Cid Titolo (adattamento dall’arabo sayyid «signore») dato a Ruy o Rodrigo Díaz di Bivar, cavaliere castigliano (m. Valencia 1099). Noto con il nome di Campeador («guerriero»), combatté per Sancio II di Castiglia e fu l’eroe della riconquista spagnola contro l’avanzata araba in Europa. In disgrazia presso il re Alfonso VI, successore di Sancio, compì grandi imprese, con un pugno di seguaci, contro gli arabi, impadronendosi di Valencia (1094); sarebbe morto di dolore per una sconfitta subita. Alla sua figura si ispira il poema Cantar de mio Cid (1140 ca.), di quasi 4000 versi, la più importante opera pervenutaci dell’antica poesia epica spagnola, pubblicata nel 1779 da T.A. Sánchez. Numerose le opere, specie drammatiche, che hanno per protagonista la figura del Cid.
CID (sigla di Coagulazione Intravascolare Disseminata) Malattia emorragica acquisita, nota anche come coagulopatia da consumo. Eziopatogenesi. La CID consiste in un processo di coagulazione diffuso con deposizione di fibrina nel microcircolo e atti... Leggi
CID (pron. sid). - Sotto questo nome, che non è se non la parola araba sayyid "signore" (in arabo stesso contratto spesso in sid), è famoso il castigliano Ruy o Rodrigo Díaz di Bivar, eroe leggendario della riconquista spagnola sugli Arabi.Documenti ... Leggi
CID
Yáñez de la Almedina ‹... dℎe l almedℎìna›, Fernando. - Pittore castigliano (documentato dal 1506 al 1531). È incerto se il Ferrando Spagnolo citato nei documenti relativi ai cartoni della Battaglia di Anghiari di Leonardo possa identificarsi con Y.
ksar Adattamento dell’arabo dialettale qṣar (arabo classico qaṣr) «castello, palazzo», che ricorre in numerosi toponimi, anche nella forma ksour (plurale arabo dialettale qṣūr, arabo classico quṣūr).
¿a´tim <¿->, a¿-¿a'i. - Cavaliere e poeta arabo preislamico (sec. 6º-7º d. C.), rappresentato come il tipo ideale del sayyid o capo beduino. Di straordinaria generosità, celebrò nei suoi versi la liberalità, la cavalleria, i
sayyid Nell’Arabia preislamica, titolo onorifico del capo tribù. Nell’età musulmana, premesso al nome personale, designa uno sceriffo in generale o del ramo husainide. Nell’uso comune moderno, equivale a ‘signore’.