BARILI, Antonio di Neri

BARILI, Antonio di Neri

Enciclopedia Italiana (1930)
di Placido Campetti

BARILI (o Barile), Antonio di Neri. - Architetto, intagliatore e intarsiatore, nato il 12 agosto 1453, morto il 1517 a Siena. Poche le notizie famigliari. Si sa che sposò Maddalena del Rosso e n'ebbe quattro figli. Come architetto restaurò i ponti di Buonconvento (1484) e di Macereto; diede disegni e modelli di fortificazioni contro Valiano (1498-1500) e per Talamone, nel 1503. Il suo primo lavoro d'intaglio e di tarsia fu il coro nella cappella di S. Giovanni in Duomo (1483-1502). Di quest'opera, tolta dal suo luogo alla fine del sec. XVIII a causa del grande deperimento, si vedono solamente pochi frammenti nella chiesa di S. Quirico d'Orcia, e una formella al Museo d'arti e d'industrie di Vienna, inscritta: Hoc ego Antonius Barilis opus caelo non penicillo excussi an. D. n. MDII, col suo autoritratto intarsiato. E per il duomo eseguì nel 1496 i banchi della libreria Piccolomini, nel 1506 diede compimento agli stalli del coro, negli anni 1509 e 1510 intagliò l'organo della sagrestia e la cantoria a destra dell'abside, con l'aiuto d'allievi e del nipote. Nella galleria dell'Accademia di Siena si vedono del B. nove stupendi pilastri provenienti da una sala decorata nel 1511 per Pandolfo Petrucci. Nel palazzo della Signoria, si conserva del B. un magnifico cofano intagliato e lumeggiato d'oro (rifatta la lupa coi gemelli). Si attribuiscono al B. gli armadî della sagrestia dell'Osservanza (1497).

Derivato dalla tradizione degli antichi maestri di legname senesi, profuse nei suoi lavori le grazie più squisite del Rinascimento. I suoi allievi ne seguitarono lo stile oltre la metà del sec. XVI.

Il nipote del B., Giovanni, nato nella seconda metà del sec. XV, fu allievo dello zio e suo collaboratore nel coro (1506) e nella cantoria (1510) del duomo di Siena. A Roma fu eletto maestro del modello di legname per la basilica di S. Pietro ed essendo compiute le pitture delle stanze vaticane, gli fu affidato da Raffaello il lavoro delle finestre, porte e impalcature. Ricondottosi a Siena visse, per quanto si crede, fino al 1531.

Bibl.: Thieme-Bcker, Künstler-Lexikon, II, Lipsia 1908 (con la bibliografia precedente); A. Venturi, Storia dell'arte italiana, VIII, i, Milano 1923, pp. 903-06.

Pubblicità