BESOZZI

    Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 9 (1967)

di Raoul Meloncelli

BESOZZI (Besuzzi, Bezzozzi, Bizzossi). - Famiglia di musicisti, compositori e strumentisti, attiva dal sec. XVI I al XIX.

Il primo di cui si ha notizia nel sec. XVII è un Alessandro, nato a Milano in data sconosciuta. Viene ricordato dal Quadrio come cantante di bella voce, ma poco felice nell'azione scenica, e come compositore del primo atto dell'opera Aniemio in Roma (su testo di Anni Rosa Bella Villa), rappresentata a Novara nel 1695. Sembra che nel 1696 abbia composto un'aria per il pasticcio Etna festivo, rappresentato a Milano; di lui si ricordano inoltre Six Sonates d violon seule et basse qui peuvent se jouer sur la flüte, Paris (circa 1700). Si ignorano il luogo e la data di morte.

Fratello dei precedente fu forse Cristoforo, nato a Milano (da un certo Girolamo) nel 1661. Oboista e fagottista di notevole fama, nel 1701 si trovava a Parma come-strumentista; il 1° giugno 1711 fu arruolato nella banda militare della Compagnia della Guardia irlandese che il duca Antonio Farnese aveva istituito nel i702. Morì a Piacenza il 22 ott. 1725, lasciando tre figli: Giuseppe, Alessandro e Paolo Girolamo.

Giuseppe nacque a Milano nel 1686 e fu anch'egli oboista. Trasferitosi a Parma con il padre, entrò a far parte della Guardia irlandese dal 1° giugno 1711 fino al 16 genn. 1728, quando passò virtuoso d'oboe alla corte ducale, prestandovi servizio fino al 5 apr. 1733. Nel 1734 si recò a Napoli chiamatovi da Carlo III di Borbone, ma fu licenziato nel 1738 per sopravvenuta cecità. Si dedicò allora all'insegnamento, formando ottimi allievi. Morì a Napoli il 22 dic. 1760.,

Alessandro nacque a Parma il 22 luglio 1702. Oboista e compositore, allievo del padre, fu membro della Guardia irlandese dal 15 genn. 1702. per passare poi, dal 16 genn. 1728, insieme con i fratelli, al servizio diretto del duca Farnese come virtuoso d'oboe fino al 31 marzo 1731. Il 20 aprile dello stesso anno fu chiamato da Carlo Emanuele III come virtuoso alla cappella di corte a Torino. Nel 1735, in compagnia di Paolo Girolamo, si recò a Parigi per suonare dal 30 marzo al 29 maggio al Concert Spirìtuel. Ritornato a Torino, riprese il suo incarico alla corte, che non abbandonò più fino alla morte, eccettuato un breve viaggio a Parma. La stima e il prestigio di cui godeva erano così grandi che il 19 maggio 1776 fu nominato "Primo virtuoso di camera, direttore generale della musica istrumentale e suonatore di Hautbois". Durante la sua lunga permanenza a Torino contribuì, insieme con G. Pugnani, al predominio della musica italiana su quella d'Oltralpe; si esibì, inoltre, con Paolo Girolamo, in numerosi concerti pubblici, facendo così conoscere le sue composizioni. Il Burney, che conobbe i due fratelli a Torino, nell'estate del 1770, ne ha lasciato un entusiastico giudizio. Alessandro morì a Torino probabilmente fra il 1776 e il 1777 e non nel 1775, come sostenuto dal Fétis e da altri.

Le numerose composizioni di Alessandro, pubblicate a Parigi e a Londra tra il 1740 e il 1764, sono conservate nelle principali biblioteche europee insieme con molte altre rimaste manoscritte. Si tratta per lo più di Sonate da camera per due o più strumenti con o senza accompagnamento di basso continuo per clavicembalo, in due o più parti, ma si ricordano anche Canzonetti di soprano con basso, conservati manoscritti alla Sáchsische Landes Bibliothek di Dresda.

Paolo Girolamo nacque a Parma il 17 apr. 1704 (e non nel 1713, come indica il Fétis). Dedicatosi allo studio dei fagotto e marginalmente anche dell'oboe, dall'ii giugno M7 fece parte della Guardia irlandese del duca di Parma, rimanendo in servizio fino al 30 dic. 1727. Dichiarato virtuoso d'oboe del duca insieme con i fratelli il 16 genn. 1728, nel 1731 si trasferì a Torino come suonatore dellà cappella di corte. Durante il soggiorno fatto a Parigi nel 1735 con il fratello Alessandro, collaborò alla composizione di Six Sonates en trio pour deux violons et violoncello, pubblicate verso il 1750 dall'editore Canavasse. Secondo una lettera di Leopoldo Mozart del 28 maggio 1778, egli sarebbe morto a Torino nel 1778; per Eitner, invece, sarebbe morto a Parigi nel 1786: tuttavia, poiché è noto che dopo la morte del fratello Alessandro visse a Torino con il nipote Antonio, è da ritenersi assai improbabile un suo trasferimento a Parigi in una età piuttosto avanzata.

