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Giustizia senza confini. Studi offerti a Federico CarpiAA.VV
Giustizia senza confini. Studi offerti a Federico Carpi
Bononia University Press
Bologna, 2012, pp. 9-499
 

L’opera collettanea qui segnalata è composta dai contributi che gli allievi della scuola bolognese dedicano al loro Maestro Prof. Federico Carpi.
In ogni singolo saggio i vari Autori trattano ed approfondiscono argomenti a cui Federico Carpi durante la sua carriera accademica ha dedicato assiduamente e proficuamente i propri studi. Tali argomenti spaziano dal diritto processuale civile italiano e comunitario al diritto dell’arbitrato fino al diritto comparato.
Nella parte iniziale dell’opera vi è una breve prefazione di Michele Taruffo, nella quale quest’ultimo fornisce un ritratto della personalità sia professionale che umana di Federico Carpi, ricordando l’impegno profuso dal medesimo sia a livello internazionale (visti i ruoli direttivi che Carpi ha ricoperto nell’International Association Procedural Law, fra cui ultimamente anche la Presidenza) che nazionale (soprattutto prima con il ruolo di Segretario ed ora di Presidente dell’Associazione fra gli Studiosi del Processo Civile) alla discussione ed approfondimento dei temi di maggior rilevanza per la Giustizia civile.
Nel dettaglio all’interno dell’opera il diritto dell’arbitrato è sotto l’attenzione di Caterina Arrigoni, Elena Granata ed Elena Zucconi Galli Fonseca che nell’ordine analizzano i profili attinenti: 1) alla natura giuridica dell’arbitrato “irrituale” così come introdotto dalla novella del 2006 all’interno dell’art. 808 ter. c.p.c.; 2) all’accesso alla tutela cautelare italiana nel caso di arbitrato estero (cioè di arbitrato con sede situata fuori dall’Italia e che assume forza all’interno dell’ordinamento italiano sia in virtù degli artt. 839 – 840 c.p.c. sia della Convenzione di New York del 1958 sul riconoscimento ed esecuzione delle sentenze arbitrali straniere); 3) al tema ancora oggi irrisolto dei “limiti soggettivi” del lodo arbitrale (indicando anche i criteri di individuazione dei terzi a cui il lodo arbitrale estende i propri effetti e dei mezzi di tutela che sono a loro disposizione). Interessanti riflessioni sempre in tema di arbitrato - anche se riguardanti il settore delle controversie lavorative e quello comunitario – sono quelle sviluppate da Domenico Borghesi che si occupa di descrivere ed indicare i nodi critici della nuova normativa sulla Conciliazione e Arbitrato nelle controversie lavorative (L. 4 novembre 2010, n. 183 conosciuta anche come Collegato Lavoro), e da Carlo Rasia il quale affronta “criticamente” la dibattuta questione dell’esclusione dall’ambito soggettivo del Reg. CE 22 dicembre 2000, n. 44/2001 (concernente la competenza-giurisdizionale e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciali, conosciuto anche come Reg. Bruxelles I) della materia dell’arbitrato, la quale è stata confermata dalla proposta di revisione a tale Regolamento formulata dalla Commissione Europea nel 2010 (ad onor di cronaca tale esclusione è stata definitivamente accolta all’interno dell’art. 1 lett. d) del nuovo Regolamento che a partire dal 10 gennaio 2015 sostituirà il Reg. Bruxelles I, qual è Reg. CE 12 dicembre 2012, n. 1215 noto anche come Reg. Bruxelles I bis., e che non è stato preso in considerazione dall’Autore in questione perché approvato in data successiva alla pubblicazione dell’opera qui recensita).
Un ampio spazio è dedicato al diritto processuale civile comunitario, con il contributo di Paolo Biavati volto a fornire un quadro esaustivo dei rapporti che intercorrono tra gli organi giudiziari esistenti all’interno dei singoli Stati membri da un lato e le Corti europee (cioè Corte europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali di Strasburgo e Corte di giustizia dell’Unione europea di Lussemburgo) circa il modo con cui proteggono i diritti fondamentali dei cittadini dell’UE. In particolare Biavati sottolinea l’importanza del Trattato di Lisbona sul funzionamento dell’Unione Europea (cd. TFUE) firmato il 27 dicembre 2007 ed entrato in vigore il 1 ° dicembre 2009 e su come tale normativa interagisca al fine della protezione dei diritti fondamentali con la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (cd. CEDU) vista l’adesione dell’Ue a quest’ultima proprio in forza dell’art. 6 TFUE. A seguire vi è il saggio di Roberto Bonatti sul ruolo degli organi di Giustizia dell’UE (non solo delle due Corti di Strasburgo e Lussemburgo, ma anche del Tribunale di primo grado e della funzione pubblica) e sul loro modo di interloquire con i giudizi nazionali, dopo l’entrata in vigore del citato Trattato di Lisbona. Seguono i saggi di Michele Angelo Lupoi sulle innovazioni che la già citata proposta della Commissione europea del 2010 vuole apportare al Reg. Bruxelles I sul tema della “giurisdizione” innovando in particolare la clausola di proroga della medesima, la litispendenza comunitaria e la concessione delle misure cautelari e provvisorie (novità, che a loro volta, sono rinvenibili all’interno del già richiamato Reg. Bruxelles I bis. in vigore dal 10 gennaio 2015), e di Giovanni Porcelli che nel dedicarsi al problema assai frequente nel processo civile (o almeno per quello italiano) qual è quello della sua ragionevole durata, affronta le conseguenze ed i rimedi nel caso di “durata irragionevole” non solo del processo italiano per mezzo della nota Legge Pinto del 2001 (L. n. 89/2001), ma anche di quello “comunitario” che si svolge innanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo e alla Corte di giustizia dell’UE di Lussemburgo.
Sul piano del diritto processuale comparato, vi sono le considerazioni di: Maria Giulia Cannella sulla “contrattualizzazione” del processo civile italiano, quale tema derivante dall’esperienza francese dalla quale l’autrice prende spunto per soffermarsi in particolar modo sul cd. calendario del processo ex art. 81 bis. disp. att. c.p.c. (esempio emblematico di tale contrattualizzazione); Daniela Cavallini sulle modalità con cui si assicura nell’UE “l’indipendenza” dei giudici dagli altri poteri (con particolare attenzione rivolta al ruolo ricoperto in tale contesto dalle venti reti giudiziari esistenti a livello europeo); Elena Frascaroli Santi che con il suo saggio fa una comparazione fra le varie discipline esistenti a livello internazionale per le procedure concorsuali riguardanti quei debitori che non sono imprenditori commerciali concentrandosi in particolare sulla realtà italiana caratterizzata dall’accesso da parte dell’imprenditore agricolo agli accordi di ristrutturazione dei debiti e alla transazione fiscale di cui agli artt. 182 bis. e ter. Legge Fall. e sulla legge della composizione della crisi da sovra indebitamento per il consumatore (L. 27 gennaio 2012, n. 3), auspicando che anche in Italia vi sia la riunificazione in un unico corpus normativo della disciplina delle procedure concorsuali sui debitori (siano essi imprenditori commerciali o non, o consumatori). Invece Stefania Spolidoro e Gian Franco Ricci trattano la tutela processuale del diritto d’autore (sotto il profilo dell’esibizione dei documenti di prova), e la formazione della prova scientifica quale strumento volto a consentire al giudice di ricercare la verità dei fatti processuali, traendo spunto rispettivamente dalle direttive comunitarie la prima e dall’esperienza statunitense il secondo.
Infine vi sono anche ampie riflessioni su temi di diritto processuale civile italiano, come quelle contenute nei saggi di: Brunella Brunelli sull’informatizzazione del processo civile italiano alla luce delle susseguirsi di normative che si sono approvate nel decennio 2001-2010 e dalle esperienze pratiche dei tribunali di Bologna con la digitalizzazione degli adempimenti di cancelleria, e di Milano con la digitalizzazione del procedimento d’ingiunzione; di Andrea Graziosi in merito alla celebre distinzione nel contesto del giudizio che si celebra davanti alla Corte di Cassazione tra errores in procedendo ed errores in iudicando a cui segue un approfondimento dell’Autore sul <<giudizio di fatto>> da parte della medesima Corte; di Alessandro Nascosi sul quello speciale mezzo d’impugnazione nel processo del lavoro rappresentato dall’appello con riserva dei motivi; ed in conclusione di Lea Querzola sui nodi problematici della giustizia minorile in Italia, rappresentati essenzialmente dalla qualità di “parte” del minore nel processo, dal ruolo che vi assolve il suo difensore, dagli accertamenti disposti dal tribunale per i minori nei riguardi dei suoi familiari, ed infine dalle modalità di audizione dello stesso minore nel processo.
 

Alfonso Cerrato

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Con la sua monografia Alessandro Nascosi fornisce un utile contributo allo studio della distribuzione della somma ricavata al termine dei vari procedimenti di espropriazione forzata.