Diritto penale e procedura penale

Appello

Giorgio Spangher

Esaurito il giudizio di prima istanza, il controllo sia di merito, sia di legittimità è conferito ad un giudice di seconda istanza. Si tratta di quello che, tradizionalmente definito appello, configura il c.d. doppio grado di giurisdizione. Ancorché questa regola non sia ritenuta un principio costituzionalmente garantito, l’appello conserva una sua tradizionale forza ed una solidità strutturale che ne rendono problematica l’eliminazione o la compressione.

Appropriazione indebita

Andrea Francesco Tripodi

L’analisi si focalizza sugli elementi descrittivi e normativi della fattispecie di cui all’art. 646 c.p. e segue un percorso metodologico di tipo sistematico, volto a evidenziare specificità e interrelazioni dello schema tipico prescelto dal legislatore rispetto alla categoria dei delitti contro il patrimonio.

Associazione di tipo mafioso

Dinacci Elvira

L’indagine si sofferma sulla struttura della fattispecie associativa di cui all’art. 416 bis c.p., incentrandosi sui mezzi e sui fini perseguiti dagli associati. Elemento tipico e fulcro fondante della norma è il metodo mafioso, la cui caratteristica consiste nella carica intimidatrice del vincolo associativo, da cui conseguono le condizioni di assoggettamento e di omertà.

Associazione per delinquere

Giancarlo Leineri

Viene esaminata la struttura del delitto di associazione per delinquere ex art. 416 c.p., oggi considerato come un irrinunciabile strumento idoneo a fronteggiare le più svariate forme di manifestazione della criminalità organizzata comune. La trattazione fornisce in particolare una panoramica delle posizioni assunte in dottrina e in giurisprudenza circa il concetto di contributo di “partecipazione”e i rapporti tra reato associativo e reato continuato.

Azione penale

Mariaivana Romano

Sebbene rappresenti solo il preludio di una complessa attività processuale contemplata dalla legge nel rispetto ed a garanzia dei diritti fondamentali dell’individuo, l’azione penale è autonoma espressione di alcuni dei più importanti principi cui è ispirato il nostro ordinamento.

Casellario giudiziale

Italia Izzo

Viene esaminata la disciplina del casellario giudiziale come modificata dal «Testo unico delle disposizioni in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti» (d.P.R. n. 313/2002) che ha sostituito la regolamentazione contenuta in origine nel codice di procedura penale. Il t.u. individua i provvedimenti iscrivibili nei diversi archivi e fissa sia le modalità di cancellazione delle iscrizioni, sia le condizioni e la procedura per il rilascio dei certificati, nonché la competenza a decidere sulle questioni riguardanti le iscrizioni e i certificati. In una prospettiva di riforma, vengono pure evidenziati gli strumenti normativi che l’Unione europea ha adottato per creare un casellario giudiziario europeo attraverso la progressiva interconnessione degli archivi nazionali.

Circonvenzione di persone incapaci

Francesca Rocchi

Viene esaminato il delitto di circonvenzione di persone incapaci, previsto e punito all’art. 643 c.p., sia attraverso una illustrazione analitica dei suoi elementi tipici essenziali – l’abuso dello stato di minorazione e debolezza psichica di minori d’età, infermi di mente e deficienti psichici e la conseguente induzione al compimento di un atto avente effetti giuridici dannosi per l’incapace o per terzi –, così come interpretati dalla prevalente dottrina e giurisprudenza; sia attraverso un’indagine sistematica, mettendolo in rapporto con le altre ipotesi delittuose che possono apparentemente concorrere con questo reato, per delimitarne gli elementi peculiari e distintivi.

Citazione diretta a giudizio

Giulio Garuti

Viene esaminata, da un punto di vista vuoi strutturale vuoi funzionale, il procedimento per citazione diretta a giudizio che, pur non appartenendo all’insieme dei “procedimenti speciali” in senso stretto, si caratterizza comunque, rispetto al rito ordinario, per una serie di particolarità, portatrici, talvolta, soltanto di una semplificazione processuale, tal’altra, invece, di un abbassamento delle garanzie procedurali.

Concorso esterno nel reato di associazione di tipo mafioso

Elvira Dinacci

Viene esaminata la ricostruzione “necessitata” da esigenze reali indifferibili, operata in sede applicativa dal massimo organo nomofilattico, di formulare in termini astratti e generali la fattispecie di concorso esterno in associazione mafiosa. La centralità della ricostruzione si ancora all’effettiva rilevanza causale da attribuire al contributo punibile nella fattispecie plurisoggettiva eventuale ex art. 110 c.p. in relazione alla conservazione o al rafforzamento dell’associazione criminale.

Concorso eventuale nel reato associativo

Elvira Dinacci

Viene esaminata, alla luce delle molteplici elaborazioni dottrinali e dei numerosi precedenti giurisprudenziali, la dibattuta e controversa figura del concorso eventuale nei reati associativi, con particolare riguardo all’operatività e conseguente applicabilità della normativa generale disciplinante il concorso di persone nel reato (artt. 110 e ss. c.p.) alle fattispecie necessariamente plurisoggettive.

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