BOSSI (Bosi), Cesare

Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 13 (1971)

BOSSI (Bosi), Cesare. - Nacque a Ferrara nel 1760 c., secondo lo Schilling e lo Schmidl, o nel 1773, secondo il Fétis e il Bennati; l'Eitner, erratamente, lo ritiene nato addirittura nell'ultimo quarto del sec. XVIII (Fétis, Schmidl e Bennati lo citano, peraltro, senza nome di battesimo). Dei suoi studi musicali nulla si sa, ma verso il 1792 il B. si recò a Londra, dove non poté, tuttavia, presentare i suoi lavori sui teatri - a detta dello Schilling - finché visse S. Storace. Alla morte di questo (1796), cominciò a farsi conoscere come compositore di musica per balletti e presto divenne il favorito del pubblico londinese. Esordì con Little Peggy's Love, un balletto scozzese rappresentato il 21 apr. 1796 al King's Theatre all'Haymarket (coreografo Ch. Didelot), che ebbe grande successo e fu ripreso e replicato numerose volte nello stesso teatro fino al giugno 1812 (nel 1796 fu stampato a Londra da Longman & Broderip). Lo Smith fa risalire al 21 apr. 1796 anche la rappresentazione all'Haymarket di un altro balletto del B., L'amant statue (coreografo Onorati), le cui melodie preferite risuonarono in quasi tutte le sale da ballo londinesi almeno una volta alla settimana fino al 1800.

Buona fortuna incontrarono pure nello stesso teatro i balletti L'amour vengé ou la métamorphose (2 giugno 1796, libretto e coreografia del Didelot; secondo il Beaumont, venne eseguito il 7 luglio e fu il primo ballo in cui furono impiegati fili per voli), Acis and Galatea (giugno 1796, stesso coreografo), Flore et Zéphire (7 luglio 1796, id.), Ariadne et Bacchus (28 nov. 1798, coreografo S. Gallet), Le triomphe de Thémis (20 dic. 1798, id.), Télémaque, in collaborazione con J. D'Egville (26 marzo 1799, coreografia di J. Berchet detto D'Auberval con nuove danze di D'Egville), Hylas et Témire (23 apr. 1799 coreografo D'Egville) e al Teatro Drury Lane The Lucky Escape (2 giugno 1800, coreografo Dupret). È interessante notare che tutti i balletti del B. furono stampati a Londra dai principali editori dell'epoca (L. Lavenu; Corri, Dussek & Co.; Goulding, Phipps & D'Almaine; Monzani e Cimador; R. Birchall; Broderip & Wilkinson, ecc.), quasi a testimonianza del suo successo, al quale contribuirono la validità della sua musica - varia di ritmo e di colore, dalle melodie semplici e gradevoli, di gusto e d'eleganza tipicamente italiani - e il particolare apprezzamento che gli Inglesi, privi allora di un loro balletto originale, esprimevano agli artisti stranieri, specie italiani. Secondo il Fétis, il B. avrebbe composto anche Sonate per piano, edite dal Lavenu. Della sua vita e della sua attività non si hanno ulteriori notizie.

Morì in prigione a Londra nel settembre 1802 (Fétis, Schmidl e Bennati) o nel settembre 1807 (Schilling), lasciando moglie e figli in miseria.

Per l'elenco completo dei suoi balletti, con le date di rappresentazione, si veda lo Smith, mentre per le stampe, conservate al British Museum, si rimanda al British Union-Catalogue of early music printed before the year 1800, I, London 1957, pp. 125 s.

Non è da escludersi del tutto l'ipotesi di una identificazione del B. con Carlo Bosi (o Bossi), compositore nato ugualmente a Ferrara nella seconda metà del sec. XVIII (Eitner). Per lo Schmidl, Carlo, intorno al 1780, era primo violino nell'orchestra del Teatro Bonacossi di Ferrara, dove nell'autunno dello stesso anno faceva rappresentare l'opera L'Arcadia in Brenta (libretto di Goldoni, già musicato per Venezia nel 1749 da B. Galuppi). L'anno prima (1779) aveva composto il libretto e la musica di un'Azione drammatica da rappresentarsi al Teatro Scrofa di Ferrara in occasione delle nozze della principessa romana Laura Altieri con il marchese Camillo Bevilacqua Cantelli di Ferrara. Ancora nell'autunno 1780 veniva eseguita al Teatro Nuovo di Monza un'altra sua opera, La figlia ubbidiente; musicò, inoltre, I tentativi dell'Italia; cioè Eduigi,Cleonice,Irene,e don Rodrigo. Tragedie del conte A. Pepoli, stampati a Parma nel 1783. Di Carlo, all'infuori di queste poche notizie, non si conosce altro. Sebbene manchino documenti probanti (il Manferrari, però, gli attribuisce le stesse date del B. per la nascita e la morte), si può supporre, tuttavia, che si tratti di un solo compositore ferrarese, di nome Carlo Cesare, nato appunto verso il 1760, attivo dapprima nella sua città, poi a Londra, dal 1792.

Fonti eBibl.: Roma, Bibl. del Conservatorio S. Cecilia, ms. (sala di consult.): M. de Carvalhaes, Catalogo dos Librettos na ordem alphabetica dos titulos compilado pelo Colleccionador e de seu punho escripto, I, nº 1708; N. Bennati, Musicisti ferraresi, in Atti d. Deput. ferrarese di st. patria, XIII (1901), p. 299; C. W. Beaumont, Complete Book of Ballets, New York 1941, p. 21; W. C. Smith, The Italian Opera and contemp. Ballet in London 1789-1820, London 1955, ad Indicem; G. Schilling, Encyclopädie der gesammten musikal. Wissenschaften,oder Universal-Lexikon der Tonkunst, I, Stuttgart 1840, p. 732; F. J. Fétis, Biographie univers. des musiciens, II, Paris 1861, p. 33; R. Eitner, Quellen-Lex. der Musiker, II, pp. 144 s.; C. Schmidl, Diz. univ. dei Musicisti,Suppl., pp. 117 s.; U. Manferrari, Diz. univ. delle opere melodramm., I, Firenze 1954, p. 156; Encicl. dello Spettacolo, II, coll. 875 s.

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