Simboli e individuazione. Pur riconoscendo l’importanza del ‘complesso sessuale’ scoperto da Freud, J. tende a elaborare una concezione molto articolata della vita psichica. Nel 1912, con la pubblicazione dell’opera Wandlungen und Symbole der Libido (trad. it. Simboli e trasformazioni della libido) consuma il distacco da Freud, giacché la libido viene interpretata da J. come energia psichica (non soltanto di tipo sessuale), suscettibile di assumere forme diverse, pulsionali e culturali, e di convertirsi dall’una all’altra tramite la funzione simbolica. Il simbolo, in J., è l’espressione di qualcosa che ci sfugge, che appartiene al nostro passato così come al nostro futuro, indicandoci la trasformazione verso la quale dobbiamo muovere, in un processo di ‘individuazione’ che costituisce il progressivo emergere della personalità di un individuo. L’impossibilità o incapacità di effettuare tali trasformazioni interrompe il processo di individuazione, creando il disagio psicologico. J. definì questi concetti in Psychologische Typen (1921; trad. it. Tipi psicologici).
Strutture della psiche. La struttura della psiche è in J. assai complessa. Egli distingue, nell’inconscio, tra un livello personale e un livello collettivo. Nel primo si trovano l’Ombra (la faccia oscura dell’Io, in sostanza l’inconscio personale), l’Anima (cioè l’elemento femminile nell’uomo o quello maschile nella donna), e i Complessi (insieme di immagini correlate tra loro a forte valenza emotiva: per es., il ‘complesso materno’). Nel livello collettivo egli colloca invece gli archetipi o idee-madri della psiche arcaica, motivi che poi si ritrovano nei sogni e nelle allucinazioni degli individui. Sul piano della coscienza, invece, J. distingue tra l’Io e la Persona (l’insieme dei ‘ruoli’, una sorta di ‘maschere’, che l’individuo deve assumere per adattarsi al mondo esterno). Lo studio degli archetipi ha portato J. a studiare a fondo i miti e i simboli, stabilendo feconde collaborazioni sul terreno della storia della cultura.