ansia In psichiatria, stato di tensione psicosomatica, generalmente vissuto come penosa passività verso eventi dannosi che il soggetto pensa stiano verificandosi o teme possano verificarsi. Viene considerata un fenomeno generale, presente, anche se in gradi diversi, nello sviluppo psichico di ognuno. Se si mantiene a livelli bassi, pur sempre spiacevole per il soggetto, essa produce modificazioni positive quali un aumento della velocità associativa, della velocità di apprendimento e della capacità di formare giudizi validi sulla realtà (a. strutturante ), invece a livelli superiori determina modificazioni di senso contrario, tanto più gravi quanto maggiore è l’entità dello stato ansioso: la velocità associativa diminuisce fino a bloccarsi e il campo di coscienza si restringe fino a comprendere un solo tema (monoideismo), rendendo impossibile ogni rapporto del soggetto ansioso con il mondo esterno e interno (a. destrutturante ). La vita affettiva del soggetto ansioso risulta quasi sempre ridotta, irrigidita o falsificata. Secondo Freud in alcune situazioni il soggetto viene a essere sottoposto a un afflusso di stimoli, esterni o interni, che non riesce a padroneggiare, e l’impotenza psichica e fisica che ne deriva determina una grave crisi di a. (automatische Angst); quando poi si producono situazioni, direttamente o indirettamente collegate alle prime situazioni ansiogene, la coscienza del soggetto avverte di nuovo a., ma in forma attenuata (Angstsignal), tale però da determinare una reazione di allarme e, conseguentemente, comportamenti atti a eludere il pericolo. Le situazioni traumatiche che hanno prodotto crisi di a. sono soggette alla rimozione, rendendo impossibile comprendere e fronteggiare le situazioni nuove, sempre più numerose, in cui l’a. viene riattivata a causa di collegamenti associativi inconsci.
Vengono chiamati ansiolitici i farmaci, aventi struttura chimica diversa, che esercitano un comune effetto sedativo. Presentano azione ansiolitica alcuni medicamenti come il meprobamato, il clordiazepossido, il diazepam, più noto come valium. Queste sostanze, chiamate anche tranquillanti, vengono utilmente impiegate nella terapia delle nevrosi, stati ansiosi, depressioni, disturbi del sonno. Il loro impiego presenta tuttavia pericoli (abuso, farmacodipendenza) che impongono cautela nella loro prescrizione.
Ansia Affine all'angoscia, cui l'unisce anche l'etimologia (viene dal latino tardo anxia, derivato di anxius, "ansioso", a sua volta da angere, "stringere"), l'ansia è uno stato psicologico che dal punto di vista soggettivo... Leggi
ansia Condizione di tensione psicosomatica, generalmente vissuta come penosa passività verso eventi dannosi che il soggetto pensa stiano verificandosi o teme possano verificarsi; in questi casi gli eventi temuti sono estremamente improbabili o addiri... Leggi
AnsiaL'ansia, nelle sue molteplici sfumature che vanno dalla semplice apprensione, alla paura e al panico, è uno stato affettivo decisamente comune e radicato nella mente umana. A dispetto della sgradevolezza delle sue manifestazioni estreme, ... Leggi
ANSIA (III, p. 432). - I concetti di ansia e di angoscia sono entrati in psicopatologia tardivamente, posteriormente alle speculazioni filosofiche di S. Kierkegaard (per le quali v. angoscia, in questa App.): nel 1866 il Morel parla di délire émotif,... Leggi
AnsiaL'a. è uno stato psicologico dell'essere umano sperimentato in relazione a pericolo reale o potenziale, immediato o imminente. Si manifesta con sintomi fisici, psichici e con evitamento; è considerata un meccanismo attraverso il qu... Leggi
benzodiazepina Composto chimico, C9H8N2; dall’isomero 1-4, di struttura formuladerivano diversi composti, caratterizzati dalla presenza di un terzo anello benzenico, dotati di proprietà tranquillanti e talora miorilassanti e anche i
farmacodipendenza Condizione di dipendenza per la quale l’interruzione della somministrazione di un farmaco provoca fenomeni fisiologici e psicologici di carenza tali da spingere il soggetto a riprenderne l’assunzione. Contrariamente a q
angoscia Stato tormentoso di ansietà e di sofferenza.filosofiaL’a. è uno dei temi fondamentali dell’esistenzialismo, che l’intende come una delle situazioni affettive rivelatrici attraverso cui l’esistenza si ren
melanconia (o malinconia) Stato psichico caratterizzato da un’alterazione patologica del tono dell’umore, con un’immotivata tristezza, talora accompagnata da ansia, e con inibizione di tutta la vita intellettuale. ● Il termine grec