GIACON, Carlo

    Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 54 (2000)

di Simone Pollo

GIACON, Carlo. - Nacque a Padova il 28 dic. 1900 da Giovanni e Giuseppina Basso. Interrotti gli studi di ragioneria, nell'ottobre 1917 entrò nella Compagnia di Gesù. Trascorsi i primi anni di noviziato a Torino e Gorizia, dal 1922 compì gli studi di filosofia e teologia a Napoli e Roma dove, presso la Pontificia Università Gregoriana, ebbe come maestri C. Boyer, G. Filograssi, H. Lennerz e L. Lohn. Al termine degli studi, il 27 luglio del 1930 fu ordinato sacerdote.

Nel 1936 iniziò a insegnare alla pontifica facoltà di filosofia dell'Istituto Aloisianum di Gallarate, attività che proseguì per l'intero corso della sua vita. A questo impegno didattico si affiancò, nel 1939, quello presso l'Università cattolica del S. Cuore di Milano. Qui, nella facoltà di lettere e filosofia, il G. insegnò, fino al 1943, esposizione della dottrina e della morale cattolica. Da quei corsi scaturì il suo primo libro, La verità cattolica (I-IV, Como 1940). Già in quest'opera l'esposizione della dottrina cattolica rivela l'orientamento tomista, il cui approfondimento e sviluppo teorico impegnarono il G. per tutta la vita.

La speculazione neotomista del G. si esplicò lungo due principali direttrici: da un lato la ricostruzione storica e filologica della filosofia di s.Tommaso e della sua ricezione; dall'altro, la riproposizione della gnoseologia e della metafisica tomiste, attuata per mezzo del confronto critico con il pensiero moderno e contemporaneo. In entrambe le direzioni il G. si mosse alla luce del concetto di "storia integrale", vale a dire nella persuasione che l'intera storia della filosofia debba essere considerata "storia della ricerca speculativa dell'essere e della verità" (Tognolo, 1996, p. 260).

Nel primo filone si colloca l'opera Guglielmo di Occam. Saggio storico-critico sulla formazione e sulla decadenza della scolastica (I-II, Milano 1941).

Il libro - che apparve il medesimo anno in cui il G. conseguì la libera docenza - analizza uno dei momenti critici nella storia del tomismo: la nascita e la fortuna del nominalismo occamista, concepito come un sistema di negazioni in cui l'unica affermazione positiva è la conoscenza intuitiva del singolare. Il G. esprime un giudizio complesso su Occam: questi, per un verso non avrebbe confutato il valore della speculazione tomista ma avrebbe semplicemente contribuito a porla in ombra, causando il declino della prima fase della scolastica. D'altro canto, Occam avrebbe dato un sostanziale apporto nel porre le basi del pensiero filosofico moderno, sottolineando l'indipendenza e i limiti della ragione dalla fede.

Il G. proseguì il lavoro storico-critico sulla scolastica pubblicando La seconda scolastica, I, I grandi commentatori di s. Tommaso (Milano 1944). Questo primo volume, che faceva luce su un momento della storia della filosofia sottovalutato e poco studiato, ebbe un seguito con La seconda scolastica, II, Precedenze teoretiche ai problemi giuridici: Toledo, Pereira, Fonseca, Molina, Suarez (ibid. 1947) e, III, I problemi giuridico-politici: Suarez, Bellarmino, Mariana (ibid. 1950). Dopo avere affrontato la crisi del tomismo e avere iniziato la storia della sua ripresa, il G. espose direttamente il pensiero di s. Tommaso con Le grandi tesi del tomismo (Como 1945). Nell'opera la dottrina tomista è letta come sviluppo del pensiero greco classico ed è ribadita l'idea che il suo nucleo centrale sia il "principio dell'atto puro".

Nell'ottobre 1945, il G. - insieme con F. Battaglia, A. Guzzo, U.A. Padovani, M.F. Sciacca e L. Stefanini - fondò, presso l'Aloisianum di Gallarate, il Centro di studi filosofici cristiani e ne divenne segretario, carica che mantenne per tutta la vita (affiancato negli ultimi anni da P. Henrici). Ispirato dalla volontà di consentire un dialogo fra i filosofi italiani d'ispirazione cristiana, il centro nacque con il proposito di incentivare la rinascita degli studi filosofici al termine della seconda guerra mondiale e divenne presto un importante punto di riferimento per la cultura filosofica italiana. Il Movimento di Gallarate, che diede vita al centro e per mezzo di esso si rafforzò, si fece promotore di numerose iniziative, delle quali il G. fu l'animatore più assiduo.

Si ricordano, fra queste, i convegni annuali per i professori universitari di filosofia (che ebbero inizio appunto nell'ottobre 1945) e quelli per assistenti universitari di filosofia, che, avviatisi nel 1955, divennero noti come "la piccola Gallarate". Oltre ai convegni, il centro si impegnò in numerose iniziative editoriali, fra cui la partecipazione alla Bibliografia filosofica italiana dal 1900 al 1950 (I-IV, Roma 1950-56) e, successivamente la cura della Bibliografia filosofica italiana, edita annualmente a partire dal 1951 (Milano 1951-53; Brescia 1954-68; Padova 1971-78; Firenze 1980).

