Nel febbraio 1102, eletto antipapa, nella chiesa dei Santi Apostoli, come secondo successore di Clemente III, dopo la cattura di Teodorico vescovo di Albano, procurò di sostenersi presso la chiesa di S. Marcello, roccaforte del partito guibertino, con l'aiuto di Giovanni figlio di Odolinda e del cardinale Romano. Quivi, però, cadde, per tradimento di Giovanni, nelle mani dei seguaci di Pasquale II, e fu rinchiuso nel monastero di S. Lorenzo in Aversa, ove finì i suoi giorni.
Fonti e Bibl.: C. Baronio, Annales ecclesiastici,XVIII, Lucae 1746, nn. X-XIII, pp. 89 s.; J. Mabillon, Annales Ordinis S. Benedicti,V, Lucae 1740, pp. 390, 456; Monumenta Gerni. Hist., Libelli de lite,II, Hannoverae 1892, pp. 405,409 s.; Liber Pontificalis,acura di L. Duchesne, II, Paris 1892, pp. 298, 345, 375n. 1 379 n.; P. F. Kehr, Zur Geschichte Wiberts von Ravenna,in Sitzungsberichte der preussischen Akademie der Wissenschaften,Berlin 1921, pp. 980 ss. e 986 ss.; H. W. Klewitz, Die Entstehung des Kardinalkollegiums,in Zeitschrift der Savigny-Stiftung, Kanon. Abteil.,XXV (1936), p. 209 n. 22; P. Brezzi, Roma e l'impero medioevale,Bologna 1947, pp. 276-279.