Diritto tributario

Accertamento con adesione e conciliazione giudiziale

Marco Versiglioni

L’adesione e la conciliazione, insieme con l’autotutela, l’acquiescenza e l’interpello, costituiscono i segni più evidenti del rinnovato favor verso l’attuazione consensuale della norma tributaria che il legislatore ha manifestato sin dai primi anni ‘90 e continua tuttora a manifestare introducendo nuovi istituti (quali l’adesione al verbale, l’adesione all’invito, il reclamo e la mediazione) finalizzati a rendere velocemente certo e stabile il tributo controverso. Al cospetto del dogma dell’indisponibilità si aprono tre principali metodiche ricostruttive del fenomeno. Due di esse spiegano l’adesione e la conciliazione “in continuità storica” con il passato e ripropongono il conflitto, antico, tra la tesi, strettamente privatistica, del contratto di transazione, che qualifica le nuove norme deroghe al dogma dell’indisponibilità, e la tesi, marcatamente autoritativa, dei modi/moduli consensuali di accertamento, ciò consentendo di preservare l’integrità del dogma dell’indisponibilità. L’altra metodica, muovendo, invece, dall’idea di un “nuovo corso” fondato sul rivolgimento copernicano realizzato dalla legge 7.8.1990, n. 241, vede nell’innovata adesione e nella nuova conciliazione la struttura dogmatica dell’accordo amministrativo tributario, idoneo a convivere con un’inedita tipologia ‘rovesciata’ dell’indisponibilità (peraltro estranea sia alla discrezionalità amministrativa, sia alla discrezionalità tecnica).

Addizionali e sovrimposte

Luca Peverini

Si fornisce la definizione di addizionali e quella di sovrimposte per poi individuare entro quali limiti il legislatore può ricorrere a tali istituti ed entro quali limiti l’interprete può avvalersi di tali categorie. Il lavoro si conclude con l’analisi di alcune specifiche ipotesi di addizionali e di sovrimposte, particolarmente interessanti per gli spunti di riflessione da esse offerti.

Agenzie fiscali

Valeria Nucera

Viene illustrata l’istituzione delle Agenzie fiscali nel quadro della riorganizzazione dell’Amministrazione finanziaria di cui al d.lgs. n. 300/1999, approfondendone la natura ed i profili organizzativi e funzionali nonché le conseguenze, soprattutto di ordine processuale, connesse alla loro entrata in funzione.

Agevolazioni fiscali

Antonio Guidara

Si definiscono le agevolazioni fiscali e se ne analizzano i principali interventi legislativi, principi costituzionali, profili procedimentali e processuali.

Aiuti di stato

Agostino Ennio La Scala

Vengono esaminati i principali profili giuridici, sostanziali e procedurali, in materia tributaria, dell’applicazione del divieto di aiuti di Stato sancito nel Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), analizzando gli elementi strutturali del concetto di “aiuto”, nonché le problematiche essenziali in tema di recupero degli aiuti dichiarati incompatibili con la decisione della Commissione europea. Esula dall’indagine lo studio delle questioni relative alla compatibilità delle misure agevolative coi principi costituzionali interni (artt. 3 e 59 Cost.).

Anagrafe tributaria

Christian Califano

Viene esaminata la struttura e la funzione dell’anagrafe tributaria, concepita come archivio unico nazionale, funzionale all’accertamento tributario. Anche attraverso una ricostruzione storico-evolutiva, sono analizzate le disposizioni normative che hanno condotto all’ampliamento degli atti e dei documenti in cui deve essere indicato il codice fiscale, e, conseguentemente, alla progressiva crescita dei dati contenuti nell’anagrafe tributaria. L’aumento dei flussi informativi ha generato un significativo potenziamento dell’impiego dell’anagrafe nell’attività di controllo, accertamento e riscossione, ma anche problematiche legate al trattamento dei dati personali.

Capitale. Redditi

Giuseppe Corasaniti

L’art. 44 d.P.R. 22.12.1986, n. 917 (TUIR) non definisce espressamente la categoria dei redditi di capitale, limitandosi ad elencare, attraverso un metodo casistico e puntuale, una serie di fattispecie produttive di proventi qualificabili come redditi di capitale. L’elemento comune di tale categoria è indicato nella lett. h) dell’art. 44 TUIR che annovera, tra i redditi di capitale, gli interessi e gli altri proventi derivanti da altri rapporti (non indicati espressamente nelle precedenti lettere del medesimo articolo) aventi per oggetto l’impiego di capitale, esclusi i rapporti attraverso cui possono essere realizzati differenziali positivi o negativi in dipendenza di un evento incerto. Nella categoria dei redditi di capitale si annoverano sia gli interessi e i proventi derivanti da “rapporti di finanziamento” sia gli utili derivanti da “rapporti di partecipazione” ad iniziative economiche altrui, nonché i proventi derivanti fattispecie ad essi assimilati, come i redditi derivanti da contratti di cointeressenza propria, i compensi per fideiussioni od altre garanzie.

Commissioni tributarie

Antonio Uricchio

Sorte come organi amministrativi investite di funzioni di accertamento di secondo grado, le Commissioni tributarie solo col tempo hanno assunto la natura di organi giurisdizionali. Dopo avere ricostruito la disciplina dal momento della loro istituzione alle ultime riforme, la voce analizza i profili di costituzionalità, la composizione degli organi giudicanti, i profili di incompatibilità, le prospettive di riforma.

Diritto tributario

Augusto Fantozzi

Diritto tributario può definirsi, il complesso di norme e di principi che presiedono all’istituzione e all’attuazione del tributo. Nella voce si esamina la sua evoluzione storica, si ripercorrono i passaggi che ne hanno sancito l’autonomia dagli altri settori del diritto e si indicano i principi fondamentali della disciplina vigente.

Condono tributario

Giuseppe Ingrao

Il condono fiscale rappresenta un istituto di carattere temporaneo ed eccezionale, con efficacia retroattiva, che consente di definire in modo agevolato i rapporti tributari non ancora esauriti, mediante la corresponsione di una somma di denaro inferiore al quantum a titolo di tassazione ordinaria, con contestuale abbandono della pretesa sanzionatoria. Il continuo susseguirsi di leggi istitutive di condoni fiscali, in particolar modo nel periodo compreso tra il 1970 e il 2002, ha determinato la sovrapposizione tra tassazione ordinaria e tassazione per condono, con evidenti disparità di trattamento tra contribuenti che hanno aderito alle definizioni agevolate e contribuenti che hanno assolto i tributi in modo ordinario. I profili di illegittimità costituzionale, i limiti recentemente imposti dalla giurisprudenza europea, nonché l’evoluzione delle procedure di accertamento e riscossione dei tributi, dovrebbero, comunque, aver definitivamente determinato l’espunzione del condono tra gli strumenti di politica fiscale italiana.

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