Spècchi, Alessandro

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Spècchi, Alessandro. - Architetto e incisore (Roma 1666 - ivi 1729). Allievo e collaboratore di C. Fontana, svolse una feconda attività di incisore di architetture, anche per i volumi editi dal maestro. Architetto dell'Annona (dal 1706), del Popolo Romano (dal 1713), della Fabbrica di S. Pietro (dal 1714), ecc., con la sua opera contribuì a diffondere un moderato gusto scenografico e decorativo in svariate tipologie architettoniche. Realizzò, tra l'altro, il porto di Ripetta con il palazzo della Dogana (1704-05, distrutti); palazzo Pichini (1705-08); palazzo De Carolis (1713-28); l'altare maggiore del Pantheon (1723-27). Partecipò al concorso per la scalinata di Trinità dei Monti, vinto da F. De Sanctis (1723) il cui progetto sembra tuttavia risentire di quello di S.; nel 1725 realizzò l'altare della cappella del Crocifisso e il portico di S. Paolo fuori le mura, crollato nello stesso anno e ricostruito da G. Canevari.

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Pózzi, Stefano. - Pittore (Roma 1699 - ivi 1768), allievo di A. Procaccini e poi di A. Masucci, fu artista elegante e incline al gusto rococò. Sue opere sono in varie chiese e palazzi romani (tele in S. Silvestro al Quirinale e in S. Francesco di Pao

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Simonétti, Michelangelo. - Architetto (Roma 1724 - ivi 1781), attivo a Roma. Accademico dei Virtuosi al Pantheon (1769), divenne poi architetto camerale (1771), favorito da G. A. Visconti, di cui condivideva gli interessi archeologici. Ispirandosi al

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Crescènzi, Giovanni Battista. - Pittore e architetto (Roma 1577 - Madrid 1635). Allievo del Pomarancio, svolse soprattutto un importante ruolo imprenditoriale sovrintendendo, tra l'altro, ai lavori della cappella Paolina in S. Maria Maggiore a Roma.

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Camporése, Pietro, il Giovane. - Architetto (Roma 1792 - ivi 1873), figlio di Giulio e nipote di Pietro il Vecchio. Partecipò alla ricostruzione della basilica di S. Paolo; trasformò il Teatro Argentina (1837), costruì il portico di pal. Wedekind in

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