ANNICHIARICO, Ciro

Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 3 (1961)

di Giosuè Musca

ANNICHIARICO, Ciro. - Nato a Grottaglie (Taranto) da Vincenzo e da Ippazia d'Alò il 16 dic. 1775, a 25 anni era sacerdote e maestro di canto gregoriano. Nel 1803, accusato dell'assassinio di Giuseppe Motolese, suo rivale nell'amore di una certa Antonia Zaccaria, era arrestato e condotto a Lecce, e da quel tribunale condannato a 15 anni d'esilio, ma trattenuto in prigionia. Riusciva, però, a fuggire e a tornare a Grottaglie.
Massone e giacobino, atteggiandosi a sostenitore del nuovo regime sopravvenuto nel 18o6, riuscì a spadroneggiare con i cinque fratelli nella guardia civica del Comune. Nel 1808 il padre del Motolese otteneva dalle autorità che si ordinasse di nuovo l'arresto dell'A.; detenuto nel carcere di Lecce, il 13 ag. 1812 riuscì ad evadere. Datosi alla macchia, fondò nel 1813 con il fratello Salvatore, con Michele Marseglia e Gennaro Annese, disertori dell'esercito napoleonico, una banda di ventiquattro persone e giurò lo sterminio dei persecutori. Il 16 ag. 1814 il governo di Murat lo dichiarò bandito, ma nessuno osò toccarlo.
Con la restaurazione borbonica del 1815 l'A. cercò invano di essere amnistiato; divenne allora masnadiero politico, alleato della carboneria. Si iscrisse alla setta dei "Decisi", ala estrema costituitasi nella Dieta straordinaria dei liberali salentini a Lecce nel 1816, e ne divenne il capo, dandole un programma politico-sociale e un'organizzazione di tipo militare.
Le squadre di briganti, cessata la guerra guerreggiata, riprendevano il loro vero essere; i Borboni, che precedentemente avevano dato impulso al fenomeno, a fatica riuscirono a mettervi un freno. La banda, le cui logge erano dette "Decisioni", era padrona assoluta della zona e non ammetteva atteggiamenti neutrali. Le entrate, oltre che dalle tasse per le patenti d'appartenenza, erano costituite dalle contribuzioni imposte; le esecuzioni erano fatte con macabra solennità.
Dal 1816 la setta si dette a vendette crudelissime e a delitti orrendi, mentre aumentava la potenza del prete masnadiero, che godeva di appoggi nelle classi più diverse. Nel 1817 l'A. cercò dì venire a patti col governo, al quale promise di sterminare le bande di Oria e del bosco dell'Ameo in cambio del perdono, ma, per l'opposizione di Ferdinando I, fu nuovamente bandito (22 settembre). Nel novembre il governo mandò a Lecce truppe al comando di Riccardo Church, col proposito di spezzare ogni velleità liberale e di distruggere la setta dei "Decisi"; i deputati di tutte le sette liberali del Salento ("Decisi", "Filadelfi", ecc.) reagirono con un convegno a Galatina il 25 novembre, nel quale l'A. spinse l'ala più estrema alla resistenza armata e ricevette l'incarico di organizzare la truppa insurrezionale. Il generale Church riuscì con molta abilità a separare i carbonari dall'A., che, trovandosi in difficoltà, tentò invano di fuggire in Dalmazia. Il 7 febbr. 1818 fu arrestato dopo accanita resistenza nella masseria Scassèvera presso Grottaglie e, il giorno dopo, fucilato nella piazza di Francavilla.

Fonti e Bibl.: Grottaglie, Arch. parrocchiale, Battezzati,libro 18 foglio 56; Arch. di Stato di Lecce, Sentenze della Corte Criminale,vol. 97,12 maggio 1813; R. Church, Brigantaggio e società segrete nelle Puglie, dai Ricordi del gen. R.C., Firenze 1899, passim (per le rettifiche, vedi P. Palumbo, Sir Richard Church nella storia del brigantaggio di Terra d'Otranto, in Riv. stor. salentina,IV [1907], pp. 249 ss.); Id., Rapporto segreto straordinario sulla provincia di Terra d'Otranto trasmesso al Ministero della Polizia generale,in V. Zara, La Carboneria in Terra d'Otranto,Torino 1913, Appendice II, pp. 180-186 e passim;I. Carrieri, Il brigantaggio in Terra d'Otranto - Don C. A., in Provincia di Lecce, IV(1899), n. 41; P. Palumbo, Don C. A. - Storia composta dal colono analfabeta Leonardo Arcadio,in Riv. stor. salentina,II(1904), pp. 49-75; Id., Risorgimento salentino,Lecce 1911, passim;C.Teofilato, Calderari e Decisi in Terra d'Otranto, Milano 1922, passim;A. Lucarelli, Il maresciallo di campo R. Church, il bandito C. A. e la carboneria di Terra d'Otranto, in Rinascenza salentina, III(1935), pp. 205-217; Id., L'azione del generale Ottavi nella Puglia,in Arch. stor. di Corsica, XII(1936), pp. 504 ss.; Id., Il moto liberale del 1817 e carbonari e briganti nella Terra d'Otranto, in Rinascenza salentina, VI(1938), pp. 342-370; A. Lucarelli, Il brigantaggio politico del Mezzogiorno d'Italia dopo la seconda restaurazione borbonica (1815-1818), Bari 1942, pp. 101-178; F. Argentina. Dal carteggio di un ex ufficiale - Contributo al Risorg. Salentino, Oria 1952, passim.

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