Acqua borica

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acqua borica Soluzione di acido borico in acqua (quella indicata dalla farmacopea italiana ne contiene il 4%). Si prepara sciogliendo l’acido nell’acqua bollente e si usa, per le sue proprietà antisettiche, per lozioni, gargarismi, collutori, colliri ecc.

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Idrolato

idrolato In farmacia, soluzione contenente i principi attivi di certe piante, che si ottengono distillando acqua in presenza di piante aromatiche o di parti di esse (di qui anche la denominazione di acqua distillata aromatica). Generalmente sono usate radici, rizomi, legno, corteccia, foglie, fiori, semi ecc.; nella distillazione vengono estratti gli oli essenziali, i prodotti aromatici e i principi volatili presenti nelle droghe; gli oli essenziali si separano poi facilmente per decantazione

Fluoborico, acido

fluoborico, acido Acido forte monobasico, HBF4, noto solo sotto forma di soluzione acquosa. Si prepara sciogliendo trifluoruro di boro, BF3, in acqua, a freddo, o l’acido borico in acido fluoridrico concentrato. Si usa, oltre che per preparare sali organici e inorganici, i fluoborati, come catalizzatore in molte reazioni organiche, nella preparazione di bagni galvanici (migliora i prodotti depositati e le rese di corrente), nel decapaggio di metalli, nei trattamenti superficiali del magnesio e delle sue leghe.

Boraciferi, soffioni

boraciferi, soffioni Emissioni di gas endogeni, contenenti acido borico in percentuale sensibile (0,50 g per kg di vapore), ubicate nelle province di Pisa, Grosseto e Siena, dove spesso, per condensazione del vapor d’acqua in piccole cavità crateriformi prodotte dalla fuoriuscita dei gas, danno origine a piccoli laghetti, localmente denominati lagoni. Nel 1827 F. G. de Larderel fondò una società per l’estrazione dell’acido borico dalle acque dei lagoni della Toscana

Sciroppo

sciroppo Soluzione concentrata zuccherina, adoperata in farmacia per mascherare il sapore sgradevole di taluni preparati farmaceutici o anche per mantenere inalterate le proprietà terapeutiche di alcune sostanze. Gli s. si preparano per soluzione a freddo quando le sostanze medicamentose sono volatili o si alterano al calore; altrimenti si preparano a caldo a bagnomaria. A eccezione di quello di mandorle dolci, gli s. devono essere trasparenti, e avere il colore e l’odore delle sostanze usate nella loro preparazione; devono avere una densità di 1,32 g/cm3 (35° Bé) a 15 °C

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