Figli di Giuseppe furono Antonio e Gaetano: Antonio, nato a Parma nel 1714, fu arruolato come oboista nella Guardia irlandese l'8 ott. 1727 e rimase alla corte parmense fino al 1731. S'ignora ove abbia svolto la sua attività dopo questo periodo; si sa soltanto che nel 1734 fu alla corte di Napoli e nel 1738 si recò a Dresda, entrando a far parte della cappella reale come primo oboista il 2 ott. 1739. Nel dicembre 1757 apparve probabilmente con il figlio Carlo al Concert Spirituel di Parigi (mentre Le Mercure de France del gennaio 1758 fornisce questa notizia, altri ritengono che i due musicisti fossero invece Gaetano e suo figlio Girolamo; ma è più attendibile che si tratti di Antonio, anche perché nelle Affiches dei concerti viene indicato un B. "musicien du roi de Pologne", come appunto Antonio era denominato). La sua esibizione destò un notevole entusiasmo anche nei meno favorevoli alla musica italiana. Nei due anni successivi (1758-59) suonò alla corte di Stoccarda sotto la guida di N. Jonunelli;, tornò poi a Dresda. rimanendovi fino al 1774 al servizio dell'elettore di Sassonia. L'anno dopo si trasferì a Torino, dove morì nel 1781. Restano stampate e inedite alcune sue composizioni per oboe.

Gaetano nacque a Piacenza il 25 febbr. 1725 (Enciclopedia Ricordi) o a Parma nel 1727 (Pelicelli, Eitner e Grove). Ottimo oboista, entrò giovanissimo al servizio del re di Napoli, presso il quale rimase fino al 1765, quando per interessamento dell'ambasciatore di Francia E.-J. de Durfort fu invitato a, recarsi a Parigi. Ammesso tra i musicisti della cappella reale, apparve più volte al Concert Spirituel e il Burney, che lo ascoltò il 14 giugno 1770, ne decantò la squisita se pur discontinua abilità di esecutore. Nel 1793 si recò a Londra, dove diede vari concerti fino al 1794, destando ammirazione per la sua tecnica. Morì a Londra nel 1798

Celebre oboista fu anche Carlo, figlio di Antonio, nato nel 1738 a Napoli (non a Dresda, come si suole indicare), come risulterebbe dalla già citata lettera di Leopoldo Mozart del 28 maggio 1778. Allievo del padre, che superò presto in abilità, l'8 sett. 1754 suonò a Dresda in presenza della principessa Maria Antonia riscuotendo vivo successo. Nel 1757 si recò a Parigi e nel biennio successivo fu a Stoccarda in compagnia del padre. Tornato a Dresda, venne assunto nella cappella reale con lo stipendio di 1000 talleri e in questa città rimase fino al 1792, quando decise di tornare in Italia. Fu più volte all'estero per varie tournées di concerti. Il Burney, che lo aveva conosciuto a Dresda nel settembre 1772, presentatogli dal ministro inglese F. Osborne, e lo aveva sentito suonare in un concerto con i migliori esecutori della corte sassone, lo stimò assai per la profonda conoscenza tecnica del suo strumento e per la sua perfezione stilistica, non paragonabili a quelle di altri oboisti coevi. Con altrettanto favore parlò di lui Leopoldo Mozart nella succitata lettera, quando Carlo fu di passaggio a Salisburgo nel 1778, durante il suo viaggio verso Torino, ove si recava per l'eredità del prozio Paolo Girolamo. Carlo fu anche buon compositore: scrisse diversi Concerti per oboe e 24 Sonate per 2 oboi, 2 corni e fagotto (conservati a Vienna, Biblioteca Gesellschaft der Musikfreunde). S'ignorano il luogo e la data di morte, avvenuta comunque dopo il 1792.

Suo successore come oboista alla cappella di corte a Dresda nel 1792 fu il figlio Francesco, nato a Dresda nel 1766. Continuatore della tradizione familiare, è ricordato dal Fürstenau come uno dei più celebri oboisti del suo tempo. Morì a Dresda nel 1816.

