È usato nel senso metaforico di " intenso ", " vivo ", sempre in relazione con luce e lume, che sembra pungere come cosa aguzza, in Pg XVIII 16 Drizza ... ver' me l'agute luci / de lo 'ntelletto; Pd XXII 126 tu dei aver le luci tue chiare e acute, riferito agli occhi liberi da ogni velo, capaci di penetrare fino alle verità più profonde: in questo caso a. è da intendere allegoricamente col Buti come detto delle " luci mentali " e quindi come " sottili a discernere e a vedere la viltà del mondo "; XXVI 70 a lume acuto si disonna; XXVIII 17 raggiava lume / acuto sì, che 'l viso... / chiuder conviensi per lo forte acume.
Detto di sentimenti o di facoltà dell'animo, ha ancora il senso di " intenso ", in Pg XVIII 106 O gente in cui fervore aguto adesso / ricompie forse negligenza; XXIV 110 per fare esser ben la voglia acuta, / tien alto lor disio; XXV 84 memoria, intelligenza e volontade / in atto molto più che prima agute, dopo la morte più " attive " (contrapposto a mute del v. 82, " inattive "). In If XXVI 121 Li miei compagni fec'io sì aguti / ... al cammino, è usato nel senso di " bramosi ", " volenterosi ", e quindi " alacri e pronti " al viaggio oltre le colonne d'Ercole.
In If XXX 99 per febbre aguta gittan tanto leppo, ha il valore di " molto alta e violenta " (" Quando la febbre è ‛ intra vasa ', dentro alle veni, nel sangue, or questa è la mala febbre: questa è detta ‛ febbre aguta '", Giordano da Pisa Pred., ed. Narducci, 238).