AVALOS, Costanza d', principessa di Francavilla

    Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 4 (1962)

di Claudio Mutini

AVALOS, Costanza d', principessa di Francavilla. - Nacque intorno al 1460 da Iñigo (I) e Antonella d'Aquino.

Nella cara intimità di poeti e di letterati famosi, ma anche alle cure del governo e alle responsabilità della vita di corte, si foggiò l'indole dell'A. cui gli eventi avrebbero presto affidato un ruolo primario nella direzione della politica familiare. Dopo un breve matrimonio senza prole, nel 1483 era rimasta vedova di Federico del Balzo, unico figlio legittimo di Pirro, principe di Taranto, che morendo la lasciò erede della contea di Acerra. Nel 1501 ottenne da Federico d'Aragona il ducato di Francavilla e seguì a Ischia suo fratello Iñigo (II), mentre si acuiva la tensione internazionale e si decidevano tra Spagna e Francia le sorti del Regno di Napoli. Morto il fratello nel 1503, l'A. assunse personalmente il comando dell'isola difendendola per quattro mesi consecutivi dall'assedio di quaranta galee francesi e riportando infine un successo che rinverdì la memoria dei fasti familiari se ancora nel 1516 Carlo V, confermandole il possesso di Montescaglioso, motivava il privilegio col ricordo dei "servicios prestados por sus antecessores en la defensa de la isla de Ischia contra los franceses" (Privilegios, n. 192).

Al prestigio politico si aggiungeva poi la stima dei familiari e la riconoscenza devota dei nipoti che ella volle con sé per educarli a quel decoro signorile e cavalleresco, sostanziato di varia cultura (anche se accettata nei limiti d'una sensibilità nobilesca alquanto rarefatta e smaliziata), che corrispondeva al fondo più genuino del proprio temperamento: Alfonso d'Avalos, figlio di Iñigo (II) e futuro governatore di Milano, Ferdinando Francesco, figlio di Alfonso, marchese di Pescara, che fu affidato alle cure di Giovan Battista Musefilo, e poi la fidanzata di lui, Vittoria Colonna, e la seconda Costanza, che nell'ambiente dominato dalla figura dell'A., e sottilmente pervaso dal fascino della poetessa romana, maturerà una raffinata esperienza letteraria.

Il 13 giugno 1507 sottoscrisse a Napoli il contratto matrimoniale tra Ferdinando Francesco e Vittoria Colonna (le feste di nozze si celebrarono splendidamente nell'isola d'Ischia il 27 dic. 1509); seguì poi di lontano le sorti della battaglia di Ravenna, trepidò con la giovane sposa per il nipote in pericolo, ma seppe confortarla con l'animo di donna padrona del proprio destino e della sorte dei suoi.

Ormai ella era l'erede sopravvissuta di una gelosa tradizione familiare, il simbolo di un'età già volta al tramonto (almeno nel pensiero di uomini come il Sannazaro che l'A. ospitò al suo ritorno dalla Francia), nel cui nome sembrava tuttavia trasparire la virtù creatrice di nuove e fortunate avventure. "Ma tu, heliconia dea, con cui ragiono, / Constantia, inextimabil margarita / Sei degna d'insueto et raro duono" scriveva il Cariteo (Le Rime, p. 334),mentre Giovanni Tommaso Moncada le dedicava una biografia galante e classicamente agghindata. Per lei scrissero poesie Enea Irpino da Parma, Giovanni Antonio de Petrucci (Sonecti,Bologna 1879, p. 26)e Pietro Iacopo de Jennaro (Il Canzoniere, Napoli 1883, p. 391); Giovanni Filocalo da Troia e dedicò il suo Genethliacum carmen, Napoli 1531,e Giovan Bernardino Fuscano la Paraphrasi nel quinquagesimo psalmo,Napoli 1532.La ricorderanno ancora con ammirazione Girolamo Britonio ne I Cantici et i Ragionamenti,Venezia 1550, p. 181,e Scipione Ammirato (Delle famiglie nobili napoletane,Firenze 1615,pp. 95 ss.).

Morì intorno al 1541 dopo aver ottenuto da Carlo V il titolo di principessa di Francavilla (Privilegios, n. 197).

Fonti e Bibl.: Dell'opera del conte di Adernò (Ioannis Thomae Montecatini Adernionis comitis De Vita illustris Constantiae davalos comitissae Acerrarum,manoscritta alla Bibl. naz. di Napoli) S. Volpicella pubblicò tradotti due brani: Le nozze di Costanza d'Avalos e Federico del Balzo nel sec. XV e La moglie esemplare, nella Strenna La Sirena, Napoli 1845-46. Cfr. inoltre A. Broccoli, Di V. Colonna e dei due G. di Tarsia, Napoli 1884, p. 26; Le Rime del Cariteo,a cura di E. Percopo, Napoli 1892, pp. CCXXXIV-CCXXXVII, 339; V. Colonna, Carteggio, a cura di E. Ferrero e G. Müller, Torino 1892, pp. 35, 104, 130; J. E. Martinez Ferrando, Privilegios otorgados por el Emperador Carlos V en el Reino de Nápoles, Barcelona 1943, nn. 192-201; S. Volpicella, Studi di letteratura storia ed arti,Napoli 1876, pp. 37 ss.; A. Reumont, Vittoria Colonna (trad. di E. Ferrero e G. Müller), Torino 1892, pp. 14, 18, 24, 26, 131, 209, 218; B. Croce, Un canzoniere d'amore per Costanza d'Avalos duchessa di Francavilla, in Atti della Accademia Pontaniana, XXXIII(1903), mem. n. 6, pp. 1 ss.

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