Degno di ricordo è anche Girolamo, figlio di Gaetano, nato a Napoli nel 1745-1750 circa (Grove ) o nel 1758 (Encicl. Ricordi). Recatosi con il padre a Parigi nel 1765, entrò al servizio del re di Francia come oboista nel 1770. Il Burney, che lo ascoltò forse al Concert Spirituel nel dicembre 1770, ne lodò lo stile e la qualità del suoni, ma non si è sicuri che si tratti di lui o del padre Gaetano. Morì a Parigi nel 1788 e non nel 1785, come è indicato dal Fétis, poiché le Affiches del Concert Spirituel del 1788 annunciano un concerto suo e di J. Garnier. Girolamo lasciò un figlio, Henri, nato a Parigi nel 1775 circa, che divenne flautista nell'orchestra dell'Opéra-Comique. Di lui non si hanno altre notizie; si sa soltanto che negli ultimi anni di vita si ritirò a Versailles, dove probabilmente morì, ma s'ignora in quale anno. Suo figlio, Luis-Desiré, nacque a Versailles il 13 apr. 1814. Allievo dapprima dei padre, si dedicò poi allo studio del pianoforte e il 18 luglio 1825 entrò al conservatorio di Parigi sotto la guida di J. F. Leseur e Barbereau. Ammesso nella classe di pianoforte di P. J. G. Zimmermann, ottenne vari premi; nel frattempo studiava armonia con V. Ch. P. Dourlen e composizione con Lesueur. Nel 1836, presentatosi al concorso dell'Accademia di Belle Arti, vinse il secondo premio di composizione con la cantata Volléda. Nel 1837 vinse il "Grand prix de Rome" dell'Istituto di Francia con la cantata Marie Stuart et Rizzio, su testo di J. F. Halévy, superando competitori, famosi come Gounod; nello stesso anno partì per l'Italia. Insegnante assai valente, pubblicò a Parigi numerose composizioni per pianoforte e organo ed esercizi di solfeggio. Morì a Parigi l'11 nov. 1879.

Bibl.: F. S. Quadrio, Della storia e della ragione d'ogni poesia, V, Bologna 1744, pp. 517, 531; M. Fürstenau, Beiträge zur Geschichte der königlich-sächsischen musikalischen Kapelle, Dresden 1849, pp. 136, 140, 156, 170; Id., Zur Geschichte der Musik und dei Theaters am Hofe… zu Dresden, I, Dresden 1861, pp. 234 s.; C. F. Pöhl, Mozart und Haydn in London, II, Wien 1867, pp. 24r, 372; G. Roberti, La cappella regia di Torino 1515-1870, Torino 1880, pp. 31, 34, 38 s., 43; V. A. Bertolotti, Gaetano Pugnani e altri musicisti alla Corte di Torino nel secolo XVIII, in Gazzetta musicale di Milano, XLVI (1891), 28, p. 457; 33, p. 537; H. Abert, Niccolò Jommelli als Opernkomponist, Halle 1908, p. 70; N. Pelicelli, Musicisti in Parma nel sec. XVIII, in Note d'Arch. per la storia musicale, XI (1934), 3-4, pp. 250-255; G. Gaspari, Catal. della Bibl. del Liceo musicale di Bologna, V, a c. di U. Sesini, Bologna 1943, p. 52; Ch. Burney, A general history of music, from the earliest agesto the present period (1789), a c. di F. Mercer, II, New York 1957, p. 971; Id., An eighteenth-century musical tour in France and Italy, a c. di Percy A. Scholes, London 1959, I, pp. 16 s., 55-58, 310; II (… in central Europe and Netherlands), pp. 61, 139, 147; A. Baines, Musical instruments through the ages, London 1961, p. 240; W. H. Bauer-O. E. Deutsch, Mozart. Briefe und Aufzeichnungen (Gesamtausgabe), II, (1777-1779), Kassel 1962, p. 362; The British Union-Catalogue of early music Printed before the year 1801, a c. di E. B. Schnapper, I, London 1957, p. 105; W. Duckless-M. Elmer, Thematic catalogue of manuscript collection of eighteenth-century italian istrumental music, Berkeley and Los Angeles 1963, pp. 55, 61; F. J. Fétis, Biogr. univ.des Musiciens, I, Paris 1860, p. 396; G. Grove's Dict. of Music and Music., I, London 1954, pp. 693 s.; R. Eitner, Quellen-Lex. der Muriker, II, Graz 1959, pp. 19 s.; Encicl. della Musica Ricordi, I, Milano 1963, p. 255.

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