AURELI, Cesare

Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 4 (1962)

di Anna Maria Carlevalis Luzietti

AURELI, Cesare. - Nato a Roma il 7 aprile 1843 da un modesto scultore ornatista, Pietro, si indirizzò alla scultura sotto la guida del padre e completò ben presto la propria formazione artistica nell'ambiente degli scultori romani frequentando l'Istituto di belle arti, l'Accademia di S. Luca e il Museo Torlonia, e lavorando come aiuto presso lo scultore Müller ed altri, finché a ventisei anni poté aprire uno studio personale.

La sua copiosa produzione, prevalentemente di soggetto storico e religioso, rivela la derivazione dell'A. da quella tradizione canoviana presente negli ambienti nei quali si era formato; peraltro l'A. - il quale all'attività di scultore affiancò quella di vivace scrittore, anche di critica artistica - abbozzò una formulazione del proprio atteggiamento estetico quale "ricerca del bello nel vero", nel dichiarato intendimento di superare sia le posizioni del classicismo tradizionale sia le tendenze idealistiche che in quel periodo venivano affermandosi nella scultura (cfr. Sul realismo nelle arti belle, in Gli Studi in Italia, I [1878], pp. 1-21).La scultura dell'A. nasce così dalla unione spesso felice di una concezione sensibile ed aggraziata e di una esecuzione accurata ed efficace.

Dell'A. vanno ricordate la statua di Luca della Robbia (sulla fronte del Palazzo delle esposizioni in Roma), la statua di Tommaso Moro (donata dai seminari cattolici a Leone XIII per il suo giubileo, oggi in Vaticano), che ottenne all'A. la nomina a cavaliere dell'Ordine di S. Gregorio, e il monumento a S. Tommaso d'Aquino, destinato alla Biblioteca Vaticana; più noti ed ammirati sono la naturalissima statua del missionario Cardinale Massaia (sul sepolcro di quest'ultimo nella chiesa di S. Francesco al Tuscolo, presso Frascati) del 1893, il gruppo scultoreo di Galileo nell'atto di esporre al poeta Milton le sue teorie (eseguito nel 1912 e lasciato per legato alla università di Roma) e la statua di S. Cecilia in preghiera, nella cripta della chiesa omonima in Trastevere. Sempre dell'A. sono alcune statue dei fondatori di Ordini religiosi nella basilica di S. Pietro (S. Zaccaria, S. Bonfiglio, e sopratutto il colossale S. Giovanni Battista de la Salle, eseguito con l'aiuto di discepoli ed esposto dal 1903); tra le ultime opere è il modello per il monumento a S. Alfonso Maria de' Liguori, eretto a S. Agata dei Goti nel 1923.Notevoli per vivezza sono numerose piccole statue o composizioni di soggetto storico, quasi visualizzazioni letterarie. L'A. fu anche fecondo scrittore di teatro, di racconti, di saggi storici ed estetici, e biografo di artisti, e provvide morendo a cospicui lasciti a favore di istituzioni per l'assistenza agli artisti. Ricoprì la carica di consigliere comunale a Roma dal 15 ott. 1892 al 14 giugno 1907. Morì a Roma l'8 febbr. 1923.

Bibl.: Cronaca artistica contemporanea, in Arch. stor. dell'arte, IV (1891), p. 218; U. Thieme-F. Becker, Künstler-Lexikon, II, p. 254; A. De Gubernatis, Diz. d. artisti italiani viventi, Firenze 1906, pp. 21 s.; T. Rovito, Diz. dei letterati e giornalisti ital. contemp., Napoli 1908, p. 25; Encicl. Ital., V, pp. 364 s.; Encicl. Cattolica, II, col. 406.