ARGENVILLIERS, Clemente

    Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 4 (1962)

di Umberto Coldagelli

ARGENVILLIERS, Clemente. - Nacque a Roma il 30 dic. 1687 da modestissima famiglia di origine francese. Applicatosi allo studio della giurisprudenza, riuscì ben presto a crearsi grande fama per la profondità della dottrina e per la brillante attività di avvocato di Curia. Conobbe, meritandone l'amicizia e la confidenza, il cardinal Lambertini, che più tardi lo volle come conclavista proprio in quel conclave che lo elesse pontefice. Lo stesso Clemente XII lo ebbe in grande stima e lo annoverò tra i membri del Collegio degli avvocati concistoriali. Papa Lambertini, salito al trono nel 1740 col nome di Benedetto XIV, gli conferì un canonicato nella basilica lateranense e, dopo la promozione cardinalizia del 1743, lo fece suo uditore nonostante l'opposizione aperta e vivace del segretario di stato s.,Valenti Gonzaga.

Questo incarico, allora assai delicato e importante, oltre alla specifica competenza su affari particolari, comportava la direzione della segreteria privata del pontefice e la custodia dell'archivio della segreteria; l'A. fu così da questo momento tra gli intimi collaboratori del papa e sempre più influente e ascoltato consigliere specie riguardo alla politica interna e finanziaria dello stato. A lui si deve appunto l'abolizione, nel 1743, della carta bollata, introdotta due anni prima dal cardinale datario P. Aldrovandi ne.ll'ambito d'una riforma fiscale che aveva portato a una diminuzione dei dazi sul bestiame, sull'olio e sulla seta greggia. Di fronte agli scarsi risultati della riforma, l'A., appoggiato dal nuovo datario Millo, indusse Benedetto XIV a ripristinare i dazi precedenti e ad imporre nuove imposte di consumo sul vino, sul sale, sulla calce, sulla paglia, sulla porcellana.

La fiducia del pontefice si accrebbe col tempo tanto che l'A. spesso fu tenuto al corrente anche degli affari diplomatici, come dimostra il carteggio di Benedetto XIV col Tencin (cfr. Le lettere di Benedetto XIV al cardinale di Tencin, I, pp.113, 121, 128, 168, 277, 333, 382). Più tardi il papa lo chiamò alla segreteria di quella Congregazione speciale, detta Economica, che era stata creata per controllare la gestione finanziaria della Camera apostolica.

Forse il nome dell'A. è soprattutto legato alle vicende della riforma dell'università di Roma. Benedetto XIV, che ne era stato rettore sotto Clemente XI, sentiva profondamente l'esigenza di un rinnovamento radicale che ponesse fine allo stato di decadenza, di corruzione, di inefficienza in cui versava lo Studio. Nella nuova Costituzione del Collegio degli avvocati concistoriali, emanata nel 1744, egli venne incontro ai voti da più parti espressi di rafforzare ed estendere la giurisdizione rettorale, da tempo soggetta alle interferenze del cardinal camerlengo, rinnovando l'antico privilegio del Collegio di eleggere il rettore. Nell'agosto del 1744 fu proprio l'A. ad essere eletto al massimo ufficio universitario (che mantenne sino alla morte), grazie, soprattutto, all'opera sottile di convinzione e di intrigo messa in atto all'interno del Collegio da monsignor Filippo Pirelli, più tardi cardinale sotto Clemente XIII, che sembra mirasse poi a prendere egli stesso di fatto le redini del rettorato e ad imprimere alla riforma un corso più deciso e radicale.

Ma l'A., pur valendosi dell'energica azione del Pirelli, assunse personalmente la direzione del piano riformatore: forte dell'appoggio papale, procedette alla nomina dei nuovi lettori senza nemmeno consultare il cardinal camerlengo Annibale Albani; quindi, fatto cadere un progetto di riforma del cardinale Valenti Gonzaga, insieme con il Pirelli ne elaborò un altro che dopo lunga trafila di consultazioni, gelosie e compromessi, riuscì infine ad ottenere l'approvazione di Benedetto XIV, sanzionata ufficialmente dal chirografo del 14 sett. 1748.I punti principali della riforma riguardavano: l'aumento del numero delle lezioni e il regolamento del loro orario; la precisa determinazione del numero delle cattedre e della pratica dei concorsi; l'obbligo per ogni lettore di insegnare solo la materia di propria competenza e di non attendere a nessuna altra attività all'infuori dell'insegnamento; il potenziamento delle ricerche scientifiche specie nel campo delle scienze naturali, attraverso la creazione di un fondo speciale, e l'istituzione di nuove cattedre.

Per dare esecuzione a quest'ultüno punto, nell'autunno del 1748 furono istituiti gli insegnamenti di matematica superiore, di chimica e, più tardi, l'istituto di fisica e il laboratorio chimico; si provvide anche al rammodernamento del teatro anatomico.

Benedetto XIV creò l'A. cardinale del titolo della ss . Trinità dei Monti in quella promozione cardinalizia del 10 dic. 1753 tante volte rinviata per le difficoltà frapposte dalle gelosie delle potenze europee grandi e piccole interessate. Pur nel fasto della nuova dignità, l'A. continuò a distinguersi per la sua modestia e per la sua alacrità. Mantenne il suo ufficio nella segreteria particolare del papa col nuovo titolo di prouditore e ricoprì altri importanti incarichi: dal 1754resse la prefettura della Congregazione del Concilio e la protettoria dell'Ordine dei minimi. Partecipò al conclave che elesse papa Clemente XIII e morì poco dopo, il 23 dic. 1758.

Fonti e Bibl.: Le lettere di Benedetto XIV al card. di Tencin, I (1740-1747), a cura di E. Morelli, Roma 1955, passim; L. Cardella, Memorie stor. de' Cardinali, IX, Roma 1797, pp. 49 s.; F. M. Renazzi, Storia dell'Università degli studi di Roma, IV, Roma 1806, pp. 209-222, 453-458; L. v. Pastor, Storia dei Papi, XVI, 1, Roma 1933, pp. 35, 107, 140, 255, 256, 348; N. Spano, L'Università di Roma, Roma 1935, pp. 50, 53

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