῾Abdu 'ṣ-Ṣamad (o Khvāǧa ῾Abdu 'ṣ-Ṣamad). -
Sa῾dī ‹sa῾dìi›, Muṣliḥ ad-dīn. - Poeta persiano (n. Shīrāz inizio sec. 13º - ivi 1291 circa). Completati gli studî a Baghdād, dove rimase fino al 1226, compì numerosi viaggi in Medio Oriente, per tornare poi nel 1256 nella sua città natale. Autore di
Qā'ānī ‹ḳaanìi›. - Poeta persiano (Shīrāz 1808 - Teheran 1854). Rimasto orfano giovanissimo, divenne il protetto del principe di Shīrāz, Shugiā῾ as-Salṭāna (1823); successivamente il sovrano qāgiār, Muḥammad Shāh, lo nominò poeta di corte. Grazie agl
Karī´m Khā´n. - Sovrano persiano (n. 1705 - m. Shīrāz 1779). Giunse all'effettivo dominio sulla Persia nel torbido e anarchico periodo tra la morte di Nādir Shah (1747) e l'avvento dei Cagiari (1779); non portò mai ufficialmente il titolo di scià, ma
Samad Said ‹-ád saìd› (propr. Abdul Samad bin Said). - Scrittore malese (n. Belimbing Dalam, Malacca, 1935). Ha dato un contributo fondamentale alla letteratura malese contemporanea con raccolte di versi e racconti brevi, scritti saggistici, e numero