Panizzi ‹-zzi›, Antonio. -
Vita e opere.Laureatosi in giurisprudenza a Parma (1818), per poco tempo esercitò l'avvocatura nel suo paese nativo poiché, affiliato alla carboneria, nel 1821 fu costretto a esulare e stampò a Lugano (con la falsa indicazione di Madrid) la severa requisitoria Dei processi e delle sentenze degli imputati di lesa maestà e di aderenza alle sette proscritte negli stati di Modena (1823). Trasferitosi in Inghilterra, dove ebbe buona accoglienza da parte degli esuli piemontesi e lombardi del 1821, ma specialmente da U. Foscolo, che più tardi lo invitò a collaborare ai suoi studi danteschi e dove lo raggiunse la notizia della propria condanna a morte in contumacia. Consigliato da W. Roscoe, lo storico di Lorenzo il Magnifico, proseguì poco dopo per Liverpool dove attese all'insegnamento privato, dando inoltre (1825) conferenze sulla letteratura italiana e pubblicando articoli su periodici inglesi. Nel 1828 tornò a Londra, dove insegnò lingua e letteratura italiana all'University College di Londra; operò per l'Italia, anche facendone conoscere la letteratura con edizioni dell'Orlando Furioso, dell'Orlando innamorato, dei Sonetti e canzoni di Boiardo (Londra 1835; edizione questa rarissima), e pubblicando Le prime vittime di Francesco IV Duca di Modena (opera ristampata da Carducci nel 1897). Nel 1831, nominato assistente nella biblioteca del British Museum, iniziò la fortunata carriera che lo portò nel 1856, lui straniero, alla direzione di quel grande istituto cui diede organizzazione esemplare, creando anche, su suo disegno del 1852, la nuova grande sala di lettura di forma circolare, capace di accogliere centinaia di lettori, inaugurata nel 1857; abbandonò il servizio nel 1866. In corrispondenza con Cavour, d'Azeglio, Mazzini, Garibaldi e altri illustri patrioti italiani, si adoperò a rendere il governo inglese favorevole alle aspirazioni italiane. Senatore del Regno d'Italia dal 5 maggio 1868, ebbe nel 1869 in Inghilterra il titolo di Sir.
Panizzi, Antonio. - Il P. (Brescello, Reggio Emilia, 1797 - Londra 1879), esule dopo i moti del 1821 per cui fu condannato a morte in contumacia, testimoniò la sua passione politica anche nei due articoli danteschi, che pubblicò nel 1827 e nel 1830 i... Leggi
Panizzi, Antonio Bibliotecario e patriota (Brescello, Modena, 1797 - Londra 1879). Laureatosi in giurisprudenza a Parma nel 1818, si affiliò alla carboneria e nel 1821 fu costretto all’esilio. Giunto a Lugano, vi stampò nel 1823 una severa requisit... Leggi
Panizzi, Antonio Patriota ed erudito (Brescello, Reggio nell’Emilia, 1797-Londra 1879). Affiliato alla Carboneria, fu esule a Lugano e a Londra, dove insegnò (1828) lingua e letteratura italiana allo University College, curando edizioni dell’Orlando... Leggi
Manzini, Camillo Ludovico. - Patriota (Carpi 1796 - Londra 1847). Laureatosi in giurisprudenza a Roma, per la sua appartenenza alla Carboneria fu in carcere a Modena (1822-24), poi esule in Francia e in Inghilterra. Rientrò a Modena nel 1829 e
Pollard, Alfred William. - Bibliotecario (Londra 1859 - Wimbledon 1944); dal 1883 al British Museum, dove (1919-24) diresse la sezione dei libri a stampa. Insegnò bibliografia nelle univ. di Cambridge (1916-19) e di Londra (1919-32); autore, tra l'al
Silvati, Giuseppe. - Patriota (Napoli 1791 - ivi 1822). Sottotenente di cavalleria nell'esercito borbonico, ex ufficiale murattiano affiliato alla carboneria, insieme al commilitone M. Morelli organizzò il pronunciamento del suo reggimento di stanza
Cureton ‹ki̯ùëtën›, William. - Orientalista (Westbury, Shropshire, 18o8 - Londra 1864); bibliotecario al British Museum, si distinse specialmente nello studio dei manoscritti siriaci. Scoperse, pubblicò e tradusse molti testi arabi e siriaci (per es.