apodizzazióne [Der. dell'ingl. apodization, dal gr. ápoys ápodos "che è senza piedi" e quindi "soppressione dei piedi"] Tecnica per modificare la risposta di un filtro, eliminando una parte più o meno grande delle risposte estremali ("piedi" della risposta), che potrebbero dare luogo a segnali spuri. ◆ Particolare procedimento di modificazione dei bordi di un'apertura che porta a un passaggio graduale dall'opacità alla trasparenza (ottenuto, per es., mediante una metallizzazione di spessore decrescente), fatta allo scopo di ridurre le perdite per diffrazione; infatti, l'effetto è quello di ridurre il contributo delle parti laterali ("piedi") della figura di diffrazione dell'apertura a favore della parte centrale; nel caso che non si possa variare la trasmissività dell'apertura, l'a. può essere ottenuta modificando opportunamente l'illuminazione dell'apertura medesima; infine, l'a. può essere ottenuta anche elaborando opportunamente il segnale ottico (v. spettroscopia ottica per trasformata: V 557 b).
subxerofilo In botanica, detto di pianta che vive in ambiente molto arido, nel quale le piogge non sono sufficienti a controbilanciare le perdite idriche dovute alle alte temperature; per es., le piante delle savane intertropicali.
diffrattografia In fisica, l’insieme delle tecniche sperimentali relative alla produzione e alla registrazione di una figura di diffrazione. diffrattografia Diffrattogramma è la denominazione generica di una figura di diffrazione re
LEED Sigla di low energy electron diffraction, che indica una tecnica di analisi di piccole porzioni di superfici piane, usata in microscopia elettronica a riflessione, basata sull’analisi delle figure di diffrazione di elettroni di bassa ener
olografia In ottica, metodo di registrazione e riproduzione di immagini tridimensionali basato sull’impiego di un fascio di luce coerente: tale fascio viene indirizzato sia verso l’oggetto da riprodurre sia verso una lastra di materiale sensibile, in