Già da diversi anni professore incaricato all'Università di Padova, nel 1951 il G. divenne ordinario di storia della filosofia all'Università di Messina, dove insegnò fino al 1957. Sempre come ordinario di storia della filosofia, nel 1958 tornò all'Università di Padova, ove fu tra i fondatori della facoltà di magistero e dove rimase sino al termine della carriera accademica.

In quegli anni, il G. fu impegnato a coordinare la produzione dell'opera forse più ambiziosa promossa dal Centro di Gallarate: l'Enciclopedia filosofica. Concepita nel 1948, l'Enciclopedia apparve in quattro volumi (Milano-Venezia 1957-58) e fu seguita da una seconda edizione in sei (Firenze 1968-69; ristampata, con aggiornamenti, in otto volumi, Roma 1979).

In questo stesso periodo più forte si mostrò l'esigenza teorica nella produzione del G., il quale iniziò a focalizzare con maggiore determinazione il suo pensiero sul confronto del tomismo con il pensiero moderno e contemporaneo. Questo indirizzo prese forma, nel 1954, nella pubblicazione de La causalità nel razionalismo moderno: Cartesio, Spinoza, Malebranche, Leibniz (Milano-Roma).

In quest'opera è analizzata la traduzione del classico binomio metafisico "causa-effetto" in quelli, moderni e razionalistici, di "sostanza-modi" ed "essenza-proprietà". Attraverso la trattazione di questo tema, cruciale per la critica moderna alla metafisica scolastica, il G. iniziò a preparare il terreno per una compiuta riattualizzazione della gnoseologia e della metafisica tomiste. Questa preparazione proseguì, quindi, con L'oggettività in A. Rosmini (Milano-Genova 1960), Interiorità e metafisica: Aristotele, Plotino, Agostino, Bonaventura, Tommaso, Rosmini (Bologna 1964) e I primi concetti metafisici: Platone, Aristotele, Plotino, Avicenna, Tommaso (ibid. 1968).

Dopo i lavori preparatori, e ormai al termine della sua attività accademica, il G. diede alle stampe l'opera che più di tutte raccoglie e ordina in modo sistematico i temi principali della sua speculazione: Verità, esistenza, causa (ibid. 1973).

In essa il G. esplicita e argomenta la propria gnoseologia intuizionista - fondata sull'idea della presenza nell'essere umano di una "scintilla rationis" - e affronta in modo analitico la questione della "esistenza come atto".

Gli anni all'Università di Padova non furono, tuttavia, solo anni di studio e speculazione. Il G. continuò la sua intensa attività di organizzatore e promotore di istituzioni culturali, non solo per mezzo del Centro di Gallarate. Oltre al già menzionato contributo alla fondazione della facoltà di magistero, frutto del suo impegno furono, nel 1964, l'istituzione presso l'Università di Padova del Centro per ricerche di filosofia medioevale (oggi a lui intitolato) e, nel 1973, la fondazione della rivista Medioevo.

Ammalatosi, il G. fu costretto a lasciare Padova per trasferirsi a Gallarate presso l'Aloisianum, dove beneficiò dell'assistenza che a Padova non poteva ricevere.

Il G. morì a Gallarate il 17 dic. 1984.

Fra gli altri suoi scritti si ricordano: Il problema della trascendenza. Saggi e studi di filosofia contemporanea (Milano 1942); Scienze e filosofia. Studi e saggi storici (ibid. 1946); Il divenire in Aristotele. Dottrina e testi (Padova 1947); Il Movimento di Gallarate. I dieci convegni dal 1945 al 1954 (ibid. 1955); Motivi plotiniani (ibid. 1950); La causalità del Motore immobile (ibid. 1969); Itinerario tomistico (Roma 1983). Il G. curò, inoltre, le edizioni di: A. Rosmini, I principî della scienza morale (Milano 1943) e R. Bellarmino, Scritti politici (Bologna 1950).

Fonti e Bibl.: I dati biografici del G. provengono dall'Archivio storico della provincia veneto-milanese della Compagnia di Gesù di Gallarate e da: Catalogus provinciae Venetae Societatis Iesu (1918-36); Catalogus provinciae Veneto-Mediolanensis Societatis Iesu (1937-68); Catalogus provinciarum Italiae Societatis Iesu (1969-85). Sull'opera del G. e sul Movimento di Gallarate si vedano: S. Caramella, Il significato attuale del tomismo nel pensiero di C. G., in Scritti in onore di C. G., Padova 1972, pp. 679-687; G.M. Pozzo, Interiorità e metafisica nel pensiero di C. G., ibid., pp. 689-694; G. Santinello, In cammino con s. Tommaso, prefazione a C. Giacon, Itinerario tomistico, Roma 1980, pp. 7-11; G. Santinello, L'opera di C. G., in Atti e memorie dell'Accademia patavina di scienze, lettere ed arti, XCVIII (1985-86), pt. I, pp. 85-88; Id., Gallarate, Movimento di, in Enc. filosofica, III, Roma 1979, p. 830; A. Tognolo, G., C., ibid., p. 983; P. Henrici, Omaggio a p. C. G., in Filosofi cattolici a confronto con il pensiero moderno. Rosmini, Newman, Blondel, a cura di S. Biolo, Torino 1996, pp. 245-252; A. Tognolo, C. G.: il maestro e il medievista, ibid., pp. 253-300.

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