BONIFACIO

BONIFACIO

Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 12 (1971)
di Francesco Sabatini

BONIFACIO. - Nativo della Calabria, medico e scrittore di mascalcia, visse tra la seconda metà del secolo XIII e l'inizio del XIV, e non va confuso con Facio Patarino di Ainendolara, vissuto nella seconda metà del '400, anch'egli calabrese e autore di un trattato di mascalcia, dedicato a Ferrante I d'Aragona.

Re Carlo I d'Angiò, avendo in gran conto la sua opera di veterinario e la sua dottrina, lo avrebbe remunerato creandolo cavaliere, concedendogli il feudo di Gerace e nominandolo maestro delle sue razze e stalle. Queste notizie, che formano l'unico riferimento per la sua biografia, ci vengono dal proemio dei volgarizzamenti della sua opera principale, un trattato sul cavallo. Nello stesso proemio gli si attribuisce come patria "l'alta Grecia de Calabria", ma il suo nome latino fa pensare piuttosto ch'egli fosse oriundo della Calabria settentrionale. Il possesso feudale di Gerace non è confermato da altre fonti documentarie.

B. scrisse un ampio trattato sull'allevamento e la cura dei cavalli, composto di centottanta capitoli. L'originale fu quasi certamente in latino (non in greco, come si sostiene sulla base di notizie fornite da un volgarizzatore) ed è perduto. Ne possediamo due volgarizzamenti - col titolo di Practica de morbi naturali et accidentali,segni e cure de cavalli o di Thesauro de cavalli o di Libro de la mascalcia - ad opera di due religiosi, il domenicano Antonio Dapera e Angelo Tarentini Delicio (forse, cioè, da Lecce). I volgarizzamenti, tuttora inediti, sono conservati in vari codici dei secoli XV e XVI: più antichi e importanti, e corredati di disegni e miniature, sono il cod. C. F. 2. 7 della Biblioteca Oratoriana di Napoli, il cod. 735 della Pierpont Morgan Library di New York e un codice della Biblioteca Palatina di Mannheim. In qualche codice viene attribuito a B. anche un ricettario di unguenti. Il trattato di maestro B. è, comunque, poco più di un rimaneggiamento di quelli più celebri di Giordano Ruffa e di Lorenzo Rusio.

Bibl.: G. M. Mazzuchelli, Gli Scrittori d'Italia, II, 3, Brescia 1762, p. 1644; E. D'Afflitto, Memorie degli scrittori nati nel Regno di Napoli, II, Napoli 1794, pp. 158-162; M. D'Ayala, Bibl. mil. ital. antica e moderna, Torino 1854, p. 191; P. Delprato, Trattati di mascalcia, Bologna 1865, pp. XXIV-XXIX; Id., La mascalcia di Lorenzo Rusio, Bologna 1867, II, pp. 29, 39-41; A. Frangipane, I codicidi Morgan e un calabrese, in Brutium, XIII (1934), p. 11; F. Russo, Su i miniatori del Quattrocento,ibid., XXXVII(1958), pp. 4 s.; Id., Medici e veterinari calabresi (sec. VI-XV). Ricerche storico-bibliografiche, Napoli 1962, pp. 55-61, 103 s.

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