallo stesso adottati nei riguardi dei magistrati. In riferimento a questi ultimi si sono poste problematiche circa la sottoposizione dei medesimi alla giurisdizione amministrativa e in ordine ai limiti della loro sindacabilità, dovendo essere tutelati sia la posizione di rilievo costituzionale del Consiglio sia le situazioni giuridiche soggettive dei singoli magistrati.

Autonomie sociali e territoriali

Giuseppe Allegri

Il tema delle autonomie sociali e territoriali permette di indagare l’evoluzione dello Stato costituzionale contemporaneo con una maggiore attenzione nei confronti degli spazi di “autonomia” delle formazioni sociali e degli enti territoriali. In questa sede si approfitta per presentare il dettato dell’art. 2 Cost. nella relazione con il pluralismo sociale e l’art. 5 Cost. in rapporto con il pluralismo istituzionale. Si segnala quindi il ruolo del principio di sussidiarietà orizzontale e verticale nella distribuzione di potere e azione amministrativa nelle forme di governo multilivello, tra locale e Unione europea, quindi tra società che si auto-organizza e istituzioni pubbliche. Per finire con uno sguardo sulle possibilità di una relazione virtuosa tra processi democratici, cooperazione sociale e solidarietà collettiva.

Consigli giudiziari

Roberto Bonanni

I Consigli giudiziari (e il Consiglio direttivo della Corte di Cassazione limitatamente a quest’ultima), organi decentrati che svolgono attività per il funzionamento dell’autogoverno della magistratura in ogni distretto di Corte d’appello e in ausilio del Consiglio Superiore della Magistratura, sono esaminati con particolare riguardo alla loro composizione, ai criteri di elezione dei membri, alle competenze e al ruolo sempre più rilevante dagli stessi ricoperto, anche con riferimento alla componente non togata.

Consuetudine costituzionale

Giuseppe Ugo Rescigno

Usando la distinzione tra regola e regolarità ed il concetto e la pratica della opinio, si mostra: a) che le tradizionali definizioni delle consuetudini giuridiche nascono nel diritto privato e conservano le loro caratteristiche peculiari in tale diritto; b) che anche nel diritto privato e comunque in generale bisogna distinguere tra il fatto “regolarità” ed il modo con il quale il sistema giuridico risponde (modo che è diverso da ordinamento ad ordinamento e secondo la materia); c) che nel diritto pubblico prevale la parola prassi e che diverse possono essere le risposte giuridiche nei confronti delle prassi; d) che il ridotto numero dei soggetti costituzionali e degli eventi significativi nella vita costituzionale, facilmente collocabili nel tempo e nello spazio, imprimono alle regolarità in esso presenti caratteristiche (e nomi) specifici, fino al punto che diventa difficile o impossibile distinguere tra vere e proprie consuetudini giuridiche e fatti normativi che non sembrano consuetudini; e) che l’affermarsi ormai unanimemente condiviso e l’espandersi dei principi costituzionali non scritti costituisce oggi il modo prevalente attraverso cui l’opinio juris et necessitatis e il conseguente usus si manifesta, assorbendo la tematica delle consuetudini nel diritto costituzionale; f) che infine in tutte le questioni esaminate l’elemento dominante è proprio l’opinio, e naturalmente nel diritto l’ opinio juris et necessitatis, che talvolta assorbe in sé l’usus, e che comunque costituisce il cuore e l’anima di tutto il diritto nelle sue diverse e complesse manifestazioni.

Convenzioni costituzionali

Giuseppe Ugo Rescigno

Usando la distinzione tra regola e regolarità ed il concetto e la pratica della opinio, si mostra: a) che nel diritto pubblico è presente la parola prassi e che diverse possono essere le risposte giuridiche nei confronti delle prassi; 2) che nel diritto costituzionale in particolare esistono regole non giustiziabili e non coercibili, quindi non giuridiche, che possono essere chiamate, seguendo la terminologia inglese, convenzioni costituzionali, essenziali per comprendere la dinamica costituzionale; 3) che le convenzioni costituzionali sono regole di comportamento dei e tra i soggetti della dinamica costituzionale, create, modificate, tolte, obbedite per ragioni politiche mediante accordi non formalizzati; 4) che in ogni caso non possono essere qualificate convenzioni costituzionali regole sulla cui base vengono adottati atti giuridici e prodotte conseguenze giuridiche; 5) che si danno quattro tipi di convenzioni costituzionali; 6) che anche rispetto alle convenzioni costituzionali, come rispetto alle consuetudini giuridiche, come in generale rispetto alle conseguenze che il sistema ricollega alle prassi o regolarità constatate, decisiva è l’opinio che accompagna tali prassi o regolarità.

Decreto-legge

Antonello Ciervo

Viene esaminato l’istituto giuridico del decreto-legge, così come statuito all’articolo 77 della Costituzione e all’articolo 15 della legge 23.8.1988, n. 400. L’analisi verte sul raffronto tra la previsione costituzionale e la prassi, in una prospettiva diacronica, al fine di mettere in evidenza gli usi e gli abusi dell’istituto da parte dell’esecutivo, in particolare nel corso degli ultimi due decenni.

Diritti politici

Giovanni Bianco

Il contributo muove da brevi cenni sulla storia dei diritti politici, soffermandosi poi sul riconoscimento di essi nell’ordinamento costituzionale italiano, con particolare attenzione alla giurisprudenza costituzionale e anche al quadro normativo europeo. Inoltre, argomento dibattuto e controverso che è approfondito è quello della estensione della titolarità dei diritti politici anche agli stranieri.

Diritto di resistenza

Antonello Ciervo

Viene esaminato l’istituto giuridico del diritto di resistenza in una prospettiva costituzionalistica che tenga conto anche della più generale riflessione giusfilosofica sull’argomento. In particolare, viene affrontato il problema della pensabilità giuridica di un diritto che, per sua natura, risulta fortemente legato alla concretezza dei rivolgimenti storici e che, assai spesso, è stato assimilato alla disobbedienza civile. Una specifica attenzione, inoltre, viene dedicata all’analisi del dibattito in sede di Assemblea costituente sulla necessità di introdurre, nell’ordinamento costituzionale italiano, il diritto di resistenza in caso di abuso di potere da parte delle istituzioni repubblicane. In particolare, l’autore si sofferma sulle ragioni giuridiche che hanno indotto i costituenti ad escludere un riconoscimento formale al diritto in questione all’interno del testo costituzionale vigente, dando altresì atto dei successivi tentativi della dottrina giuridica di desumere comunque il diritto di resistenza dagli artt. 1 e 3, co. 2, Cost.

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