di Napoleone Eugenio Adamo
cero. - L'unica presenza del vocabolo, in Pd X 115, ha senso traslato. E riferito a Dionigi l'Areopagita, chiamato cero, cioè luminare della Chiesa, convertito da s. Paolo al cristianesimo, poi primo vescovo di Atene e martire (cfr. Act. Ap. 17, 34), che s. Tommaso indica a D. come sesto della prima corona di dodici beati incontrati nel cielo del Sole fra gli spiriti sapienti: Appresso vedi il lume di quel cero [" cioè di quello splendore, che arde come un cero ", Buti] / che giù in carne [" durante la corporea vita terrena "] più a dentro vide / l'angelica natura e 'l ministero, " conobbe e spiegò meglio d'ogn'altro la natura e l'ufficio degli angeli " (Scartazzini). D. gli attribuisce tale merito in quanto erroneamente lo crede autore della celebre opera De Coelesti hierarchia (cfr. Ep XIII 60 Quod satis aperte tangere videtur Dionysius de Coelesti Hierarchia loquens: cfr. Pd XXVIII 130-132).
CERO. - Grossa candela di cera (v. candela).Cero votivo. - L'espressione designa tanto il cero comune, il torticcio, il dop. piere cereo, quanto il cero artistico che per voto o per ringraziamento si suole offrire a un santo o alla divinità. Offerte ... Leggi
exultet Manoscritti liturgici prodotti e diffusi nell’Italia meridionale tra 10°e 13° sec.; il nome deriva dalla prima parola del preconio pasquale, di cui contengono il testo. Erano a forma di rotolo, lungo tra i 2 e i 9 m, che il cel
preconio pasquale Nella liturgia cattolica, composizione, affine allo stile dei prefazi, con struttura simile ai testi antichi di benedizione, tipicamente a carattere laudativo: annuncia e celebra la Pasqua cristiana. Si canta la notte di Pasqua, al
parasceve Nel Nuovo Testamento, con riferimento agli usi giudaici, il giorno di preparazione: il venerdì, cioè, quando gli Ebrei preparavano quanto era necessario per celebrare la festività del sabato. Nel Vangelo di Giovanni (19, 14) la parola è ri
festa Giorno o periodo di tempo destinato a una solennità, al culto religioso, a celebrazioni patriottiche o d’altro genere, spesso collegato al ritmo delle stagioni o al compiersi di determinati periodi di calendario. Momento di aggregazione,