DELLA PORTA, Ardicino

Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 37 (1989)

di Franca Petrucci

DELLA PORTA, Ardicino. - Di famiglia originaria di Piacenza, nacque a Suno in provincia di Novara, da Genesio, dottore in legge, nella seconda metà del XIV secolo. Prese in moglie Gioacchina Visconti, da cui ebbe Pietro, Giano e Corrado. Compiuti gli studi' giuridici, si addottorò in utroque iure e si trasferì, in epoca imprecisata, a Roma. Qui già. dal 1413 era avvocato concistoriale. Nel medesimo anno Ladislao, re di Napoli, gli concesse una pensione annua di 200 ducati, genericamente elargiti per la sua devozione e per non specificati servizi resi al sovrano e al Regno.

Allorché Giovanni XXIII indisse il concilio di Costanza il D. fu chiamato a farne parte come avvocato conciliare. La sua presenza a Costanza è attestata dal maggio del 1415.

Nel novembre del medesimo anno egli svolgeva le funzioni di avvocato di Federico, duca d'Austria, nella causa fra questo e il vescovo di Trento sopra la Chiesa e l'episcopato di quest'ultima città. Nel dicembre e nel gennaio successivi prese parte ai lavori per la causa che opponeva il capitolo della cattedrale di Strasburgo al vescovo della città. Il 24 febbr. 1416 il D., che qualche giorno prima aveva presentato un memoriale in dieci punti contro Simone di Teramo, parlò in favore del maestro generale dell'Ordine di S. Maria dei Teutonici. Di circa un mese dopo è una sua nota a proposito della causa del duca di Borgogna. Alla fine di aprile egli propose la conferma dell'elezione di Enrico de Savoisy al vescovato di Sens e inoltre comparve di nuovo come avvocato del capitolo nella causa di Strasburgo. Presente alle sedute di maggio, il D., che aveva sottoscritto il trattato del vescovo di Lodi contro i Poloni, nel settembre parlò in nome degli ambasciatori della regina Giovanna Il d'Angiò e del marito Giacomo de la Marche. Dal 13 aprile del resto i sovrani lo avevano nominato loro avvocato presso il concilio, considerando come in lui oltre "laudabilia gesta advocationis", coesistessero "scientia, eloquentia et prudentia" e concedendogli - o meglio riconfermandogli - la pensione di 200 ducati annui. Nel febbraio aveva partecipato alla sessione in cui si era di nuovo discussa la causa tridentina, presente l'imperatore Sigismondo; come anche, nell'ottobre, a quella in cui si erano discussi alcuni articoli sulla progettata riforma della Chiesa.

Eletto papa Martino V (11 nov. 1417), e avviandosi il concilio al termine, il 18 apr. 1418, quando si decise che il futuro concilio avrebbe avuto come sede Pavia, il D. parlò a nome dell'imperatore, annunciando come questi approvava, lodava e accettava la scelta di questa città e pochi giorni appresso fece un discorso a conclusione del concilio sempre a nome dell'imperatore. Questi gli manifestò la sua gratitudine creandolo il 23 giugno conte palatino.

Prima o dopo il concilio, il D., vedovo era divenuto ecclesiastico e il nuovo papa - da lui seguito a Roma - lo creò chierico di Camera e correttore delle lettere apostoliche. Con la promozione del 24 maggio 1426 egli raggiungeva la dignità cardinalizia, divenendo cardinale diacono del titolo dei Ss. Cosma e Damiano.

Il D., che a Novara avrebbe acquistato, fatto restaurare ed ampliare un edificio romano, a Roma ottenne dal papa in uso vita natural durante, con l'obbligo di provvedere alle riparazioni, il palazzo "dove furono soliti abitare il priore e i frati dell'Ospedale di S. Giovanni di Gerusalenune", nella zona dei fori di Giulio Cesare e di Augusto, con bolla del 7 sett. 1426.

Nell'estate del 1429 Martino V, partito per i colli Albani, nominò il D., rimasto a Roma, vicario generale in temporalibus. IlD. morì il 9 apr. 1434, con ogni probabilità a Roma, e fu seppellito nell'oratorio di S. Tommaso nell'antica basilica vaticana, di dove fu poi traslato nelle Grotte vaticane.

Nella Biblioteca comunale Passerini Landi di Piacenza (ms. Landi 24, c. 33 IV) sono conservati alcuni suoi Consilia legalia.

Fonti e Bibl.: V. Forcella, Iscriz. delle chiese... di Roma, VI,Roma 1875, p. 33;C. Cartari, Advocatorum Sacri Consistorii syllabum, Romae 1656,p. XXVI; H. Hardt, Magnum oecumenicum Constantiense concilium..., IV,Francofurti et Lipsiae 1699, coll. 159, 535 s., 554, 561, 615, 631 s., 718, 721, 748 s., 866, 922 s., 960, 962, 967, 1094, 1131, 1142, 1145, 1195 s., 1198, 1208, 1210, 1212, 1216, 1442, 1444, 1548 s., 1563 s.; L. A. Cotta, Museo novarese, Milano 1701, pp. 25 s.; G.Palazzi, Fasti cardinalium..., II,Venetiis 1703,col. 203;L. Cardella, Mem. stor. de' cardinali..., III,Roma 1793, pp. 43 s.;M. Bori, L'archivio Della Porta De Carli, in Boll. storico bibliogr. subalpino, XVIII (1913), pp. 120, 122, 128 ss.; G.Zippel, Ricordi romani dei Cavalieri di Rodi, in Arch. della Soc. romana di storia patria,XLIV (1921), pp. 177, 193;P.Partner, The Papal State under Martin V, London 1958, p. 162;H. Finke, Acta concilii Constanciensis, II,Münster 1928, pp. 280, 435, 470, 527;IV,ibid. 1928, pp. 348, 305, 309, 431, 710; G.Moroni, Dizionario di erud. storico eccl..., p. 153; C.Eubel, Hierarchia catholica...., I,Monasterii 1913, p. 34; Enc. cattolica, IX,col. 1776.

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