al-Fārā´bī, Abū Naṣr Muḥammad (latinizz. Alfarabius, it. Alfarabi o Alfaràbio). -
Ibn Abi U¿aybi¿a <... u¿àìbi¿a>. - Scrittore e medico arabo musulmano (Damasco 1200 circa - ¿arkhad, Palestina, 1270). Di grande importanza per la storia della scienza è la sua opera ¿Uyun al-anba' fi tabaqat al-a¿ibba' ("Principali no
Damàscio (gr. Δαμάσκιος, lat. Damascius). - Filosofo neoplatonico di Damasco (seconda metà del sec. 5º - prima metà del 6º d. C.); fu ultimo scolarca della scuola di Atene. Dopo la chiusura della scuola (529) esulò, insieme con Simplicio e con altri,
Giàmblico ('Ιάμβλιχος, lat. Iamblĭchus). - Filosofo neoplatonico (n. Calcide, Celesiria, 250 circa - m. 330 circa). Fu l'iniziatore della scuola neoplatonica di Siria. Scolaro del peripatetico Anatolio e poi di Porfirio, influì fortemente sullo svilu
Nàṣridi (arabo Banū Naṣr). - Dinastia araba della Spagna che regnò a Granada e nel suo territorio fra il 1231 e il 1492, costituendo l'ultimo baluardo musulmano contro il re di Castiglia. Il nome si fa derivare da quello di Yūsuf ibn Naṣr, il cui fig