Diritto processuale civile e delle procedure concorsuali

Accertamenti incidentali

Sergio Menchini

Gli accertamenti incidentali, che sono presi in considerazione, in modo espresso, dall’art. 34 c.p.c., rappresentano un capitolo, forse il più importante, della disciplina della pregiudizialità nel processo civile. Il contributo esamina questa disciplina, illustrando la nozione di questione pregiudiziale di merito, anche nei rapporti con l’oggetto del processo, la cognizione incidentale delle situazioni giuridiche pregiudiziali in senso tecnico, i presupposti della causa di accertamento incidentale e le relative regole processuali.

Adozione

Filippo Danovi

La voce analizza le trame portanti del procedimento di adozione e dei procedimenti che ne costituiscono lo speciale presupposto legittimante. Viene così esaminata dapprima la disciplina del procedimento per la dichiarazione dello stato di adottabilità del minore in situazione di abbandono; quindi quella del procedimento volto a disporre l’affidamento preadottivo; e infine illustrato il procedimento di adozione, ad esito del quale viene data vita al nuovo status di filiazione. Cenni conclusivi sono dedicati alle ipotesi di adozione in casi particolari (art. 44 l. adozione) e al procedimento previsto per l’adozione delle persone maggiori di età (artt. 291 ss. c.c.).

Amministrazione di sostegno

Enzo Vullo

Il procedimento di apertura dell’amministratore di sostegno, procedimento sulla cui natura si dibatte in dottrina e in giurisprudenza, si instaura con ricorso davanti al giudice tutelare del luogo dove il beneficiario ha la residenza o il domicilio. Dopo una fase preliminare in cui il p.m. può chiedere il rigetto nel merito dell’istanza, il giudizio prosegue con l’audizione del beneficiario e l’eventuale assunzione di altri mezzi istruttori, concludendosi con un provvedimento avente forma di decreto. Tale decreto è soggetto ai mezzi di impugnazione previsti dall’art. 720 bis c.p.c.: precisamente, tale provvedimento è reclamabile davanti alla corte d’appello ai sensi dell’art. 739 c.p.c.; il decreto con cui la corte d’appello decide sul reclamo è a sua volta ricorribile in Cassazione. Infine, l’art. 413 c.c. indica i presupposti sostanziali e la disciplina processuale della cessazione per revoca dell’amministrazione di sostegno, nonché della sostituzione dell’amministratore stesso.

Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi

Stefania Pacchi

Viene esaminata la procedura di amministrazione straordinaria quale strumento di regolazione della crisi d’impresa alternativo al fallimento. È una procedura concorsuale amministrativo-giudiziaria. Si analizzano i presupposti, l’iter procedurale, gli indirizzi, gli effetti e gli organi. L’istituto in esame trova la sua prima definizione nel d.l. 30.1.1976, n. 26, conv. in l. 3.4.1979, n. 95. Il quadro normativo è stato più volte modificato: con il d.lgs. 30.7.1999 n. 270, con il d.l. 23.12.2003, n. 347, conv. in l. 18.2.2004, n. 39; con il d.l. 28.8.2008, n. 13. conv. in l. 27.10.2008, n. 166 e da ultimo con il d.l. 13.5.2011, n. 70, conv. in l. 12.7.2011, n. 106.

Appello [dir. proc. civ.]

Sergio Chiarloni e Marco Russo

L’attuale disciplina dell’appello civile è esaminata con particolare riferimento al nuovo volto che il legislatore degli ultimi anni ha inteso attribuire al giudizio di secondo grado, accentuandone la funzione di revisio prioris instantiae (rispetto al carattere tradizionale di novum iudicium, ancora predominante sino alla riforma introdotta dalla l. n. 353/1990) e la velocità della trattazione, sia pure al costo – come è avvenuto con il criticato “filtro” ex artt. 348 bis e ter c.p.c. – di attenuarne l’attitudine a costituire un processo giusto.

Arbitrato internazionale

Cesare Cavallini

Con la presente voce viene esaminato, con riferimento ai profili e alle problematiche principali, l’istituto dell’arbitrato internazionale, che può essere considerato a tutti gli effetti un terzo genere di arbitrato, distinto rispetto a quello domestico ed estero, e che conosce una sempre maggior diffusione quale strumento di risoluzione delle controversie sorte tra le parti aventi nazionalità diversa.

Arbitrato irrituale

Cesare Cavallini

L’arbitrato irrituale ha recentemente trovato un’espressa previsione nel quadro normativo del codice di rito. Nonostante la perdurante incertezza in merito all’inquadramento dogmatico di uno strumento, tout court negoziale, comunque preordinato a dare attuazione (e, quindi, tutela) ai diritti patrimoniali, la nuova disciplina tenta di comporre le pur ontologiche differenze con l’arbitrato rituale, innanzi tutto riconoscendo che la composizione degli interessi in conflitto per il tramite dell’arbitrato irrituale avvenga mediante un processo vero e proprio. Diversa rimane la «natura» del lodo e gli effetti che da questo derivano, come effetti voluti dagli stessi compromittenti: in quanto «contratto», il lodo irrituale, ad esempio, non può essere omologato e riconosciuto all’estero ai sensi della Convenzione di New York del 1958.

Arbitrato rituale. Convenzione arbitrale e arbitri

Cesare Cavallini

Si intende sinteticamente offrire un quadro generale della normativa in vigore dettata dal codice di rito in tema di arbitrato rituale – con speciale riguardo ai profili relativi ai rapporti con il processo, alla convenzione d’arbitrato e agli arbitri – sollecitando il Lettore con l’accenno di solo alcuni dei molti spunti critici creati dalla stessa legge e alimentati dall’evolversi di dottrina e giurisprudenza.

Arbitrato rituale. Procedimento

Cesare Cavallini

Si intende sinteticamente offrire un quadro generale della normativa in vigore dettata dal codice di rito in tema di procedimento arbitrale, sollecitando il Lettore con l’accenno di solo alcuni dei molti spunti critici creati dalla stessa legge e alimentati dall’evolversi di dottrina e giurisprudenza.

Arbitrato societario 3. La tutela cautelare

Marcello Gaboardi

Nell’ambito della disciplina dell’arbitrato societario, l’art. 35, co. 5, d.lgs. 17.1.2003, n. 5 prevede il potere del collegio arbitrale di sospendere in via cautelare l’efficacia della delibera assembleare impugnata, imponendo così una deroga – l’unica prevista finora dall’ordinamento – alla regola secondo cui l’adozione delle misure cautelari in sede arbitrale compete esclusivamente all’autorità giudiziaria ordinaria. La compressione del potere cautelare giudiziale nelle ipotesi ora menzionate rinviene, però, una sorta di bilanciamento nell’espressa previsione della competenza del giudice ordinario ad adottare misure cautelari strumentali ad un’azione di merito societaria promossa nelle forme dell’arbitrato irrituale.

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