Capolettera

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Capolettera

capolettera Nome con cui vengono chiamate le intestazioni di lettera, cioè gli emblemi disegnati, dapprima in forma semplice, sui documenti statali dopo la Rivoluzione Francese e diventati d’uso generale anche nella corrispondenza privata quando assunsero forme artistiche. A queste piccole stampe si dedicarono maestri insigni del disegno e del bulino: P.-P. Prud’hon, N.-M. Gatteaux, A. Appiani ecc. Furono ricercate dai collezionisti fra il 1790 e il 1825, e di nuovo nell’epoca contemporanea oltre che per il loro valore artistico, anche per l’interesse storico. Raccolte di una certa importanza sono quelle della biblioteca Ambrosiana a Milano, di I. Gelli ecc.

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Scève, Maurice

Scève ‹sèev› (o Sève), Maurice. - Poeta francese (n. Lione tra il 1500 e il 1510 - m. ivi forse 1564). Esponente di quella "école lyonnaise" che precede e annuncia la Pléiade, si disse di origine italiana (dei marchesi di Ceva) e fu scabino a Lione. Influenzato dal neoplatonismo di M

Belot, Émile

Belot ‹bëló›, Émile. - Ingegnere francese (Vendôme 1857 - Le Mans 1944); dal 1879 nell'amministrazione statale, nel 1900 divenne ingegnere-capo dello stato; dal 1893 fu anche prof. nella scuola d'applicazione delle manifatture statali. Cultore di astronomia, ha lasciato pregevoli studî, in specie di cosmogonia (teoria cosmogonica "dualista", teoria planetaria); nel 1905 enunciò una legge, analoga a quella di Bode, sulle distanze interplanetarie.

Villanella

villanella Forma di poesia pseudo-popolare, di argomento rusticano (di qui il nome, anche nella variante villanesca), senza uno schema metrico fisso, spesso musicata con struttura molto semplice, analoga a quella della frottola e della canzonetta: sorse verso la fine del 15° sec. a Napoli (e per questo è chiamata anche v. alla napoletana o semplicemente napoletana), dove costituì fino ai primi del 17° sec. la forma tipica della canzone popolareggiante.

Omotopia

omotopia In matematica, la corrispondenza generata tra due catene di un complesso, e più in generale tra due applicazioni, quando la prima può deformarsi con continuità nella seconda. La teoria dell’o. costituisce uno dei capitoli della topologia algebrica più importanti e ricchi di applicazioni. La nozione intuitiva di o. si basa sulle deformazioni di un ciclo (linea chiusa) orientato, tracciato su una superficie, che avvengano senza che si perda il carattere di ciclo

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