cifra Ciascuno dei segni con cui si rappresentano graficamente lo zero e i numeri dall’uno al nove secondo il sistema diffuso degli Arabi (cioè 0, 1, 2, 3 ecc.), detti perciò anche c. arabe (o arabiche); la loro introduzione avvenne in Italia nel 13° secolo.
In metrologia, c. significative sono quelle che esprimono la misura di una grandezza tenendo conto della incertezza derivante dai procedimenti di misurazione. Così, per es., scrivere che la lunghezza di una sbarra è 2 m (una sola c. significativa) è ben diverso dallo scrivere che è 2,0 m ovvero 2,00 m (due o tre c. significative): infatti nei tre casi si vuole sottolineare, se non altrimenti precisato, il diverso grado di approssimazione (0,5 m nel caso di 2 m, 0,05 e 0,005 m in quelli di 2,0 e 2,00 m) con il quale è nota la lunghezza stessa.
CIFRA (fr. chiffre; sp. cifra; ted. Ziffer; ingl. figure). - Segno o simbolo scritto, che rappresenta lo zero o una delle nove unità nel sistema di notazione numerica decimale; il vocabolo si applica anche al numero rappresentato da una o più cifre. ... Leggi
cifra [Dall'arabo sifr "zero"] [LSF] (a) Ciascuno dei segni con cui si rappresentano gli elementi di un sistema di numerazione: le c. arabe o arabiche (0, 1, 2, ecc.) del sistema attuale, le c. romane (I, II, ecc.), ecc. (¿ numerazione). (b) Nelle lo... Leggi
lettera Ciascuno dei segni con cui si rappresentano graficamente i suoni delle vocali e delle consonanti di un alfabeto. ● Comunicazione scritta che una persona indirizza a un’altra, oppure a un ufficio, a un ente pubblico o privato, e nome di
bit Cifra binaria (contrazione dell’ingl. bi[nary] [digi]t), cioè cifra del sistema di numerazione binario (➔ numerazione). Nella teoria dell’informazione e in informatica, è l’unità di misura del contenuto di i
omodina Sistema di rivelazione a eterodina di radioonde modulate in ampiezza, detto anche sistema a battimento zero, consistente nel far battere il segnale modulato da rivelare con un segnale, generato dall’oscillatore locale (detto anch&rsquo
rifrazione Fenomeno ottico (detto anche rifrazioner. ordinaria o semplice) consistente nella deviazione che raggi luminosi generalmente subiscono nel passare dall’uno all’altro di due mezzi trasparenti diversi, per es., dall’aria a