Amorétti di San Pancrazio

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Amorétti di San Pancrazio. - Famiglia di incisori di caratteri e industriali vissuta in San Pancrazio Parmense tra la fine del sec. 18º e la metà del 19º. Agli A. il Bodoni affidò l'esecuzione dei punzoni per la stamperia ducale di Parma. Andrea A. fu suo discepolo e rinomato fabbricante di torchi.

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Bollati, Giulio

Bollati (propr. B. di Saint-Pierre), Giulio. - Editore italiano (San Pancrazio, Parma, 1924 - Torino 1996). Entrato alla casa editrice Einaudi nel 1949, ne fu condirettore generale nel 1953-54, contribuendo a delinearne le linee editoriali con l'ideazione di importanti collane (Piccola biblioteca Einaudi, Nuova universale Einaudi, Nuovo politecnico). Trasferitosi a Milano, nel 1978 fu chiamato a lavorare per Il Saggiatore e, dal 1980 al 1984, svolse attività di consulenza per il gruppo Mondadori

Bodóni, Giovanni Battista

Bodóni, Giovanni Battista. - Incisore, tipografo, editore (Saluzzo 1740 - Parma 1813). Apprese l'arte tipografica nella piccola officina del padre; poi (1758) si recò a Roma come compositore nella stamperia di Propaganda Fide, donde (1768) passò a Parma, invitato dal duca a fondare e a dirigere la Stamperia Reale. A Parma restò sino alla morte, divenendo celebre per l'incisione di nuovi caratteri e per le molte splendide edizioni che pubblicò. Dapprima stampò coi caratteri di P.-S

Taccóne, Pancrazio

Taccóne, Pancrazio. - Brigante (m. 1810); organizzò, nel quadro del brigantaggio antifrancese nel Mezzogiorno tra la fine del sec. 18º e gli inizî del sec. 19º, una grande banda operante in Lucania. Assediò e prese il castello di Abriola facendo strage dei difensori (1809); attaccò persino Potenza (1810), ma, respinto, fu preso e fucilato.

Teògene di Taso

Teògene (gr. Θευγένης o Θεογένης) di Taso. - Atleta greco (prima metà sec. 5º a. C.): la sua specialità era il pugilato, in cui rimase imbattuto per 22 anni, ma praticò anche il pancrazio. Colse 1200 (o 1400) vittorie. Dopo la morte ebbe culto eroico, come documentano varie fonti letterarie, un heròon nell'agorà di Taso (scavato da archeologi francesi nel 1939) e alcune epigrafi. Tre iscrizioni del sec. 4º (Olimpia, Delfi, Taso) riportano il suo curriculum sportivo.

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